Giovani, capaci e senza futuro

Fotografia in cifre dell'Istat sui soggetti più deboli nel mercato del lavoro. A Sud la situazione è drammatica, ma la Regione Puglia ha investito, su di loro, 32,9 mln di euro con 6 interventi specifici

Non sono più tanto giovani e vivono ancora con i genitori, lavorano meno e se lavorano la loro occupazione è soprattutto a tempo determinato o “part time”, hanno i livelli di istruzione più alti, hanno meno tempo libero nonostante l'inattività, leggono di più, sanno utilizzare bene la tecnologia. Chi sono? Forse uomini, forse donne o forse i giovani? Il ritratto è quello dei soggetti più svantaggiati in assoluto: le donne giovani. Ce lo svela, in sintesi, uno studio dell'Istat “8 marzo: giovani donne in cifre”, che diffonde un approfondimento sulla loro condizione, tra i 18 e i 29 anni. I dati fanno riferimento al 2009 e al 2010. Le donne disoccupate sono in maggioranza rispetto agli uomini. Il tasso di disoccupazione femminile, per l'età 18 – 29 anni, è al 21,1%, contro il 18,4% maschile. Il tasso di disoccupazione arriva al 33,1% al Sud, dove anche quello maschile è alto (28,4%). Con riferimento alle giovani tra i 18 e 19 anni, il tasso di disoccupazione femminile è molto più elevato – il 48,3%, con punte del 53,7% – al Sud, ma anche al Nord (42,6%) resta alto. Il tasso di inattività femminile è al 55,1%, contro il 44,4% dei coetanei maschi. Ciò è dovuto alla elevata presenza di studentesse, che rappresentano il 59,8% delle inattive. Nella classe di età 18-29 anni sono 1 milione 153 mila le giovani 'Neet' che non studiano nè lavorano; più della metà (622 mila) vive al Sud e la metà (626 mila) ha tra 25 e 29 anni. In percentuale, le giovani che non studiano e non lavorano sono il 29,9%, un valore piu' alto di quello maschile (22,9%). Il livello è molto elevato tra le giovani con basso titolo di studio (43,8%), ma si mantiene intorno ad un quarto per le diplomate e laureate. Nel Sud le giovani Neet sono il 39,8%, contro il 22,8% del Nord e il 23,9% del Centro. Nel Sud è alta la percentuale di Neet anche tra i maschi (34,1%). Quasi una laureata su tre al Sud è Neet (il 31,3%), ma la percentuale risulta elevata anche tra le laureate nel Nord (20,9%) e nel Centro (25,3%). Di fronte a que Cosa fare per dare centralità della donna nel sistema socio – economico? La Regione Puglia ha vara un Piano straordinario per risollevare l’occupazione pugliese. Sono 40 mln di euro di risorse divise in 43 interventi rivolti a oltre 52.000 fruitori. E’ così che il governo regionale ha voluto dare una risposta ad una situazione sempre più difficile e insostenibile soprattutto per giovani e donne. Infatti nel terzo trimestre del 2010 il tasso di disoccupazione regionale è salito al 14% per le donne ed al 28,9% per i giovani. Il piano straordinario per il lavoro in Puglia si muove secondo due obiettivi: nuova occupazione e salvaguardia dell’occupazione. Gli interventi per il lavoro delle donne sono finalizzati ad aumentare i posti di lavoro, garantendo migliori condizioni con 32,9 mln di euro. Sei gli interventi per il lavoro delle donne finalizzati ad aumentare i posti di lavoro e a garantire migliori condizioni a 10.800 donne, potenziali destinatarie di interventi. Nel dettaglio: Sviluppo dell'imprenditoria femminile (6,35 milioni di euro), Piccoli sussidi per l'inserimento lavorativo delle migranti (1 milione), Formazione delle donne ed incentivi all'assunzione (10 milioni), Servizi di conciliazione vita-lavoro (12 milioni), Strumenti di flessibilità del lavoro per le donne (1,5 milioni), Part-time e conciliazione (1 milione).

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