Nucleare e rinnovabili. La Regione incontra il Governo

Roma. Per la vice presidente Capone è fondamentale “garantire l'impegno dell'Italia per le energia alternative” e riflettere sugli incentivi e su come essi devono essere erogati.

Dopo le contestazioni al Decreto Romani, ribattezzato “Ammazza rinnovabili” che prevede incentivi solo a impianti allacciati entro il 31/05, la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone ha partecipato, a Roma, all'incontro sulla questione “energie rinnovabili”, convocato dai ministri Fitto e Romani con le Regioni. “Come Regioni abbiamo affermato – afferma Loredana Capone – che è giusto fare una riflessione sugli incentivi e su come essi devono essere erogati” per evitare che il mercato sia drogato da interventi meramente speculativi. Occorre preservare però una filiera industriale delle rinnovabili che in Italia, e soprattutto nelle regioni meridionali, si sta creando. Il problema non può essere solo la riduzione complessiva del budget annuale ma la diversificazione degli incentivi: più alti al massimo per gli impianti sui tetti degli edifici privati, pubblici, agricoli, industriali, sulle aree già compromesse, in prossimità autostrade, ferrovie, a favore degli agricoltori e delle imprese che utilizzano l'energia, e notevolmente più bassi per il fotovoltaico sulle aree agricole. “È fondamentale – afferma la Capone – garantire l'impegno dell'Italia verso l'energia rinnovabile, oggi più di prima. Per ragioni che sono chiare ed evidenti e non abbisognano di molte parole: 1) la dipendenza dell'Italia dai Paesi stranieri per le altre fonti cosiddette 'convenzionali'; 2) le difficoltà di una strategia che punti al nucleare, dato il contrasto con la maggioranza delle Regioni italiane e l'insicurezza delle centrali, da ultimo comprovata dall'immane tragedia del Giappone; 3) la presenza di materie prime in Italia che consente a noi più che negli altri Paesi di investire nelle rinnovabili”. E' di conseguenza indispensabile che il governo riveda il suo disegno e che, piuttosto che puntare su una strada pericolosa e incerta come il nucleare, insista sulla strada delle rinnovabili. “Insistiamo – continua Capone – anche sulla ripartizione degli incentivi con un'inversione di tendenza in modo da garantire la priorità del solare strutturale a favore delle famiglie, delle imprese, dell'agricoltura”. La strategia della Regione è nota: valorizzare al massimo l'uso del sole per produrre energia, con tetti e pareti su case, edifici agricoli e industriali e garantire a tutti l'opportunità di farlo, generando anche occupazione per i nostri concittadini e le piccole imprese del settore. La Puglia, in questa direzione, sta investendo in ricerca per produrre con materiali e tecnologie estremamente innovative, di qualità e competitive. Al contempo però diventa indispensabile la garanzia di un impegno di tutte le Istituzioni perché gli interventi siano compatibili con l'ambiente e il paesaggio e le regole siano rispettate. “Per le realizzazioni sui tetti, al fine di evitare abusi e brutture – conclude la vice presidente – abbiamo emanato una circolare per gli uffici tecnici dei Comuni. Sul fotovoltaico sui campi poi il controllo dei Comuni prima, e delle Province poi, dev'essere sempre più attento e accurato. Abbiamo più volte segnalato il rischio di elusione delle norme sulle Dia da parte di imprese sciagurate che frazionano gli interventi presentati per eludere la Via da parte delle Province e qualche volta persino per evitare di venire in Regione a presentare domanda di autorizzazione unica per non sottoporsi ai 36 pareri necessari. I sequestri di questi giorni dimostrano quanto sia importante per i Comuni alzare la guardia e controllare e verificare le procedure seguite e gli impianti realizzati. In tal senso il protocollo firmato con Anci e Upi nei giorni scorsi, che chiede controlli severi per evitare furbizie e danni al paesaggio che, per colpa di pochi speculatori, gettano ombre su tutte le imprese oneste del settore”. L'incontro è stata occasione per le Regioni di manifestare perplessità e preoccupazione sul nucleare. “Da un lato l'evidente preoccupazione derivante dalla tragedia giapponese, la cui nube arriverà domani in Italia, dall'altra il presumibile esito del nuovo referendum hanno finalmente convinto il governo a rinunciare, almeno per ora, al nucleare”, afferma la vicepresidente Capone. “E' giusto invece – conclude – che il nostro paese si doti di un Piano energetico nazionale, su cui il presidente Errani, rappresentante delle Regioni, ha molto insistito”.

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