La Puglia investe in ricerca

DAL SOLE 24 ORE SUD. Nel periodo 2004-2008, con una spesa in ricerca e sviluppo del +37,51%, la Puglia ha fatto registrare performance superiori alla media del Mezzogiorno e a quella italiana

Ricerca e innovazione in tempi di crisi. L’analisi degli investimenti in atto e di quelli futuri, ci dice che in Puglia si può. L'attuale governo regionale attribuisce alla ricerca un ruolo di grande rilievo per lo sviluppo del proprio territorio e di tutta l'Italia, tanto da aver destinato nella programmazione 2007-2013 ben 1.762 milioni in Ricerca e Innovazione. In particolare se si analizzano i primi risultati del bando “Aiuti agli investimenti in ricerca nelle PMI” si può notare come i 48 milioni previsti, sono finalizzati a sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese pugliesi per la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Il bando, attivato il 19 gennaio del 2009 e chiuso il 20 marzo dello stesso anno, ha permesso di finanziare 148 progetti. I progetti delle Imprese ci parlano di una proficua collaborazione tra il sistema imprenditoriale pugliese e i centri di ricerca, in particolare universitari, del territorio. I settori di ricerca spaziano dalle “Tecnologie dell'Informazione e delle comunicazioni” ai “Nuovi materiali e le nuove tecnologie per i sistemi produttivi”, dall'”Energia”, l'”Agroalimentare”, la “Meccatronica”, l'”Ambiente”, le “Biotecnologie per il benessere e la salute delle persone”, all'”Aeronautico, spaziale ed avionico”. I 148 progetti rappresentano un interessante spaccato della ‘ricerca che verrà’ in Puglia. Interessante ad esempio il progetto “Optileg” della Biotecgen srl, sviluppato in collaborazione con il Cnr e la Coselab: i ricercatori vogliono sviluppare e adeguare una tecnologia all’avanguardia come la ‘Surface Plasmon Resonance’, per utilizzarla nella creazione di un dispositivo ottico volto all’individuazione rapida e precisa del batterio patogeno Legionella, responsabile della malattia del Legionario o Legionellosi. Il risultato finale sarà la creazione di un sistema altamente specifico che porterà ad un avanzamento della conoscenza tecnologica e allo sviluppo di un prodotto che potrà servire per un miglioramento delle tecniche attualmente in uso nell’attuale servizio di monitoraggio microbiologico. Un altro efficace intervento riguarda i ‘voucher spin off’ dell’Arti: grazie ad una dotazione finanziaria di 460mila euro sono nate cinque imprese spin off della relative università di riferimento e ne hanno beneficiato altre undici precedentemente costituite. La più attiva è l’Università del Salento, con tre spin-off di nuova costituzione, seguita da Bari e Foggia (una spin-off a testa). I settori in cui sono attivi i ricercatori-imprenditori spaziano dall’agroalimentare (2 spin-off), all’ambiente (4 spin-off), biotecnologie (3 spin-off), formazione ed Ict (3 spin-off), beni culturali ed Ict (1 spin-off), nuovi materiali (1 spin-off), fino ai servizi per l'innovazione (2 spin-off). Un altro bando regionale è significativo per intuire il trend della ricerca in Puglia. Si tratta delle borse di ricerca e trasferimento tecnologico per la conduzione di progetti di ricerca industriale presso le aziende. L'Arti ne cura il coordinamento operativo, la valutazione ed il monitoraggio. Al momento sono in corso 112 progetti di durata annuale e biennale e si prevede l'avvio di ulteriori 100 progetti. In questo caso il bando ha una dotazione finanziaria complessiva di tre milioni e gli ambiti applicativi interessano più o meno tutti i settori tecnologici prioritari nella strategia regionale per l'innovazione. Dai dati contenuti nel Rapporto annuale 2008 del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo economico sugli interventi nelle aree sottoutilizzate risulta come nell’ambito dei 19 accordi di Programma Quadro stipulati nel Mezzogiorno nel settore della ricerca, l’investimento maggiore si riscontri in Puglia con oltre 220 interventi finanziati per un valore complessivo di oltre 326 milioni di euro. “La Regione Puglia – dice Stefano Marastoni, responsabile Area politiche di Arti e coordinatore della rete ILO Puglia – sembra aver costituito una massa critica di risorse e misure tali da consentire al Sistema Regionale dell’Innovazione di raggiungere la soglia dell’autopropulsione che renderebbe più competitiva l’economia pugliese”. Non a caso, fa notare Marastoni, nel periodo 2004-2008 si registra una performance della Puglia nettamente superiore sia a quella della media meridionale, sia della media italiana. Infatti, le spese regionali in ricerca e sviluppo sono cresciute del 37,51%, contro il 22,39% del Mezzogiorno e del 26,57% dell’Italia.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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