Il Circolo tennis vuole il Carlo Pranzo

Lecce. Una revisione dell’attuale convenzione a titolo gratuito e l’aggiunta di buona parte dell'ex Carlo Pranzo. Ecco le ambizione richieste avanzate dal circolo al Comune

LECCE – Un Piano di rientro dal debito. Era stata questa la proposta avanzata nei giorni scorsi dagli assessori comunali Monosi e Messuti, dopo il pagamento da parte del Circolo tennis di Lecce, uno degli “inquilini” morosi del Comune, della prima tranche da 7.500 euro come anticipo della quota complessiva da versare. Allo storico circolo leccese rimangono ancora 37mila euro da corrispondere, come mensilità arretrate, per l’affitto dell’immobile comunale. I due assessori avevano fatto intendere di non aver intenzione di discutere delle sorti della struttura prima del 2015, anno della naturale scadenza del contratto di locazione. Ma in merito alle polemiche sollevate sulla questione è intervenuto oggi con una lunga lettera Gino Starace, presidente del Circolo, il quale ha evidenziato l’importanza che il circolo ricopre nell’ambito della vita e della storia cittadine e l’impegno che i suoi membri ed in particolar modo le cariche sociali vi hanno dedicato ed ha chiesto pertanto, lui sì, una revisione dell’attuale convenzione. Starace boccia senza mezzi termini l’ipotesi che il Circolo diventi un parco pubblico; il pubblico, precisa, può già entrare nel club, anche se per poter avere accesso alle strutture è necessaria l’iscrizione quale “socio” dello stesso. Ma l’idea di trasformare la struttura in parco pubblico comporterebbe, secondo il presidente, la naturale soppressione del Circolo stesso. Pertanto l’unica soluzione sarebbe quella di rivedere la concessione esistente rinnovandola per “un lunghissimo periodo di tempo a titolo gratuito e con l’aggiunta al terreno già concesso di larga parte della contigua area ex Carlo Pranzo”. Riportiamo di seguito la lettera di Starace. Il Circolo Tennis di Lecce è un’associazione sportiva dilettantistica, affiliata alla Federazione Italiana Tennis, senza scopo di lucro, il cui essenziale fine istituzionale è quello di promuovere e sviluppare lo sport del tennis, soprattutto nelle giovani generazioni. E’ bene precisare che le cariche sociali (dal Consigliere al Direttore sportivo, dal Tesoriere al Presidente) non comportano per chi le riveste alcun compenso e/o vantaggio sotto qualsivoglia forma ed entità. La carica sottrae, per contro, notevoli energie e tempo dalla quotidiana attività lavorativa di ciascuno dei componenti il Consiglio Direttivo. Mi preme ricordare a chi si interessa di politica che tutta l’attività sportiva è giusto che sia al di fuori e al di sopra di ogni forza politica. Lo Sport (con l’esse maiuscola) va considerato patrimonio prezioso dell’intera collettività e va difeso strenuamente, tutelato, incentivato, incoraggiato. Lo Sport è strumento indispensabile di formazione, di educazione, di rispetto delle regole e dell’avversario, di consapevolezza dei propri limiti e dei meriti dell’avversario, di accettazione serena della sconfitta e di piacere controllato della vittoria. Faccio presente che il Circolo Tennis Lecce è il più antico della nostra provincia (del 1947) e tutte le opere che vi si trovano (campi, Club House, spogliatoi, ristorante, ecc.) sono state realizzate e manutenute sempre e soltanto dallo stesso Circolo, senza alcun aggravio per la collettività. E quelle opere (mi riferisco soprattutto ai campi in terra rossa) sono di ottima fattura e hanno un considerevole valore per la loro perfetta e rara qualità di “tenuta”. Il Circolo Tennis Lecce è un’associazione privata esclusivamente perché la particolare e continua manutenzione dei campi da tennis nonché la promozione e la diffusione di questo Sport richiedono uno sforzo finanziario notevolissimo senza ritorno economico. Sono, inoltre, necessari un controllo sistematico sull’osservanza delle numerose regole da rispettare per la conservazione dei campi, un intervento tempestivo per bloccare ogni inosservanza e la meticolosa organizzazione, di concerto con gli