Va bene il gossip, ma non beceresco

Qualche considerazione sulla vicenda di mantello e protuberanze (assolutamente a di nuovo) – bisognerebbe, ad ogni modo, aver materiale certezza che di ciò si è trattato – andata pubblicamente in scena nell’agorà “gossipparo politichese”, con interpreti l’onorevole Bocchino e signora e la ministra Mara Carfagna. Circa l’esibizione del primo protagonista, studiata non a caso attraverso gli schermi tv e dopo il comprensibile sfogo muliebre a mezzo intervista ad un settimanale, il giudizio, invero, non può che essere di critica negativa. Difatti, il brevilineo parlamentare di Fli, subdolamente e astutamente, ha in buona sostanza inteso infliggere un pesante colpo non solo all’avvenente sua presunta partner di passaggio, ma anche allo schieramento politico della medesima, Pdl, e, salendo, al suo leader. Un comportamento, tutt’altro che signorile, retto, insomma da gentiluomo. Nulla da dire, al contrario, sulla replica via web della ministra, con finale incentrato sulla decisione di prossime nozze, confetti e fiori d’arancio. Sennonché, in calce a detta replica, appare sorprendente l’aspettativa, attribuita all’onorevole Alessandra Mussolini, che “Mara Occhioni Carfagna chieda scusa alla moglie di Bocchino”. Ma, cara e simpatica Alessandra, non sarebbe per niente usuale un gesto simile! Pensi un po’, se dovesse diventare di moda, verosimilmente la cosiddetta società civile, ne uscirebbe sconvolta, s’intaserebbero i servizi postali, gli sms, le e.mail e i social network. Fortunatamente, la debolezza della carne, così congenita e diffusa, non incide sul prodotto interno lordo. Lecce, 30 marzo 2011 Rocco Boccadamo

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