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Tasse universitarie. Facciamo chiarezza

I rappresentanti dell'Udu: “Il nostro obiettivo è stato da sempre la riduzione della pressione fiscale derivante dall'applicazione dei filtri di merito”

Dopo alcuni mesi (Luglio) dalla denuncia dell’Udu sui giornali riguardo l’aumento delle tasse che ha colpito gli studenti dell’Università degli Studi del Salento, ieri nel Consiglio di Amministrazione i rappresentanti degli studenti sono riusciti a ridurre la pressione fiscale che ha particolarmente colpito le tasche delle famiglie Salentine a basso reddito. Tuttavia sulla stampa del 28 marzo grande rilievo è stato dato alle polemiche fra le associazioni studentesche, riguardanti sia l'interpretazione politica dell'aumento sulle rette universitarie, sia le conseguenti diverse manovre tecniche proposte dall’Udu. L'obiettivo dei rappresentanti dell'Unione degli Universitart è stato da sempre la riduzione della pressione fiscale derivante dall'applicazione dei filtri di merito. Il traguardo è stato raggiunto grazie al CdA del 28 marzo scorso, che ha deliberato per un abbassamento di quasi il 48% sul contributo di facoltà. Le proposte portate al vaglio nell’organo amministrativo del nostro Ateneo, sono state precedentemente sottoposte all'attenzione del Consiglio degli Studenti(CdS), l'organo di maggiore rappresentanza studentesca, che a larga maggioranza ha approvato le proposte dell'UdU, tra le quali anche la riduzione dei propri fondi, per un totale di 90mila euro, destinati a progetti extracurriculari. In Consiglio di Amministrazione, se da una parte i rappresentanti degli studenti hanno votato congiunti per destinare i 710 mila euro della Regione, 55.000 euro dai fondi della Commissione Diritto allo Studio ed i 47mila euro dal fondo di riserva dell’Università degli Studi del Salento , d’altro canto i rappresentanti degli studenti in CdA, hanno votato disgiunti riguardo i fondi derivanti dai Dipartimenti e dal Consiglio degli Studenti. Questo voto disgiunto delle rappresentanze studentesche è il frutto di diverse interpretazione del momento storico che la nostra università sta attraversando, e quindi un diverso modo di affrontare la questione tasse. L’Udu ha ritenuto opportuno destinare i fondi del CdS per ridurre la pressione fiscale per diversi motivi: – I fondi del CdS, se pur importanti per gli studenti, grazie ad i progetti extracurricolari, potevano essere “sacrificati” solo per quest’anno, visto che lo stesso CdS a maggioranza ha messo a disposizione tali fondi. – I 90mila euro del CdS aggiunti ad i 100mila euro dei Dipartimenti e ad i fondi approvati dal Consiglio di Amministrazione, avrebbero ridotto la pressione fiscale più del 64%, mentre con la manovra attuale la riduzione ammonta solo al 48%. – Ritenevamo opportuno, con il voto dei nostri consiglieri in CdA, rappresentare quanto più possibile quello che gli studenti ci avevano chiesto poiché il CdS, organo del nostro Ateneo composto ESCLUSIVAMENTE da studenti, dove ciascun Dipartimento della nostra università è rappresentato, aveva espresso un parere ufficiale e positivo sulla manovra. L’Udu, tuttavia, ribadisce e sottolinea come nel tempo abbia sempre sostenuto che i servizi agli studenti fossero migliorati, lottando negli organi competenti per l’aumento dei contratti di collaborazione studentesca e per l’orario continuato delle biblioteche, rinunciare a queste migliorie è stato solo frutto di un particolare e difficile momento per la componente studentesca che richiedeva sforzi eccezionali atti a difendere studenti disagiati. Ciò che caratterizza un sistema di formazione pubblico come quello italiano è proprio la libertà d'accesso, sancita dall'articolo 34 della costituzione. Se manca il diritto allo studio inevitabilmente si crea un Università classista, esclusiva e ad accesso sbarrato. Questi sono i motivi per cui l'UdU ritiene fondamentale combattere questi provvedimenti, salvaguardando il carattere pubblico del sistema di formazione. In fondo perché destinare i fondi per migliorare i servizi agli studenti quando alcuni di questi sono costretti a lasciare l’università perché non più in grado di pagare la retta universitaria? Se da una parte una battaglia è vinta, l’UDU, pur ritenendo questa una sua personale vittoria e una vittoria per tutti gli studenti non si ritiene soddisfatta poiché i problemi sono tanti e da tempo stiamo lottando per risolverli. L’università dovrà rivedere i propri criteri di meritocrazia che prendono in considerazione solo i cfu maturati durante l’anno e non considerano i voti conseguiti dagli studenti. La meritocrazia deve essere applicata a tutti gli studenti e non solo come filtro per le due ultime fasce (rendendola complice solo di un aumento della tassazione studentesca). L’università, inoltre, non ha ancora previsto la figura dello studente lavoratore, valutato come qualsiasi altro studente che ha tutto il tempo e la sicurezza economica famigliare per studiare. L’Udu si ritiene soddisfatta del lavoro compiuto in questi mesi, poiché si è fatta portavoce degli studenti tutti ed in particolar modo di quelli più deboli, stando vicina agli studenti concretamente e non solo rappresentandoli negli organi collegiali. Con la presente, speriamo di aver chiarito qualsiasi dubbio sulla questione tasse derivante da diverse interpretazioni e da scelte politiche differenti, sperando, così, di evitare inutili polemiche, visto che il fine ultimo di aiutare e rappresentare gli studenti è stato, anche se parzialmente, ottenuto.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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