Spiaggiamento capodogli: 'il Governo chiarisca le cause'

Interrogazione del deputato pugliese Pierfelice Zazzera (Idv) per fare luce su un evento potenzialmente causato dalle attività umane. Del caso si occupò anche lo “Sportello dei Diritti” di Lecce

“Il Governo ha finalmente risposto alla mia interrogazione sul misterioso spiaggiamento dei capodogli avvenuto il 10 dicembre 2009 alla foce di Capojale – Laguna di Varano (Fg) e sul litorale di Vieste (Gargano) – dichiara l'on. Pierfelice Zazzera (Idv) – ma non ha affatto chiarito la vicenda”. Del caso si occupò anche Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori che depositò una denuncia – querela contro ignoti per la morte dei capodogli. Autorevoli studi scientifici affermano che al 99% le cause dello spiaggiamento sono attribuibili ad attività umane, come l'inquinamento chimico o elettromagnetico, anche perché questi animali sono particolarmente sensibili alle interferenze dei sonar delle imbarcazioni. “Di questo collegamento – dice Zazzera – non c'è traccia nella risposta fornita dal Ministero della Difesa che ha escluso la presenza di esercitazioni militari senza però accertare l'eventuale presenza di una nave olandese nello Ionio, autorizzata dal Governo ad effettuare mappature geologiche con prospezioni sismiche a mezzo di air gun, le cui onde sonore provocano il disorientamento degli animali”. Nella stessa denuncia presentata da D'Agata, si palesava la preoccupazione “che tale vicenda non sia stata casuale, ma, invece, sia frutto di uno sconsiderato sfruttamento delle risorse marine effettuato da soggetti senza scrupoli, che compiono ricerche di depositi di gas e petrolio, o da un altrettanto sconsiderato modo di gestire i traffici marini, civili o militari”. “E’ notorio – scriveva – che in questo periodo nel mare Adriatico sono in corso ricerche tese ad individuare possibili giacimenti di gas o di petrolio; il metodo utilizzato per individuare gli eventuali giacimenti consiste nella scansione dell’intera zona prescelta mediante dei dispositivi detti 'airguns' (cannoni d’aria) che, trainati da apposite navi, emettono suoni per via dell’introduzione nella colonna d’acqua di aria ad altissimi livelli di pressione: l’eco di questi suoni, riflessa dal fondale, rivela presenza, profondità e tipologia del giacimento”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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