‘Prima dote’. I soldi ci sono. Gli Ambiti non li chiedono

Bari. La Regione ha già liquidato 1,5 milioni di euro per i nuovi nati. Restano da erogare 8,5 milioni. Ma solo 19 Ambiti su 32 hanno completato l’istruttoria

BARI – Dalla Regione Puglia, la “prima dote” ai nuovi nati. Ma il “sistema” si inceppa per via dell’inefficienza in ambito digitale da parte degli Ambiti. Sono soltanto 19 su 32 infatti gli ambiti che hanno concluso le graduatorie definitive relative al finanziamento degli assegni previsti nel bando regionale “Prima dote” per i nuovi nati. A questi sono stati già liquidati oltre 1,5 milioni di euro. Si tratta degli ambiti di Bari, Bitonto, Campi Salentina, Canosa, Fasano, Gagliano del Capo, Ginosa, Lecce, Lucera, Maglie, Martano, Martina Franca, Massafra, Modugno, Molfetta, Poggiardo, San Severo, Taranto e Troia. I restanti 13 invece hanno ancora in corso l'istruttoria e hanno provveduto a immettere i dati delle domande verificate nella piattaforma informatica dedicata. Ancora una volta, come era già stato rilevato per l’assegno di cura e l’assistenza indiretta personalizzata, la procedura dell’erogazione dei contributi regionali in tema di servizi sociali rimane incagliata nelle fasi di rilevazione ed inserimento dati su piattaforme informatiche, nate invece per semplificare e velocizzare l’iter di presentazione delle domande. Il lavoro degli uffici regionali del Servizio di Politiche di Benessere sociale e pari opportunità procede, dunque, ma a rilento. “Nonostante lo sforzo compiuto da tutta la struttura regionale al fine di procedere immediatamente alla definizione delle graduatorie provvisorie e degli atti successivi – ha commentato l'assessora regionale al Welfare Elena Gentile – registriamo un preoccupante ritardo da parte degli ambiti territoriali nella definizione delle graduatorie definitive che consentono di procedere in maniera immediata alla liquidazione dei finanziamenti per gli assegni di prima dote”. Certo, il 70% degli ambiti ha dato un segnale chiaro, di impegno, nelle procedure per erogare gli assegni alle famiglie pugliesi; ma rimane quel 30% che non ha ancora inviato agli Uffici regionali alcun segnale. “Ciò ci preoccupa non poco – ha continuato Gentile – in un momento così sciagurato per la crisi che ha particolarmente colpito le famiglie più fragili come quelle che dovrebbero avere accesso alla prima dote. Non è più tempo di prendere tempo, occorre al più presto concludere le procedure ed erogare i contributi ai beneficiari”. Secondo il monitoraggio regionale, che resta attivo 24 ore al giorno, all'appello mancherebbero gli ambiti di Altamura, Andria, Barletta, Casarano, Cerignola, Corato, Galatina, Grumo Appula, Manfredonia, Margherita di Savoia, Putignano, Triggiano, Vico del Gargano. Questi non avrebbero immesso alcun dato nella piattaforma ai fini dell'istruttoria e della generazione automatica della graduatoria dei beneficiari. Un vero peccato, soprattutto in considerazione del fatto che i fondi ci sono e sono messi completamente a disposizione degli ambiti. Basterebbe dunque solo inserire i dati nel portale dedicato. Per il completamento della misura restano da erogare 8,5 milioni di euro, cioè l'85% delle risorse previste. // La “Prima dote” L’assegno di “Prima Dote” è un contributo economico di 2.400 euro rivolto alle famiglie con bambini sotto i tre anni, in grave difficoltà economica. Previsto dal “Programma di interventi per la realizzazione di misure economiche per sostenere la genitorialità e favorire la conciliazione vita-lavoro per le famiglie pugliesi” l’assegno di “Prima dote per i nuovi nati ” è un contributo monetario erogato dalla Regione, Assessorato alla Solidarietà, ai nuclei familiari che si trovano in una situazione economica di profondo disagio derivante da reddito insufficiente. Destinatari dell’intervento sono le famiglie o i nuclei monogenitoriali con bambini da 0 a 36 mesi, residenti da almeno sei mesi in Puglia, in uno dei comuni degli Ambiti territoriali, con un reddito ISEE 2008, cumulativo, non superiore a 5.000 euro. Articolo correlato: Assegni di cura on line. La Puglia va in tilt (1 marzo 2011)

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