Da giocatore ad allenatore

La determinazione nel compiere una scelta

Intervista a Gianluca Martina, da giocatore ad allenatore di calcio. Sempre all’insegna dell’impegno e della correttezza sul campo

di Mariangela Carra E’ arrivato il tempo della grande decisione. E’ da oltre vent’anni che Gianluca Martina si dedica al calcio. Quella grande passione per lo sport, che ha sempre animato la sua vita, oggi, sente di poterla esprimere al meglio, seguendo la formazione dei giovanissimi della squadra di calcio del gruppo Italgest. “Voglio mettere – dice – tutta la mia esperienza al servizio dei giovani, aspiranti giocatori professionisti”. Ragazzo con forte spirito sportivo, si forma esercitando diverse discipline: dalla pallavolo, all’atletica, alla pallacanestro. La strada che avrebbe seguito nella sua vita, però, era un’altra: quella del calcio. Neppure gli impegni scolastici l’hanno allontanato dalla sua passione. E i risultati non si sono fatti attendere. Il primo giudizio professionale che lo ha spinto a scommettere nel proprio futuro calcistico, arrivò all’età di quindici anni, allorché, durante un torneo di calcio, fu notato da “chi di dovere”. Da questo momento comincia la sua carriera, formandosi in varie squadre: Racale, Tuglie, per due anni nel Casarano, per poi giungere, passando attraverso altre squadre, nel Parabita. “Gli anni che ricordo con più affetto, sono quelli trascorsi nel Tuglie, dove ho giocato in eccellenza, con nomi di alto livello”. Indimenticabile sarà per lui la vittoria riportata contro l’Alezio; indimenticabile, non solo per il risultato, ma anche perchè si tratta della sua ultima performance ufficiale nelle vesti di giocatore. “Volevo finire, ma volevo finire bene. Ho accettato di giocare nel Parabita solo ad una condizione: che vincessimo il campionato”. E così è stato. Una grande soddisfazione per la squadra, che gli ha voluto dimostrare il suo affetto e la sua gratitudine al termine della partita. Dopo un anno di “super lavoro”, tra gli impegni personali da giocatore, e i ben tre appuntamenti settimanali con i suoi allievi, è arrivato il momento della scelta.La sua squadra mentre si allena Il direttore sportivo Davide Casciaro, non ha esitato ad affiancarlo per sole tre domeniche a Dario Levanto. “Devo moltissimo a lui, dopo solo tre settimane con lui, ho seguito la squadra da solo ed è stata una grande soddisfazione accompagnarla alla vittoria del campionato”. Dopo aver seguito gli allievi, l’appuntamento di quest’anno è con i giovanissimi. “Sicuramente l’approccio di quest’anno sarà differente, perché seguirò ragazzi un po’ più grandi. Ma sicuramente mi è di grande aiuto il clima di collaborazione nel quale lavoro col direttore sportivo e il direttore generale Biagio Maci. Ho deciso di dedicarmi interamente alla professione di allenatore – continua – e quando si è allenatore, e si hanno 22 ragazzi da seguire, il pensiero, anche quando si è lontani, è comunque per loro. Tanti i caratteri, tante le esigenze. E’ difficile far capire che non basta l’entusiasmo di giocare, ma che occorre anche fare attività collaterali come la corsa, il riscaldamento, e che è importantissimo creare e rispettare lo spirito di squadra. Lo spirito sportivo è lottare per cercare di vincere, ma sempre nel limite della correttezza, cercando, sì di far valere la forza fisica e la tecnica, ma sempre nel rispetto degli avversari”. Un nuovo capitolo della sua vita si apre. Nessuno si sorprenderà nel vedere una persona così audace e determinata, progredire sempre di più nella carriera di allenatore. Del resto, vale l’antico adagio “Chi ben semina, ben raccoglie”.

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