Scuola. 1800 cattedre in meno in Puglia

Bari. Tra gli effetti della riforma Gelmini in Puglia, il taglio di quasi duemila posti di lavoro e la mancata attivazione dei licei musicali e coreutici

BARI – 1800 posti di lavoro in meno e la mancata attivazione dei licei musicali e coreutici. Sarebbero queste le prime conseguenze in Puglia della riforma Gelmini. A fare un bilancio di ciò che significherà per la regione pugliese la riforma scolastica del Governo è stata Lucrezia Stellacci, direttore generale dell´Ufficio scolastico regionale, nel corso del vertice di lunedì con i sindacati della scuola. Stellacci ha anche sottolineato come non si abbiano ancora comunicazioni ufficiali da parte del ministero della Pubblica istruzione. Secondo il direttore dell’Ufficio scolastico, l’offerta formativa regionale verrebbe totalmente stravolta dalla riforma elaborata dalla ministra Gelmini. Sarebbero a rischio, in particolare, i nuovi indirizzi di Scienze applicate, le ulteriori classi a tempo pieno nelle elementari e a tempo prolungato alle medie. Inoltre potrebbero non partire i licei musicali e coreutici, “creature” proprie della riforma Gelmini. Nel corso del convegno si è anche discusso di tagli all’organico e si è fatto il punto sui ricorsi per la stabilizzazione e gli scatti d´anzianità patrocinati dal sindacato. Finora la Flc Cgil ha assistito oltre 500 lavoratori in possesso dei requisiti per chiedere un contratto a tempo indeterminato. E proprio l’intervento di una precaria ha gettato luce su possibili irregolarità nell’ambito del reclutamento del personale docente per supplenza brevi. Secondo la sua denuncia alcuni dirigenti avrebbero fatto ricorso illegittimo a docenti o educatori. La segnalazione della docente è, al momento, l’unica in tal senso. Ma, ha dichiarato il provveditore di Bari Giovanni Lacoppola, si provvederà presto ad approfondire la questione verificando che tale malcostume non sia in realtà un fenomeno più esteso di quanto appaia.

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