Ente idrico regionale: il Consiglio approva

Bari. L'Aurotità di controllo assorbe funzioni e compiti dell'Ato che sarà posta in liquidazione e il cui personale confluirà nel nuovo ente

Licenziato a maggioranza e con l'astensione dell'Udc dalla commissione Tutela del territorio del Consiglio regionale pugliese, in seduta congiunta con la commissione Affari generali e la commissione Politiche comunitarie, il Disegno di legge n. 27 del 2010 che istituisce l'Autorità idrica pugliese, il nuovo ente di controllo che assorbe funzioni e compiti dell'Ato (Autorità d'ambito Puglia), che sarà posta in liquidazione e il cui personale confluirà nel nuovo ente. Il provvedimento è stato approvato con alcuni emendamenti, in particolare con riferimento alla composizione del consiglio direttivo dell'Autorità che sarà composto da 5 sindaci, assicurando un meccanismo che assicuri la presenza di un sindaco per i comuni di meno di 15 mila abitanti e di un altro per quelli con popolazione tra 15.000 e 30.000 abitanti. “Il nuovo soggetto giuridico rappresentativo dei comuni pugliesi per il governo pubblico dell'acqua – si legge ancora nella nota – punta ad essere un organismo agile e snello che dovrà provvedere all'organizzazione, programmazione e controllo della gestione del servizio idrico integrato nell'ambito territoriale”. La gestione dell'Autorità idrica pugliese sarà assicurata “dal Direttore generale (nominato con provvedimento motivato dal consiglio direttivo), dal Direttore amministrativo e Direttore tecnico a cui saranno applicati contratti di diritto privato quinquennali. Dovranno avere competenze manageriali certificate in base agli stessi criteri che sovrintendono alla nomina dei vertici aziendali delle Aziende sanitarie”. Il presidente della commissione Tutela del territorio, Donato Pentassuglia, ha espresso la sua “soddisfazione per l'esito dei lavori e per il clima di collaborazione che si è creato tra le forze politiche”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!