Masterclasses. Misurarsi con le frontiere della fisica

Lecce. All’Università del Salento gli studenti “giocano” con il Superacceleratore Lhc

LECCE – Saranno una quarantina gli studenti salentini (delle scuole superiori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto) che, nell’ambito dell’iniziativa “Masterclasses” coordinata dall’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn), saranno oggi ospiti dell’Università del Salento per confrontarsi in prima persona con le frontiere della fisica, provando per un giorno a essere “veri scienziati”. L’appuntamento è nell’aula didattica informatica dei Dipartimenti di Fisica e Matematica. L’iniziativa, giunta alla settima edizione, fa parte delle Masterclasses internazionali organizzate dall’Ippog (International Particle Physics Outreach Group) che si svolgono contemporaneamente in 23 nazioni europee e coinvolgono un centinaio tra i più prestigiosi enti di ricerca e università d’Europa e più di 8000 studenti delle scuole superiori. Oltre oceano sono coinvolti anche 30 istituti statunitensi. Le Masterclasses leccesi si svolgono per la prima volta. Per l’Infn sono presenti le sezioni di Bologna, Catania, Ferrara, Lecce, Napoli, Padova, Pisa, Roma “La Sapienza”, Roma Tre, Torino, Trieste e Udine. In cosa consiste l’iniziativa? I ragazzi potranno simulare la ricerca del bosone di Higgs (noto al grande pubblico come la “particella di Dio”), nell’esercizio proposto dall’esperimento Atlas. Trovare il bosone di Higgs è uno degli scopi principali della macchina più grande mai costruita al mondo, il Large Hadron Collider (LHC), che si trova in un tunnel di 27 chilometri sotto la città di Ginevra, in Svizzera, nel laboratorio europeo Cern, dove si trova anche l’esperimento Atlas. Negli esercizi i ragazzi potranno utilizzare i dati reali di questo esperimento, raccolti al Cern in questi anni. Alla fine della giornata, proprio come in una vera collaborazione internazionale, gli studenti si collegheranno in una videoconferenza con i coetanei di tutta Europa che hanno svolto gli stessi esercizi in altre università, per discutere insieme i risultati emersi. In particolare, al mattino i ragazzi assisteranno ad alcune lezioni sui più recenti fatti sperimentali e teorici delle particelle elementari (il Modello Standard, il bosone di Higgs, le particelle supersimmetriche) e su come queste si “vedono”. Nel pomeriggio, invece, metteranno le “mani in pasta”, simulando il lavoro dei ricercatori che operano sulle grandi macchine acceleratrici. Agli studenti verranno presentate le visualizzazioni grafiche di “eventi”, come li chiamano i fisici, cioè di scontri di particelle realmente avvenuti all’interno di LHC. I ragazzi dovranno interpretare questi eventi e trovare le particelle, secondo le indicazioni date dai ricercatori. Questo lavoro è del tutto analogo a quello dei ricercatori a Ginevra, quando analizzano gli eventi di LHC per trovare evidenze della “particella di Dio”. Nella videoconferenza si potranno poi confrontare con gli studenti di Friburgo e Würzburg (Germania), Praga, Madrid e Budapest. L’organizzazione locale dell’evento è stata curata dal gruppo Atlas di Lecce guidato dal professor Edoardo Gorini.

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