Albi pretori on line. Puglia sotto la media

DAL SOLE 24 ORE SUD. La Calabria è la prima Regione al Sud. La Puglia è quarta tra le meridionali; 11esima su scala nazionale

Non più foglietti affissi con le ‘puntine’ agli albi pretori delle pubbliche amministrazioni. Dall’1 gennaio di quest'anno le pubblicazioni effettuate su carta non hanno più valore legale. E' infatti entrato in vigore l'articolo 32 della legge 69/2009, che reca disposizioni per l’eliminazione degli sprechi. Le amministrazioni pubbliche sono infatti obbligate a pubblicare sul proprio sito Internet (o su quello di altre amministrazioni affini o associazioni) tutte le notizie e gli atti amministrativi che necessitano di pubblicità legale: bandi di concorso, permessi di costruzione, delibere del Consiglio e della Giunta comunale, elenco dei beneficiari di provvidenze economiche, ecc. Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione ha effettuato, in collaborazione con il Cnr, un'indagine approfondita sullo stato di applicazione della legge nei siti Internet delle pubbliche amministrazioni, da cui risulta che le Regioni del Mezzogiorno si sono presentate all’appuntamento della rivoluzione digitale con un livello di “preparazione” disomogeneo: fanalino di coda la Basilicata, dove solo 51 Comuni, pari al 40,5% del totale hanno predisposto una sezione on line dell'Albo pretorio. Una percentuale ben al di sotto della media nazionale, pari al 66,80%. Scalando la classifica troviamo la Puglia (posizione n.11), con 152 Comuni che hanno risposto alla chiamata della rivoluzione web (pari al 60,8%); poi la Sicilia con 239 Comuni (61,9%); seconda in classifica la Campania con 382 Comuni (71,4%). La Calabria è al primo posto tra le Regioni del Sud: con 291 Comuni e altrettanti albi pretori on line, registra una percentuale del 74,6%. Nel caso particolare delle città metropolitane, è emerso invece che tutte sono in regola con la legge: non solo hanno collocato nell'homepage del proprio sito (seppure con evidenza diversa) la sezione dedicata all'albo pretorio ma molte vi hanno già inserito anche i bandi di gara. Sia pure in presenza di un quadro così positivo, va però notato come non tutte le città abbiano utilizzato questa occasione come front-office di una corretta e integrata gestione documentale: in alcuni casi si tratta infatti di mera rappresentazione digitale dei documenti prima esposti in forma cartacea. Al contrario, alcune città (ad esempio Milano) hanno utilizzato l'obbligo dell'Albo pretorio online per rivedere tutto il processo documentale. La ricerca del Ministero e del Cnr poi, ha selezionato a livello nazionale alcune ‘buone prassi’ tra le pubbliche amministrazioni: tra queste è presente anche un buon esempio di amministrazione digitale al Sud. Si tratta del Comune di Bagheria, dove già nel giugno del 2008 si è iniziato a lavorare sull' albo pretorio on line. Fino al 31 dicembre 2010 è stato però solo un servizio aggiuntivo e non sostitutivo del tradizione albo pretorio. Dal 1° gennaio (come previsto dalla legge 69/2009) il Comune pubblica i dati identificativi principali e le immagini digitali degli atti e li mette a disposizione di chiunque ne abbia interesse per la consultazione e la stampa. I testi integrali degli atti pubblicati sono disponibili anche, per consultazione o richiesta copia, presso l'ufficio “Albo Pretorio”. Il Comune provvede, inoltre, alla pubblicazione degli atti provenienti da altre Amministrazioni che ne facciano apposita richiesta. Ma torniamo agli effetti della rivoluzione digitale: dal 1° gennaio anche le pubblicazioni di matrimonio devono comparire esclusivamente su Internet. In caso di inosservanza, ai sensi dell'articolo 99 del Codice civile la cerimonia non potrà essere celebrata. E qualora questa avvenga lo stesso, il matrimonio non sarà o né anabile ma a carico degli sposi e dell'ufficiale di stato civile potrà essere comminata una sanzione amministrativa che va da 41 a 206 euro. Per quanto riguarda i bandi di gara (“proce dure a evidenza pubblica”) e i bilanci, lo switch-off completo al digitale è invece stabilito al 1 gennaio 2013. Nel frattempo la pubblicazione online di questi atti accompagnerà quella cartacea secondo modalità operative che verranno definite nei prossimi giorni con un Decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del ministro Brunetta e di concerto con il ministro Matteoli (nelle materie di propria competenza). A partire dal 1 gennaio 2013 gli obblighi di pubblicità legale saranno pertanto assolti esclusivamente mediante la pubblicazione online sul sito istituzionale mentre la tradizionale pubblicità sui quotidiani sarà solo facoltativa e nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. (articolo pubblicato sul Sole 24 ore Sud del 2 marzo 2011)

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