organi federali, di varie manifestazioni regionali, nazionali e internazionali che danno impulso all’avvicinamento e alla pratica dello Sport da parte di tutti i cittadini. Va precisato che il nostro Circolo è aperto a chiunque voglia praticare o fare praticare ai propri figli lo Sport del tennis e voglia contribuire alla sopravvivenza del Circolo con il versamento delle somme strettamente necessarie, previste dalle norme statutarie. Purtroppo, le attenzioni della stragrande maggioranza dei cittadini sono rivolte allo Sport del calcio, ma i politici non possono ignorare il valore e l’importanza di ogni Sport e non può non adoperarsi per favorire in ogni modo e con ogni mezzo possibili lo sviluppo della pratica sportiva. Dovrebbe essere considerata altamente meritoria l’opera di chi (come il Circolo Tennis Lecce) da oltre sessanta anni organizza ogni anno corsi per l’insegnamento e per il perfezionamento del tennis. Negli ultimi quindici anni, inoltre, ha pianificato tornei di ogni categoria, propaganda nelle scuole elementari e medie della città, manifestazioni e tornei internazionali per ogni età che hanno determinato un notevole incremento della conoscenza del nostro territorio da parte di atleti e accompagnatori provenienti da oltre cinquanta Stati stranieri e hanno avvicinato centinaia di persone al tennis, rendendolo uno Sport meno di “elite” se non addirittura di massa. La stampa locale sembra ignorare tale attività e quindi non essere informata dell’enorme beneficio turistico e di promozione territoriale che il nostro Circolo produce con la organizzazione di tornei internazionali. E’ ingiusto affermare che il Circolo Tennis Lecce sia semplicemente un luogo di privilegi e di favori “borghesi” ed espressione di uno strato sociale arroccato in una sorta di torre eburnea. E’ demagogico e semplicistico sostenere che la sede attuale del Circolo Tennis Lecce debba diventare un parco pubblico. A tal proposito va chiarito che nella sede del Circolo anche oggi può entrare chiunque, anche se occorre essere Soci per poter utilizzare le attrezzature esistenti che appartengono ai Soci stessi. Soltanto verso i Soci, d’altra parte, può esercitarsi un potere disciplinare e soltanto ai Soci si può chiedere la corresponsione di una retta mensile che, molto a fatica, consenta la conservazione delle strutture. La fruizione pubblica delle attrezzature tennistiche comporterebbe che la manutenzione e conservazione degli impianti ricadesse sulla collettività e renderebbe impossibili le iniziative e le attività sopra descritte. L’alternativa concreta, quindi, sarebbe la soppressione del Circolo Tennis Lecce per la conversione dell’intera area a parco pubblico. Se dunque i nostri politici (e i nostri giornalisti) vogliono che la sede del Circolo Tennis Lecce diventi parco pubblico, devono manifestare questa volontà con chiarezza e dichiarare con altrettanta chiarezza che vogliono la soppressione del Circolo. Se, invece, -come io mi auguro- vogliono che il Circolo Tennis Lecce prosegua nella sua attività promozionale e non debba rinunciare all’organizzazione di manifestazioni internazionali di grande rilievo sportivo e di notevole richiamo turistico (nella settimana di Pasqua, ad esempio, si terrà un Torneo Internazionale under 14 maschile e femminile), è necessario che tutti, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, contribuiscano a rivedere al più presto la concessione esistente nel senso che venga rinnovata per un lunghissimo periodo di tempo a titolo gratuito e con l’aggiunta al terreno già concesso di larga parte della contigua area ex Carlo Pranzo. E sulla questione “Circolo Tennis Lecce” sarebbe auspicabile e interessante che si pronunciassero anche gli enti territoriali, pubblici e privati, e i cittadini di Lecce e provincia. Il Presidente del Circolo Tennis “Mario Stasi” di Lecce Gino Starace Articolo correlato: Inquilini morosi. Il Comune 'avanza' 160mila euro (10 febbraio 2011)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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