Archeologia. Si inaugura il 'Parco dei Guerrieri'

Poggiardo. Per l'occasione saranno presentate anche le riproduzioni delle Cariatidi di Vaste, ottenute attraverso tecnologie altamente innovative

Poggiardo e Vaste si apprestano a divenire, per un giorno, capitale dei beni culturali con l’inaugurazione, oggi, del Portale di Ingresso al Parco Archeologico dei Guerrieri e la presentazione della riproduzione delle Cariatidi. Un appuntamento importante sia sotto il profilo culturale per l’arricchimento che i due beni apporteranno al già ricco patrimonio di beni culturali sia sotto il profilo scientifico – tecnologico per le innovative tecniche con cui questi beni sono stati realizzati. Ipogeo delle Cariatidi L’Ipogeo delle Cariatidi di Vaste riveste un eccezionale rilievo nella documentazione archeologica del Salento. E’ una tomba a camera ellenistica scoperta, purtroppo in gran parte distrutta, nel XIX secolo a Vaste. Dell’Ipogeo delle Cariatidi si conservano oggi le sole sculture prelevate dal sito in tempi diversi: a Lecce, nel Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano”, sono esposti una Cariatide e un bassorilievo; le altre tre Cariatidi con il secondo bassorilievo si trovano nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto e sono inserite – con le riproduzioni delle sculture custodite a Lecce – nel percorso espositivo inaugurato nel 2007. Le 4 Cariatidi e i 2 bassorilievi dell’Ipogeo di Vaste sono stati oggetto di acquisizione e ricostruzione tridimensionale e rappresentazione virtuale da parte del Coordinamento SIBA dell’Università del Salento. L’acquisizione tridimensionale ad altissima risoluzione è stata effettuata mediante uno scanner 3D laser specifico per statue e oggetti di medie dimensioni. Per riprendere i sottosquadri in zone difficili e non direttamente visibili dallo scanner è stato utilizzato uno specchio di qualità ottica elevata. I modelli 3D delle Cariatidi e dei frammenti di fregio sono stati realizzati per la Provincia di Lecce nel 2008, nell’ambito del Progetto Interreg Grecia-Italia “Sul Cammino di Enea”, finanziato dall'Unione Europea. La visualizzazione stereoscopica e interattiva di tali modelli è accessibile attraverso il Teatro virtuale 3D della Provincia di Lecce e attraverso i Teatri virtuali 3D del Coordinamento Siba e del Caspur di Roma. La ricostruzione tridimensionale e la rappresentazione virtuale dell’intero Ipogeo delle Cariatidi sono state successivamente realizzate dal Coordinamento Siba, in collaborazione con il Caspur di Roma, sulla base dell’ipotesi di ricostruzione dello stesso Ipogeo fatta dagli archeologi dell’Università del Salento, Francesco D’andria e Katia Mannino, e mediante l’utilizzo di diverse tecniche di acquisizione ed elaborazione tridimensionale. Dopo aver ottenuto la possibilità di avere le riproduzioni delle cariatidi di Vaste, grazie ad un accordo di Programma Quadro tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e la Regione Puglia del valore di 250.000,00 euro, la Soprintendenza per i Beni Culturali rappresentata dall’Architetto Augusto Ressa, ha consegnato ufficialmente i lavori per la realizzazione delle opere che sono state pertanto realizzate. La riproduzione delle cariatidi effettuata con tecniche di ultimissima generazione; utilizzando infatti il rilievo laser-scanner 3D al fine di digitalizzare tridimensionalmente il manufatto e riprodurlo nella scala 1:1. Il manufatto è in poliuretano con densità adeguata e con trattamento superficiale speciale al fine di simulare l’effetto reale. Il risultato finale a parere degli esperti è strabiliante. In seguito a sopralluogo effettuat, nei mesi scorsio dal Prof. D’Andria per l’Università del Salento, dall’Architetto Ressa per la soprintendenza e dal Sindaco Astore, si è deciso di allocare le riproduzioni delle cariatidi all’interno del centro (portale) di accoglienza al Parco Archeologico dei Guerrieri. Il termine “cariatide”, rappresenta nel gergo archeologico una statua femminile usata già nell’antica