In tema di pubblicità, le invenzioni non finiscono mai

Sulla fiancata dell’autofurgone di una catena italiana d’ipermercati per la grande distribuzione non alimentare (90 punti di vendita in tutta la Penisola), ho letto il seguente slogan impresso a mega lettere colorate: “Solo da M.U. (ndr., si citano volutamente le sole iniziali della ragione sociale), le rate costano meno dei contanti”. Incuriosito e, anche, potenzialmente interessato a cogliere il reclamizzato spunto di convenienza, ho telefonato a un esercizio della zona, chiedendo dettagli concreti in merito. Risposta: si tratta di una promozione denominata “salta rata” o parole del genere, in forza della quale, ad esempio, nel caso di un acquisto da 1000 euro, si accende un finanziamento di pari importo, restituibile, sempre esemplificando, mediante 24 rate mensili da euro 50 cadauna, sborsando quindi, alla fine, 1200 euro. A fronte di tale modo di regolamento, il compratore, intorno alla metà del piano di rimborso, riceve buoni acquisto per 250 euro, valevoli per qualunque articolo. Insomma, pagando, come anzidetto, 1200 euro, si viene in possesso di merce per 1250 euro; da notare, tuttavia, che non è un regalo vero e proprio, un vantaggio unilaterale, in quanto, se da una parte si ha la “consolazione” d’ un risparmio di 50 euro, dall’altra, invece di vendere per 1000 euro, si vende per 1250 euro, con consequenziale realizzo di un più elevato margine di guadagno, verosimilmente oltre i 50 euro. Sommessa morale conclusiva, non lasciarsi abbagliare, ma fare bene i conti. Lecce, 2 marzo 2011 Rocco Boccadamo

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