Leuca e il porto pubblico espropriato

A Leuca, Castrignano del Capo, si rafforza l'idea di un Porto Pubblico Espropriato sempre più privato, sempre più chiacchierato ove oggi, nel periodo pre-Elettorale, in totale assenza di informazione pubblica e come sempre, dietro gli apparenti, silenziosi e singoli accordi con le Categorie, esiste un piano sommario di nuove prospettive “disastrose”. Il comparto della Pesca Leucana, e non solo, gioca le ultime carte, il primo destinato ad estinguersi, da troppo tempo sovvenzionato, assistito dallo Stato e dai Generali e concausa dell'overfishing del Mediterraneo, all'insaputa degli equipaggi, mai realmente informati dai “furbetti di paese o di cooperativa” e sfruttati in rapporto all'iper garantismo dei Comandanti di Paranza. Questi ultimi, ora spavaldi, ora arroganti, ora procacciatori di voti per le proprie tasche, mettono in ballo “in maschera” l'idea di mega progetti, nuovi inutili spazi commerciali, forse con l'augurio che dalla lunga fila di coloro che attendono “il posto” si possa sistemare qualcun altro: gli stessi, nelle buie fauci degli orifizi anali del Porto di Leuca; ma se gli esordi visibili e annosi attingono proprio nella costante incapacità di GESTIRE qualcosa chi saranno i garanti? che destino avranno queste nuove aspettative? E' urgente un'attenta pubblica riflessione! Completa assenza di pubblico dibattito, di pubblica informazione sulle elezioni, di pubblici comizi, di informazione sui candidati, tutto accade nel sottobosco del sistema dei gruppi di potere che muovono i voti. Adunati dal Sindaco e da altre forze nel silenzio delle piazze promettono ai soliti noti nuovi equilibri, elargendo rinnovate aspettative, definendo limiti o estensioni della cosa pubblica in cambio di attenzione di voti. E tutti come enormi pecoroni ci ricadono credendo che questo sia il destino e il futuro del paese per sempre. Assenti le avanguardie delle opposizioni ancora addormentate dagli incarichi distribuiti e dalle facili carriere per pochi, mentre i Salentini non avezzi ai salotti della Politica dovranno alzarsi presto la mattina e andare a lavorare sempre e comunque in un comune che non comunica nemmeno le linee guida fondamentali, ne le politiche sposate per riproporsi ente sensibile allo sviluppo a 360 gradi per tutti. Ancora una volta tutto ruota intorno al Porto di Leuca, mentre Leuca avrebbe bisogno di maggiori accessi al mare e di centralità della persona e non della barca. Oggi questa frazione risulta disagiato e malmesso, inaccessibile da questo punto di vista. Noi auspichiamo una Leuca e un mare per tutti, questo è, a mio modesto parere, non è soltanto un vincente slogan politico, ma l'unica azione politica per cui il Comune dovrebbe impegnarsi, nel rispetto degli equilibri necessari, non è possibile accettare nuovamente il tappezzare ogni incrocio di chioschi di vario genere pericolosi e illegittimi per la viabilità nonostante le apparenti regolari concessioni. Badate bene: questo non è sviluppo, queste sono modalità di arrangiarsi, rattopparsi e spuntarla per altri quattro anni, mentre il nostro turismo soffre e nonostante le molteplici possibilità di migliorarlo va alla deriva. Ancora oggi non esistono dati, complicità il Comune che teme di scoprire le profonde e imbarazzanti ferite di tutti. Ancora una volta molti luminari/illuminati preferiscono tacere e favorire in tal modo le rapine di possibilità per tutti compreso gli accessi agevoli al mare. Manca la formazione e l'educazione in generale degli operatori turistici ed alcuni corrono enormi rischi avendo tutte le responsabilità penali… mi riferisco ai conduttori di imbarcazioni per le escursioni alle grotte convinti di realizzare una attività perfettamente in regola, quando, ed è scandaloso, le stesse autorità competenti celebrano il reato poiché non favoriscono ne la prevenzione, ne la repressione… Speriamo almeno che questi orribili e giganteschi cartelli con su scritto in caratteri enormi e sempre più enormi QUI ESCURSIONI ALLE GROTTE, che oltre a denunciare una dichiarazione evidente di sfida contro le ordinanze della capitaneria di Porto e il buon senso Elvetico, oramai smarrito anche quello, esprimono quella tipica, ma comprensibile immaturità infantile, nel mentre i piccoli maschietti si misurano le dimensioni dei propri attributi e conferiscono l'infondata importanza a chi c'e l'ha più grosso, credo che oggi il più grosso è della piccola nautica ahimè, ma senza presupposti visto le condizioni e gli ultimi esordi e contesto in cui opera. Manca una presa di responsabilità degli stessi “facoltosi ” rappresentanti di categoria e Associazioni e ente Parco Costa Otranto – Leuca e Bosco di Tricase, intorno ai quali gravitano interessi, sovvenzioni, convegni, studi, celebrazioni, sterili dibattiti, compromessi indicibili, ma nessuno di questi esce allo scoperto, forse sono l'unico? Di sicuro questi soggetti non possono pretendere quella credibilità che chiedono continuamente alla popolazione, anche in termini di quote partecipative, per giustificare le loro azioni quali??. Penso e alludo che se non si ha la sensibilità pubblica di impegnarsi per gli accessi al mare, la costa, le grotte, le vergogne dell'arredo urbano e del Depuratore, il territorio, come si può pretendere di indicare con tanto rumore, il degrado di una delle tante già estinte bagnarole Leucane? Invitando illustri architetti dell'INPS e ingegneri che “guardano l'altrove” dal loro rifugio nelle natiche del sindaco ad occuparsi delle suddette opere d'arte, mentre le condizioni generali e le emergenze sono ben altre e…vergognose…cito una delle tante: il dissesto idrogeologico del ponte di Leuca che collega via Enea con l'ex Edificio delle scuole elementari. Questi imbroglioni delle coscienze e conoscenze umane dovrebbero fare un passo indietro. Invece, attraverso legali temerari e marescialli di parte, sostanzialmente innoqui o resi tali, sono stato querelato per aver divulgato un volantino di protesta su una situazione non più sostenibile che va avanti da anni, non preoccupatevi per me il giudice ha rigettato e ridimensionato questo tentativo presuntuoso e arrogante di intimidazione gratuita che lascerà una traccia indelebile se presto non verrà ridimensionato anche socialmente per le sue frivole valenze. Il mare è di tutti per esempio anche dei pescatori di canna che reclamano uno spazio agevole, libero per la pesca sportiva e dilettantistica in prossimità del porto senza dover rischiare la vita sui pericolosi scogli … di morti non vi sembra che ne stiamo collezionando troppi?? e si fa finta di niente e si dimentica. … Il Mare non può diventare un orizzonte di possibilità solo per coloro che in esso esercitano con violenta arroganza, e sono sempre i soliti che utilizzano mezzi, disposizioni e voti per renderlo più fruibile da alcuni e sempre meno dalla singola persona, famiglia senza motoscafo o natante che sia. Il diporto senza limiti democratici o freni rimane un enorme flagello antisociale per questo piccolo fragile microcosmo accecato oramai dai veloci guadagni che non porteranno a di buono. Walter Petese

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