Imid: la grande scienza a Lecce

Partecipano alla prestigiosa kermesse, dedicata quest’anno alla evoluzione delle conoscenze sulle malattie immunologiche, oltre 80 relatori provenienti da varie sedi accademiche nazionali e internazionali

Si apriranno domani, nelle sale del Castello “Carlo V”, i lavori della VII Edizione della “Imid Scientific Conference”, prestigiosa kermesse scientifica partecipata da oltre 80 relatori provenienti da varie sedi accademiche nazionali e internazionali, dedicata quest’anno alla evoluzione delle conoscenze sulle malattie immunologiche, in termini di inquadramento diagnostico e terapeutico. Sono passati 40 anni da quando, nel 1968, un gruppo di esperti dell’OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità) stabilì di definire IgE la quinta classe anticorpale, responsabile della classica sensibilizzazione allergica. Dalla iniziale scoperta, poi, di quei primi anticorpi anomali associati alle malattie allergiche – grazie ad applicazioni scientifiche sempre più raffinate ed evolute – si son potuti raggiungere ambiti conoscitivi avanzati e certamente complessi. Tuttavia, ancora molto rimane da chiarire, da approfondire e da conoscere, soprattutto in termini di inquadramento e riconoscimento delle patologie infiammatorie a carattere cronico e recidivante. Fra le nuove patologie fortemente emergenti, la più tristemente nota è la Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla (Mcs – Multiple Chemical Sensitivity) – patologia complessa della quale parlerà il prof. Alfredo Tursi, già direttore della Cattedra di Immunologia clinica dell’Università di Bari – considerata dall’Oms la “20th Century Syndrome”. La Mcs è una delle malattie più gravi conosciute al mondo, perché implica una invalidità totale, che porta all’isolamento fisico e impedisce qualsiasi forma di vita sociale. La persona (prevalentemente di sesso femminile) affetta da MCS conduce una vita invivibile, necessitando di mascherine e sistemi di tutela ai quali il nostro apparato sanitario ancora non è preparato. Ecco il perché della scelta del titolo “Dalle IgE alla Multiple chimica Sensitivity – Percorsi evolutivi dei disordini infiammatori immunomediati e ambiente correlati”. In questo contesto scientifico così articolato e ricco di relatori autorevoli, si parlerà, naturalmente, anche delle patologie connesse all’azione critica dei metalli. Venerdì 11 marzo Il prof. Nicolas Kounis dell’Università di Patrasso illustrerà le complesse interazioni patologiche che possono verificarsi nella sindrome che porta il suo nome, in pazienti cardiopatici allergici al nichel, nei quali siano stati impiantati dispositivi intracardiaci (apparati valvolari, pacemakers) in metallo. Sempre l’11 marzo il prof. Paolo Fiorina dell’Harvard Medical School (Boston) tratterà il tema della terapia cellulare (con cellule staminali) applicata alle malattie infiammatorie immunomediate. Sabato 12 marzo apre l’ultima giornata di attività congressuale il prof. Alberto Mantovani, Presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca che sostiene la ricerca in ambito immunologico, indicato dalle analisi bibliometriche come il ricercatore italiano più produttivo e/o citato nella letteratura scientifica internazionale; Mantovani tratterà le tematiche relative all’ambito ampio della biomedicina e al confine, sempre più esteso, ove si incontrano scienza e società, economia e benessere. Mercoledì 9 marzo alle ore 9:00 aprirà l’intenso percorso formativo la lettura magistrale del Prof. Tommaso Fiore che, nella sua veste di Assessore regionale alle politiche della salute, affronterà il tema della riorganizzazione dei modelli in sanità, soprattutto relativi agli ambiti gestionali delle malattie croniche e alla luce delle nuove conoscenze in biomedicina. Conoscenze delle quali occorrerà tener conto, come sottolinea nella sua nota di presentazione il Dott. Mauro Minelli (direttore scientifico dell’evento), per ripensare un modello di welfare aggiornato e pronto alle nuove sfide, affinché l’accesso alle nuove opportunità di prevenzione e di cura non diventi fonte di nuove disuguaglianze e fratture sociali ma sia il più libero e diffuso possibile.

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