Grecia come colonna o pilastro di sostegno. Quattro statue del genere, in pietra leccese, sormontate da due blocchi di architrave scolpiti e costituenti gli stipiti della tomba ipogea di un Principe dell’antica città messapica, furono rinvenute a Vaste nel 1860. Oggi tale monumento risulta sostanzialmente smembrato in quanto tre statue, unitamente ad un pezzo di architrave, sono depositate al Museo archeologico di Taranto, mentre la quarta, insieme all’altro blocco di architrave, è esposta al Museo Provinciale di Lecce. Il centro (portale) di accoglienza al Parco Archeologico dei Guerrieri è immediatamente visibile sulla SP 158 Poggiardo – Maglie, nei pressi dell'incrocio per Castro e Santa Cesarea Terme è stato realizzato con un contributo di € 370.000,00 del Ministero dello Sviluppo Economico in attuazione della Legge 28 dicembre 2001, N° 448 ART. 55 fondo nazionale per la realizzazione di infrastrutture di interesse locale” L’area archeologica dell’antica βαοτα o Basta, ha rivelato da molto tempo numerose tombe ed ipogei; ma oggi quando si parla dell’ipogeo di Vaste, si tratta di quello di cui si sono conservate le quattro cariatidi e due blocchi di architrave scolpiti. Una di queste cariatidi e uno dei blocchi si trovano attualmente al Museo provinciale di Lecce; la cariatide fu acquisita nel 1873 grazie alla donazione dell’Ingegnere Androni; il blocco d’architrave fu donato dall’arciprete Carluccio a L. G. De Simone nel 1869, il quale subito lo depositò al museo. Nella stessa data, le altre tre cariatidi si trovavano ancora sul posto (in situ), ma nel 1897 Petersen poté vederle, con il secondo blocco d’architrave, a casa del Barone di Castiglione (in Spongano – Lecce), Filippo Bacile. Tutti questi pezzi in seguito arrivano al museo di Taranto, dove ancora oggi si può vederli. L’ultima cariatide molto mutilata rischia di essere definitivamente dimenticata, poiché alcuni studiosi che si sono dedicati allo studio di queste sculture, dopo Petersen, non ne hanno fatto più menzione. (omissis) Jean Luc Lamboley da Note sul l’hypogee de Vaste Studi di antichità 2 –Congedo Editore – (traduzione a cura di F. Piri) Il programma Tanti saranno i rappresentanti del mondo accademico, della cultura e delle istituzioni, gli operatori turistici e gli studenti delle scuole che parteciperanno ai diversi eventi in cui è articolato il programma della giornata. Si inizierà alle 10 presso il “Teatro Illiria” con una conferenza didattico – divulgativa dal titolo “Le Cariatidi di Vaste e i beni archeologici del territorio di Poggiardo” rivolta agli studenti delle scuole superiori di Poggiardo e Maglie, in cui il Francesco D’Andria, Direttore Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università del Salento insieme ad Alessandro Quarta (Direttore Archeodromo del Salento), a Virginia Valzano (Consorzio interuniversitario Caspur Roma), a Adriana Bandiera (Coordinamento Siba Università del Salento), attraverso anche l’ausilio di alcuni video, “guideranno” i ragazzi alla scoperta dell’archeologia e dei beni culturali. Il programma proseguirà alle 16 nella sala conferenze del Palazzo della Cultura con l’inaugurazione della mostra “Le Cariatidi di Vaste, Storia di un Capolavoro della Messapia”, ideata e realizzata da Gianni Carluccio e Marcello Seclì e con il convegno “Le nuove tecnologie per i Beni Culturali” condotto da Antonio Cassiano, Direttore del Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce, a cui parteciperanno oltre al sindaco di Poggiardo Silvio Astore e al Vice Presidente della Provincia di Lecce, Simona Manca, Francesco D’Andria, Marcello Guaitoli, Università del Salento; Augusto Ressa, Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Lecce – Brindisi e Taranto; Virginia Valzano, Consorzio interuniversitario Caspur Roma; Grazia Semeraro, Università del Salento; Lucio Calcagnile, Università del Salento, Direttore Laboratorio Tandetron; Francesco Gabellone, Ibam – Cnr. Alle ore 19, il momento conclusivo, presso l’area