Biolmed, uno sportello informativo per olivicoltori

Bari. Alla base dell’iniziativa la necessità di creare uno strumento capace di lavorare a sostegno delle imprese di settore

Per gli operatori dell’olivicoltura biologica, lo Sportello informativo istituito nell’ambito del progetto “Biolmed” (programma di cooperazione territoriale transnazionale europea “Med”) svolge, a pieno regime, attività di front office presso l’Osservatorio Regionale sull’Agricoltura Biologica dell’Assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia. Alla base dell’iniziativa, la necessità di creare uno strumento capace di lavorare a sostegno delle imprese agricole di settore, in linea con l’obiettivo generale di “Biolmed”, coordinato dall’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari – Iamb, insieme a tre partner italiani e tre esteri (assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, Consorzio Italiano per il Biologico – CiBi, Istituto di Certificazione Etica e Ambientale – Icea e poi la Spagna – Seae e Cafag -, Grecia – Tei e Dio – e Malta) e focalizzato sul miglioramento della qualità dell'olio di oliva biologico, attraverso la diffusione dei dati sul controllo dell'agricoltura biologica e la certificazione. Lo sportello è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì (9 – 13) e si tratta di un servizio di raccolta e diffusione delle informazioni, per analisi di settore, dei dati di mercato, di analisi del sistema della ricerca. Lo Sportello punta anche a diventare il terminale regionale di una rete permanente transnazionale dei circoli di qualità “Biol” per facilitare la condivisione e la comparazione su innovazioni di prodotto e di processo, supportando così lo sviluppo imprenditoriale e l'acquisizione delle innovazioni scientifiche. Ciò implica un servizio di assistenza tecnica diretta ai produttori, sia sulle pratiche agricole, tramite il trasferimento di buone prassi, sia sulla gestione dell’azienda attraverso sistemi informatici (accompagnamento nelle procedure di accesso ai finanziamenti, per le certificazioni di qualità e le varie certificazioni in ambito biologico), per migliorare la qualità della catena di produzione e il suo impatto ambientale. Il tutto passando attraverso il coinvolgimento attivo degli operatori, il confronto tra loro, le istituzioni scientifiche ed i referenti istituzionali, quindi lo scambio di informazioni e di esperienze in direzione della trasparenza oltre che della semplificazione amministrativa.

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