Ciceroni in festa: tour di Otranto a costo zero

LA STORIA DELLA DOMENICA. Otranto. Ricorre il 21 febbraio la Giornata internazionale delle guide turistiche. Escursioni gratuite in tutto il mondo. La Puglia svela Otranto, crocevia di popoli e culture. Ma ancora, unica in Italia, non ha un Albo regionale dedicato

OTRANTO – Per un giorno all’anno mettono a disposizione gratuitamente le loro competenze e la loro professionalità accompagnando i visitatori alla scoperta delle identità e tipicità locali. Quella di domani sarà una giornata speciale per le circa 20mila guide turistiche italiane ed anche per quelle sparse nel resto del mondo. Ricorre il 21 febbraio infatti la Giornata internazionale a loro dedicata (21esima edizione), evento promosso dalla Federazione mondiale delle guide turistiche con lo scopo di far conoscere meglio l’attività dei “Ciceroni” e di far accrescere nel grande pubblico la consapevolezza dell’importanza dell’approfondimento del patrimonio storico e culturale del territorio. Niente di più “attuale”, in tempi di Bit e di dibattiti attorno al turismo. La sezione leccese dell’associazione non mancherà all’appello e per l’occasione ha organizzato la visita guidata di Otranto, emblematico sito mediterraneo, crocevia di popoli e culture, patrimonio culturale dell’Unesco. L’appuntamento è per le ore 9 in piazza Castello, ma il tour della città toccherà numerose tappe: dal castello ai bastioni, dal sistema difensivo di mura e torri alla chiesetta di San Pietro. A costo zero. Daniela Bacca, uno dei dieci membri salentini dell’associazione (in regione sono in tutto 50), riconosce la centralità del ruolo della guida turistica, troppo spesso dimenticato, invece, dalle istituzioni. “Siamo sentinelle dei luoghi, custodi di storia, compagni di viaggio ed interpreti del patrimonio – dice -. Siamo viaggiatori insieme ai viaggiatori, in un percorso di scoperta e conoscenza partecipata e attiva. Nella nostra professione siamo il campanello che richiama e collabora con la comunità locale per contribuire allo sviluppo turistico ed offrire un territorio sempre più attrattivo allo sguardo dei visitatori”. Daniela si definisce una cantastorie della storia salentina. A 35 anni, del suo Salento è innamorata. Quando le chiediamo quale sia lo scorcio che predilige, ci risponde che non ce n’è uno in particolare e non sa scegliere. Che la terra salentina le piace tutta perché le appartiene profondamente, perché l’ha studiata ed amata. “Non posso dire di non amare Gallipoli, Lecce o Otranto, ma credo che sia importante rivalutare l’entroterra oltre il barocco, le mille e frastagliate coste e scogliere, i luoghi delle preghiera e della riflessione, le vie dei frantoi ipogei, eccetera”. E’ ciò che l’associazione si propone di fare tramite l’organizzazione di giornate formative tematiche, che autofinanzia, all’unico fine di sensibilizzare alle ricchezze della terra prima di tutto gli stessi cittadini del Salento e poi i numerosi visitatori. Parliamo di destagionalizzazione. In Puglia è stata davvero raggiunta? Secondo Daniela ancora no. Servirebbe, a suo avviso, una maggiore collaborazione pubblico-privato ed una maggiore valorizzazione del turismo didattico e scolastico. Strategico, quest’ultimo, anche per l’importanza che riveste la formazione turistica dei bambini. “E’ necessario – dice Daniela – abituare i piccoli al rispetto dei luoghi e delle tradizioni. Il giovane di oggi che vivrà con interesse un viaggio di istruzione di un luogo sconosciuto, sarà un adulto rispettoso delle peculiarità del territorio, sia il suo sia quello mai visto”. Ma quanto è pronto il Salento ad accogliere il turista? L’accoglienza è, cioè, solo una dote innata nei salentini o viene, oggi, curata nell’ambito di un sistema turistico maggiormente organizzato? “Se una volta l’organizzazione era considerata un punto debole della nostra terra – risponde Daniela – oggi non lo è più. Il Salento, è vero, è accogliente da sempre, ma oggi rispetto ad un tempo ha imparato a coccolare il visitatore non considerandolo un intruso e riuscendo a garantirgli una rete di servizi piuttosto strutturata”. // I più bravi della classe. Senza un Albo regionale Accedere all’Associazione guide turistiche non è semplice. O Meglio: lo è per chi davvero lo merita. La “selezione all’ingresso” è molto dura e mira alla formazione di una classe scelta di guide, professionisti di alto profilo che abbiano tutte le carte in regola per accogliere al meglio il viaggiatore in arrivo. Chi entra nel club deve infatti garantire un’attività da professionista di almeno cinque anni, competenze umane di interazione con il turista, un corretto registro comunicativo ed una spiccata predisposizione al contatto interpersonale. L’associazione pugliese è nata nel 2000 e raccoglie 50 membri; i salentini sono in tutto dieci. E’ divisa in distretti, che vengono chiamati “sezioni”, e pur avendo competenza territoriale (uno per provincia), si riconoscono in obiettivi comuni come la sensibilizzazione delle istituzioni alla costituzione di un turismo di qualità. Non sempre infatti le istituzioni si dimostrano collaborative nei confronti delle iniziative messe a punto dal direttivo dell’associazione. Basti pensare che la Puglia è l’unica regione in Italia a non avere un Albo ufficiale delle guide turistiche. Ciò sminuisce la figura stessa del “cicerone” o quantomeno non la valorizza, dal momento che chiunque volesse, potrebbe oggi improvvisarsi guida turistica e mettersi a capo di un gruppo di avventori desiderosi di conoscere tutto della nostra regione. Articolo correlato: Guide turistiche: necessario riconoscimento dalla Regione (10 dicembre 2010)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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