Gioco d'azzardo e scommesse illegali: la finanza fa il punto

Salento. Nel 2010, i Reparti del Comando Provinciale di Lecce hanno eseguito 47 controlli, sequestrato 129 apparecchi da intrattenimento e denunciato a piede libero 47 persone

Il comparto del gioco pubblico ha vissuto in Italia un periodo di straordinario dinamismo. Lo dimostrano l'aumento del volume delle giocate e la varietà di prodotti offerti. I giochi non attraggono, però, solo per desiderio di svago. Forti sono, infatto gli interessi economici, del settore, per la criminalità organizzata e per quella comune. Nel Salento, nel 2010, l’azione dei Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, si è concretizzata attraverso specifici interventi nel settore del gioco d’azzardo, volti a scoprire: • casi di mancato collegamento dei videogiochi alla rete informatica dei Monopoli di Stato, che costituisce, oggi, il presupposto necessario per la corretta applicazione della normativa fiscale; • eventuali manomissioni delle schede installate nei singoli apparecchi rispetto a quelle depositate presso i Monopoli di Stato; • accertare tutti i requisiti di legge necessari per consentire il funzionamento dei videogiochi presso l’esercizio commerciale. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce ha attuato attività preventiva e repressiva mediante l’esecuzione di 47 controlli mirati e a largo raggio destinati al contrasto di fenomeni di illegalità, conclusi con il sequestro di 129 apparecchi da intrattenimento e con la denuncia a piede libero di 47 persone. Agenzie clandestine, apparecchi da gioco “truccati”, siti di gioco artificiosamente collocati all’estero per sfuggire ai controlli e lotterie fasulle diventano gli strumenti attraverso i quali lucrare in danno della gente e dell’erario. In tale contesto, l’operazione “Poker 2” svolta dalle Fiamme Gialle Salentine, riferita ad un’ampia rete di centri di raccolta illegale di scommesse su eventi sportivi, ha permesso di dare esecuzione a 47 perquisizioni in varie regioni d’Italia ed alla denunzia all’Autorità Giudiziaria di 481 persone per l’ipotesi di reato di esercizio abusivo di attività di gioco e di scommesse telematiche, 22 delle quali anche deferite per l’ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al medesimo esercizio abusivo. Di qui l’importanza dell’azione che aggredisce i fenomeni illeciti che interessano il gioco amministrato, attraverso un’azione trasversale orientata su tre distinte linee dirette a: − contrastare l’evasione fiscale, tenuto conto delle significative ricadute sull’economia e sul gettito fiscale complessivo, prodotte dal gioco illegale; − tutelare il mercato, affinché gli operatori onesti non subiscano la concorrenza sleale di chi, invece, organizza e promuove giochi illegali e abusivi; − proteggere i consumatori da proposte di gioco insicure e pericolose, perché non gestite e garantite dallo Stato. La lotta al gioco illegale assume, quindi, dimensione trasversale: gli interventi dei Reparti mirano, infatti, ad aggredire tutte le implicazioni dei fenomeni di illegalità scoperti sul territorio: dal mancato pagamento dei tributi previsti, all’assenza delle concessioni e delle autorizzazioni di legge, alla presenza di organizzazioni criminali nella gestione delle attività lecite ed illecite, anche come canale per il riciclaggio di proventi derivanti da altre attività criminose. Articolo correlato Un 'gioco' che vale miliardi di euro (14 febbraio 2011)

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