‘No ai Cie’. Presidio davanti a Restinco

Brindisi. Dalle ore 10.30 fino a sera per dire di no a tutti i Centri di identificazione ed espulsione. L’iniziativa è organizzata dal gruppo “No-Cie di Brindisi

BRINDISI – L’appuntamento è fissato per le ore 10.30. A quell’ora i membri del gruppo “No-Cie di Brindisi” assieme all’associazione Emergency ed a tutti coloro che si vorranno unire a loro, daranno vita ad un presidio davanti al Cie (Centro Identificazione ed Espulsione) di Restinco che si chiuderà solo in serata. L’obiettivo è denunciare le violazioni dei diritti umani che nella struttura, come in altre simili, hanno luogo. “Abbiamo sempre denunciato le violazioni dei diritti umani che si sono verificate – hanno dichiarato i responsabili del gruppo territoriale brindisino di Emergency -, la mancanza di trasparenza nella gestione di tali strutture, in cui è impossibile l’accesso alla stampa e a volte agli stessi parlamentari, ed abbiamo sempre chiesto la loro chiusura”. Proprio per questo associazioni come Emergency si sono sempre rifiutate di svolgere attività all'interno di tali strutture, “perchè sarebbe – hanno spiegato – come legittimare i Cie o i Cpt come istituto e quindi contraddire quello per cui ci battiamo dal 1998: la chiusura dei Cie ed una politica dell'accoglienza basata sul pieno rispetto dei diritti umani”. L’iniziativa organizzata per oggi acquista un valore ancora più significativo in questi giorni di continui arrivi di immigrati in fuga dai territori in guerra. Purtroppo è proprio in queste occasioni che si acuiscono atteggiamenti di intolleranza; sono prova di ciò i numerosi episodi che si sono verificati nelle scorse ore nei confronti dei tunisini e libici abbandonati nella tendopoli tra Oria e Manduria. Il presidio rappresenta inoltre una prima tappa verso la mobilitazione unitaria della rete antirazzista pugliese in programma per sabato prossimo 9 aprile davanti alla tendopoli di Manduria. Proprio Restinco è stato terreno nelle scorse ore di tumulti, un incendio e perfino di gesti di autolesionismo. In tre hanno tentato ieri di togliersi la vita tagliandosi i polsi ed un quarto ha tentato di soffocarsi. Gli autori di questi gesti sono stati condotti nell’ospedale brindisino e, dopo le necessarie medicazioni, sono stati condotti nuovamente all’interno del centro. Che, ad oggi, è alla sua capienza massima: ospita infatti 30 persone nei locali destinati al Cie e circa 120 in quelli dedicati al Cara per i richiedenti asilo. Il clima è ancora più teso dal momento che personale addetto alla sorveglianza è stato inviato a Manduria in rinforzo alle forze dell’ordine lì stanziate per vigilare sui migranti provenienti da Lampedusa. In allegato il volantino del presidio 2 aprile 2011 Davanti a Restinco per dire di no BRINDISI – Saranno lì, domani, davanti al Cie (Centro Identificazione ed Espulsione) di Restinco, dalle 10.30 fino a tardo pomeriggio per denunciare ancora una volta le violazioni dei diritti umani che nella struttura hanno luogo. In questo presidio, i membri del gruppo “No-Cie di Brindisi” saranno appoggiati dall’associazione “Emergency”, anch’essa contraria da sempre a tali strutture, fin dalla loro istituzione nel 1998. L’iniziativa acquista un valore più significativo in questi giorni in cui si assiste purtroppo diffusamente a scene di razzismo ed intolleranza nei confronti dei tunisini e libici abbandonati nella tendopoli tra Oria e Manduria. Rappresenta inoltre una prima tappa verso la mobilitazione unitaria della rete antirazzista pugliese in programma per sabato 9 aprile davanti alla tendopoli di Manduria. Leggi il Tacco 79 dedicato ai “Traffici umani”, dove si racconta di una visita nel Cie di Restinco

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