Emergenza immigrati. Vendola: ‘Nel Cara condizioni disumane’

BARI – “Caro ministro, ciò che sta accadendo in queste ore al Cara di Bari conferma purtroppo le preoccupazioni che ho avuto modo di esporre durante l’incontro da lei convocato presso il suo ministero. A seguito di una visita effettuata dalla Regione questa mattina abbiamo constatato come i trasferimenti dei richiedenti asilo avvengano con modalità assolutamente inaccettabili. I richiedenti asilo che abbiamo incontrato sono costretti all’interno di un tendone da circa 30 ore, senza alcuna possibilità di movimento. Hanno dormito a terra e sono stati costretti ad espletare i propri bisogni fisiologici in bottigliette di plastica”. E’ il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola a parlare. A scrivere, anzi, in una lettera inviata al ministro dell’Interno Roberto Maroni, della condizione cui sono costretti i disperati che hanno preso la via del mare e sono arrivati a Lampedusa e poi da lì sono stati trasferiti in altri centri italiani, tra cui quello di Palese che ospiterà da oggi nuovi profughi. E’ stato Nicola Fratoianni, assessore regionale alle Politiche di inclusione dei migranti, a farsi portavoce oggi delle parole del governatore, dopo un sopralluogo nella struttura barese all’indomani del trasferimento avvenuto ieri di 400 migranti e del previsto trasferimento di altri 80-100 per questo pomeriggio. Attualmente il Cara di Bari ospita in tutto 1.022 immigrati ma ha capienza di circa 1.300 persone. Fratoianni aveva già effettuato un sopralluogo presso la struttura barese a metà febbraio in occasione dell’altra ondata di sbarchi, che allora avvennero direttamente sulle coste pugliesi. In quell’occasione potè elogiare l’operato del personale nelle ore “calde” di continui arrivi ed osservare come gli stessi migranti stessero collaborando con gli operatori baresi, auto-organizzandosi, per la migliore attività del Centro. I trasferimenti delle ultimi giorni, invece, starebbero avvenendo con modalità coercitiva e coattiva e con un grado di confusione tale da mettere a rischio la possibilità di effettiva tutela delle situazioni di vulnerabilità. “Riteniamo inaccettabile le modalità del trasferimento – ha detto Vendola -, lesive del diritto fondamentale delle persone a non subire trattamenti degradanti, e tanto più gravi in considerazione del fatto che siamo in presenza di richiedenti asilo che, come tali, non possono essere privati della libertà personale così come sancito dal diritto interno e comunitario, nonché dalle Convenzioni internazionali ratificate anche dal nostro paese”. Il presidente ha ribadito la disponibilità della Puglia a fare la sua parte in termini di accoglienza degli stranieri in condizione di bisogno, precisando però che saranno denunciati tutti gli eventuali episodi di violazione dei diritti fondamentali dell’uomo. Fratoianni intanto è tornato a chiedere la misura del permesso di soggiorno per protezione temporanea, della durata di un anno, facendo riferimento ad uno strumento previsto dall’attuale legislazione sull’immigrazione (articolo 20 del Testo unico sull’immigrazione) per particolari condizioni di emergenza umanitaria. “E’ uno strumento – ha spiegato l’assessore – che riconosce il fatto che siamo in presenza di una emergenza umanitaria”. Il permesso di soggiorno temporaneo, attivabile tramite decreto del presidente del Consiglio dei ministri, consentirebbe agli immigrati di spostarsi anche al di là dei confini del territorio, evitando in tal modo il congestionamento dei centri di accoglienza. L’immigrazione clandestina è il tema del Tacco 79 Per l’inchiesta pubblicata sul Tacco, la direttora Maria Luisa Mastrogiovanni è finalista del premio ‘Ilaria Alpi Biocr’ Leggi il diario di viaggio della direttora in Grecia e Turchia per il documentario che parteciperà alla fase finale del Premio. // aggiornamento ore 18 BARI – La Puglia è preparata per l’emergenza. Lo ha assicurato nel pomeriggio l’assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati, facendo il punto sull’accoglienza delle persone in fuga dalla Libia. Spiegando che l’emergenza immigrazione è di portata nazionale e sarà pertanto governata dal dal Dipartimento nazionale di Protezione civile in concorso con le strutture regionali di Protezione civile, Amati ha tuttavia garantito che la maggior parte dei Comuni è dotata di un Piano di protezione civile, all’interno del quale sono individuati immobili ed aree da utilizzare per le emergenze, che sarà attivato in caso di necessità. “In una condizione di pre-allertamento – ha dichiarato l’assessore – noi abbiamo già incontrato i vertici delle prefetture, delle Province e dei Comuni capoluogo della Regione, al fine di predisporre le condizioni migliori per l’accoglienza”. A seguito del vertice, i soggetti interessati hanno attivato una ricognizione di tutti gli immobili pubblici di proprietà delle Province, dei Comuni e delle Asl, e di tutte quelle aree destinate all’allestimento di campi, concentrandosi principalmente sulle zone dotabili di provvisoria urbanizzazione primaria, cioè facilmente collegabili alla infrastrutture urbane e alle reti. Province, Comuni, Asl ed Acquedotto pugliese sarebbero già pronti a fornire tutti i servizi necessari. “Dal punto di vista economico – ha concluso Amati – il fondo per la Protezione civile, nei confronti del quale il governo non aveva destinato un centesimo, otterrà uno stanziamento specifico per affrontare questa emergenza”. // aggiornamento delle ore 23.30: Emergenza immigrati. La Puglia ne aspetta fino a 4mila. La Puglia potrebbe accogliere nelle prossime ore fino a 4mila profughi in fuga dalla Libia. E’ quanto potrebbe accadere sulla base del criterio di ripartizione deciso dal governo. Tuttavia ancora non si hanno notizie certe sul numero nè informazioni più dettagliate sui programmi di accoglienza. La Protezione civile, che coordina gli interventi e l’assistenza sul territorio nazionale, e la Regione hanno già avviato il censimento delle strutture che potrebbero ospitare i profughi nei territori delle sei province. I primi arrivi saranno comune tutti indirizzati a Bari. “La Puglia è pronta a confrontarsi con l’emergenza”, ha dichiarato nelle scorse ore l’assessore Fabiano Amati. Grave la denuncia del presidente della Regione Nichi Vendola sulle condizioni di ospitalità degli immigrati presso il Cara di Palese.

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