archeologica, con l’inaugurazione del Portale di Ingresso al Parco Archeologico dei Guerrieri e la presentazione delle Cariatidi. Al taglio del nastro saranno presenti il sindaco di Poggiardo Silvio Astore, l’On.le Luigi Lazzari, il Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, gli Assessori Regionali Angela Barbanente e Sivia Godelli, il Rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia, la Direttrice Generale Regionale del Mibac, Isabella Lapi Ballerini, il Sopraintendente per i Beni Archeologici della Puglia, Antonio De Siena. Per l’occasione, saranno potenziate nella giornata di sabato le visite guidate ai beni culturali di Poggiardo e Vaste grazie alla collaborazione con l’Istituto “Egidio Lanoce” di Maglie i cui studenti del settore turistico affiancheranno gli operatori della “Cooperativa Penelope 2000”. Francesco D’Andria, Università del Salento. “Questo lavoro è il frutto di una collaborazione tra l’Università del Salento, Comune di Poggiardo, Direzione regionale, Soprintendenza regionale ai monumenti. Tutti concorrono per far sì che le grandi potenzialità archeologiche e storiche di Vaste possano essere valorizzate. Stiamo lavorando per questo. Siamo riusciti a creare questo portale al 'Parco dei guerrieri' che diventerà il nodo didattico di tutto un sistema museale che riguarda l’archeologia di Vaste, una delle più importanti città messapiche della fase pre – romana. Il nuovo edificio, oltre a divenire l’alloggio della ricostruzione dell’ipogeo delle cariatidi, sarà un ricco ed esaustivo centro di informazioni da fornire ai visitatori che intenderanno visitare il sistema museale”. Augusto Ressa, Direzione della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Regione Puglia. “L’ipotesi consiste nella ricostruzione del portale dell’ipogeo delle cariatidi. Grazie a un’ulteriore ricerca di D’Andria, verrà proposta una soluzione alternativa, rispetto al portale realizzato a Taranto, che tiene conto di determinati punti della ricerca. Il portale ricostruito sarà collocato al primo piano della struttura con una serie di apparati didascalici che verranno realizzati di concerto con l’Università e il Cnr in modo che diano anche un’idea il più esaustiva possibile di come potesse essere l’ipogeo di Vaste. Ritengo molto interessante, soprattutto sotto l’aspetto didattico, questo nuovo allestimento che crediamo di poter realizzare in due o tre mesi”. Silvio Astore, sindaco di Poggiardo. “È un risultato atteso da anni e di cui siamo particolarmente fieri perché rappresenta il frutto degli sforzi continui che questa amministrazione ha compiuto nel tempo, tra non poche difficoltà, per migliorare e potenziare il nostro sistema di beni culturali. È straordinario pensare che tra pochi mesi le cariatidi torneranno a Vaste, un risultato ottenuto, mi preme dirlo, anche per la credibilità che Poggiardo si è saputa guadagnare nel tempo attraverso una attenta e capace gestione dei beni culturali. Preso atto, dopo anni di pressioni, che le opere originali non potevano tornare ci siamo adoperati per questa soluzione che, secondo il parere unanime degli esperti, deve essere considerata di assoluto valore sia tecnologico che culturale. Quello dei beni culturali è un settore su cui abbiamo investito molto perché lo abbiamo ritenuto strategico in un ottica di sviluppo complessivo del territorio e che ora sta dando ampi e significativi segnali di come si sia ben operato. Le strutture ricettive sorte negli ultimi anni e le sempre maggiori richieste di visite dei nostri beni da parte di scolaresche non solo pugliesi stanno del resto a testimoniarlo. Mi preme infine sottolineare, con una punta di orgoglio e come spesso faccio parlando di beni culturali, che Poggiardo da ben 12 anni ha attivato un sistema di affidamento dei beni ad una cooperativa di servizi che ne consente la fruizione 365 giorni all’anno. Un caso unico nel panorama regionale tanto da essere considerato unanimemente un esempio”.

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