Netcarity. Dalla parte degli anziani

Lecce. Un progetto europeo, di cui si discute in questi giorni, ha sviluppato un dispositivo per migliorare la qualità della vita

Accade di entrare in Europa varcando la soglia della sala convegni del Patria Palace Hotel di Lecce. Nella migliore Europa: quella impegnata nell’affrontare le nuove problematiche sociali attraverso la ricerca tecnologica e il dialogo costante tra imprenditoria, società civile e istituzioni. Dal cinque e fino all’otto di aprile ricercatori ed imprenditori, tra cui alcuni rappresentanti dei grandi colossi industriali Siemens e Ibm, provenienti da ben cinque paesi europei (Italia, Olanda , Germania, Repubblica Ceca e Spagna) discutono i risultati del progetto integrato dal titolo A Networked Multisensor System for Elderly people: health care, safety and security in home environment (Netcarity) finanziato con 15 milioni di euro dalla Commissione Europea nell’ambito del VI Programma Quadro e finalizzato allo sviluppo di dispositivi e di tecnologie innovative per la sicurezza e la qualità della vita degli anziani che vivono da soli in ambienti domestici. Coordinatore di questo progetto, risultato primo in valutazione presso la Commissione Europea, l’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi IMM-CNR Sezione di Lecce diretto da Pietro Siciliano. “Nella prospettiva di un aumento graduale dell’età media della popolazione nella società dei paesi industrializzati, si è avvertita la necessità”, spiega il direttore dell’Istituto, “di trovare delle soluzioni avanzate, affidabili e socialmente accettabili per far fronte ai costi aggiuntivi dovuti all’invecchiamento della popolazione. Da recenti indagini statistiche relative alle situazioni di pericolo o emergenza a cui un anziano che vive da solo deve far fronte durante la normale attività giornaliera, risulta che quelle più rilevanti sono relative a casi di caduta accidentale o per malore, intossicazione, fughe di metano, ecc. In questo quadro, un obiettivo ampiamente condiviso da tutti i partner di progetto è disegnare ed attuare soluzioni, anche basate sull’utilizzo di tecnologie avanzate, che favoriscano la permanenza dell’anziano nella sua abitazione e nel suo ambiente di riferimento in condizioni di sicurezza e di benessere. L’Unione Europea in materia ha sviluppato un nuovo approccio alla progettazione di tecnologie e servizi – Ambient Assisted Living (AAL) – che risponde a tali necessità in modo innovativo. La Progettazione Centrata sulla Persona, ad esempio, è una metodologia che coinvolge direttamente nel processo di design non solo la persona anziana, ma anche i suoi familiari ed i fornitori dei principali servizi alla persona.” Il dispositivo Il dispositivo sviluppato nell’ambito di questo progetto europeo consiste in sensori e microsistemi intelligenti che monitorano biosegnali e che controllano informazioni cliniche sul paziente assieme alle condizioni ambientali. In questo modo il dispositivo è in grado di riconoscere situazioni di reale pericolo e attivare un segnale in uscita dall’ambiente domestico per richiamare l’attenzione del 118 piuttosto che di cooperative per i servizi sociali o addirittura di quelle case di riposo disposte a diversificare il proprio servizio. Il dispositivo verrà presto testato in 100 appartamenti in Olanda ad Eindovhen e in Italia a Trento dove la Provincia Autonoma di Trento ha già cominciato ad investire in proprio in tale settore per venire incontro al miglioramento della qualità della vita degli anziani della propria provincia. Dialogo ad oggi aperto anche con la Regione Puglia per avviare in loco una fase di testing del dispositivo con la collaborazione di ospedali, case di cura ed agenzie che prestano servizi di assistenza sociale. Prossimo appuntamento L’attività di discussione e ricerca intorno all’argomento continuerà ancora a settembre quando dal 26 al 28 la città ospiterà il terzo forum italiano per AAL (Ambient Assisted Living) organizzato da Pietro Siciliano, presidente dell’omonima associazione italiana, con la partecipazione della Commissione Europea, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Lecce, del CNR e della società Roma Multiservizi.

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