Più chiarezza sul bilancio del Comune

La proposta di Antonio Rotundo

Antonio Rotundo, candidato sindaco al Comune di Lecce, coglie l’occasione dei dibattiti sul bilancio partecipativo,per esporre alcuni dubbi relativi al bilancio del Comune di Lecce. E sollecita l’intervento di ente terzo che controlli

“La presentazione di oggi dell’iniziativa sul Bilancio partecipativo, simbolo di un nuovo rapporto tra i cittadini e le risorse pubbliche, è l’occasione per ritornare nuovamente sul problema del Bilancio comunale. Fino a prova contraria, il mio dovere di cittadino leccese è credere a quanto il sindaco uscente afferma, assicurando di un bilancio in equilibrio, di attività di recupero di tassazione in corso, etc. Sento però anche il dovere, in qualità di cittadino di Lecce, ma anche di candidato sindaco, di porre alcune semplici domande a cui sono certo che si vorrà dare risposta, non nel mio interesse, beninteso, ma nell’interesse della città: • È stata liquidata troppo sbrigativamente la contestazione della Corte dei Conti di sforamento del patto di stabilità per 11 milioni di euro; • Come mai non si parla più della vendita dei beni comunali che avrebbero ridotto l’indebitamento del Comune da 132 a 70 milioni di euro? • È possibile che nel 2007 dovrà essere ripianata un ulteriore gravissima perdita della Lupiae Servizi • È vero che in bilancio si prevede un’entrata dalle tasse comunali, esclusa l’Ici, di 13 milioni quando la media degli scorsi anni è stata di 8 milioni di incasso? • È vero che in bilancio si prevede un contributo dall’Ici di 28 milioni quando lo scorso anno è stato pari solo a 16? • È vero o non è vero che l’operazione Buoni Comunali (i famigerati BOC) a causa del rialzo dei tassi sta facendo esplodere la voce relativa alle rate da pagare? • E infine, come mai la responsabilità del bilancio non è ricaduta, come era logico, sul vicesindaco, nel momento in cui si presenta alla città, ed è stata invece assegnata all’assessore Tondo? Sarebbe davvero utile che su questi temi si aprisse un sereno dibattito che facesse capire davvero ai cittadini come stanno le cose. E poi, se tutto è in regola, che male c’è a sottoporsi ad un controllo di un ente terzo indipendente che possiamo scegliere insieme, come vado proponendo ormai da mesi? Siccome Taranto è a soli 90 km da qui, penso che il massimo della trasparenza sarebbe da parte del sindaco un atto dovuto. Io da parte mia propongo per l’ennesima volta, e chiedo su questo l’appoggio degli altri candidati a sindaco, quella che in gergo tecnico si chiama una due diligence, un sorta di diagnosi sulle casse comunali fatta da un ente terzo, indipendente e scelto insieme. Se questa proposta non verrà accettata, il giorno dopo le elezioni, se i cittadini di Lecce avranno voluto accordarmi la loro fiducia, assicuro sin d’ora che questa verifica verrà effettuata al fine di presentare ai cittadini l’effettivo stato dei conti del Comune”.

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