Piano per il Sud. Capone a Montinari: ‘Una beffa’

Bari. “La Puglia non è stata inefficiente nello spendere i fondi ricevuti”. La vicepresidente della Regione replica alle dichiarazioni del presidente di Confindustria Puglia

BARI – “Avallare il Piano per il Sud, perché le regioni meridionali sarebbero colpevoli di non aver speso i fondi da prima del 2006 è una tesi non condivisibile per una Regione come la Puglia, se solo si ha contezza della spesa effettivamente sostenuta”. La vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico Loredana Capone replica alle dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente di Confindustria Puglia Piero Montinari. Il numero uno degli industriali pugliesi aveva infatti commentato il Piano, definendolo un’“operazione di estrema rilevanza” aggiungendo, tuttavia come non abbia senso da parte delle Regioni del Mezzogiorno, fare battaglie per chiedere nuovi fondi, quando in cassa hanno ancora fondi non impegnati da prima del 2006. “Non tutte le Regioni – puntualizza Capone – hanno dimostrato inefficienza. Inefficiente e inefficace si è rivelato invece proprio il governo con la gestione dei suoi incentivi. I Contratti di Programma statali hanno avuto un livello di spesa pari al 13%, quello della Puglia è stato del 97%. Prove di inefficienza sono i fondi Fas rimasti nel cassetto o quelli del Pon (per la parte competitività) che ancora non sono stati messi a bando. La prova peggiore di sé tuttavia il governo l’ha data con la 488 che non solo non è stata in grado di agevolare le imprese ma ha realizzato, insieme con i contratti d’area, cattedrali nel deserto, facili truffe e aiuti agli imprenditori che esattamente allo scadere dei tempi previsti dall’incentivo hanno preferito delocalizzare per cercare profitti in aree dove si davano nuovi incentivi, lasciando nei territori cassaintegrazione e disoccupazione”. Secondo la vicepresidente il Piano per il Sud sarebbe una beffa perché già presente nei bilanci delle Regioni in quanto frutto della riprogrammazione di vecchie risorse. Inoltre i 30miliardi dei 57 previsti per i servizi, non ci sarebbero più; il Governo li avrebbe impiegati in mille altri rivoli di spesa corrente, con obiettivi non strategici e “qualche volta per il risanamento di singole imprese in crisi, mentre le uniche misure previste per la defiscalizzazione, cioè le zone franche urbane, sono state cancellate”. Articoli correlati: Piano per il Sud. Fitto incontra i presidenti (10 febbraio 2011) Piano per il Sud. Vendola: ‘Ansioso di incontrare Fitto' (11 febbraio 2011) Piano per il Sud. Chi ci crede e chi no (15 febbraio 2011)

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