Piano sanitario. La protesta dei sindaci

Bari. Per il consigliere regionale Negro (Udc) le ragioni dei primi cittadini sono comprensibili di fronte alla chiusura degli ospedali e all'assenza di strutture alternative

“La riforma del sistema sanitario andava condivisa con i territori: da una parte è risultata insufficiente la comunicazione tra l’Ente Regione e le popolazioni, dall’altra è mancata la contestuale apertura di servizi socio – assistenziali che sostituissero le strutture ospedaliere dismesse. Comprendiamo le ragioni dei Sindaci, rappresentanti di frontiera, che più di altri si confrontano ogni giorno con i problemi della gente e ne raccolgono gli umori ed i disagi”. Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, a proposito del mancato incontro tra il presidente Nichi Vendola e alcuni sindaci dei Comuni interessati alla chiusura di strutture ospedaliere che per protesta hanno consegnato alla Regione la fascia tricolore. “Un gesto estremo di comprensibile protesta legata al disagio creato alle popolazioni amministrate che sono state private di un servizio di primaria importanza senza vedere concretizzare alcuna valida alternativa che possa rispondere alla crescente domanda di salute – ha sottolineato il capogruppo Udc – Occorre che la Regione Puglia cambi passo, accelerando la realizzazione delle previste Case della Salute, poliambulatori territoriali e costruzione di nuovi plessi ospedalieri come previsto nel Piano regionale della salute”. “Così come abbiamo dissentito con il Governo centrale in occasione della scelta di insediare una tendopoli in territorio di Manduria e Oria senza il coinvolgimento delle popolazioni locali – ha concluso il Presidente Negro – allo stesso modo stigmatizziamo la scelta del Governo regionale di provvedere alla chiusura degli ospedali senza la condivisione degli Enti locali interessati”.

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