Perquisizioni arbitrarie su leader gay. Condannati due poliziotti

Sassari. Antonello Casto e Guglielmo Cirino, poliziotti leccesi, sono stati condannati per aver perquisito il leader del Movimento gay con l’intento di umiliarlo

SASSARI – Sono stati condannati a quattro mesi di reclusione – pena sospesa – dal giudice monocratico del tribunale di Sassari, Giuseppe Grotteria, agenti di polizia Antonello Casto e Guglielmo Cirino. Ai due viene contestato di avere perquisito arbitrariamente il leader del Movimento omosessuale sardo, Massimo Mele, e due candidati della sua lista “Liberiamo Sassari”, in corsa per le amministrative dell'aprile 2005. Casto e Cirino, all’epoca agenti della Mobile di Lecce in distacco nella città sarda, sono stati condannati anche a risarcire le vittime con 2.500 euro a testa, oltre al pagamento delle spese processuali. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Come detto, i fatti risalgono al 2005. Mele venne fermato dalla polizia mentre, di notte, rientrava da un giro elettorale in compagnia di due candidati e di un simpatizzante. Gli agenti, dopo avere chiesto loro i documenti perquisirono gli occupanti dell’auto. Quindi li invitarono a seguirli in questura dove, dopo averli fatti denudare, procedettero a ispezioni corporali. Durante il processo Mele e i testimoni dell’accusa raccontarono del fermo in strada degno di una “grossa operazione antidroga” e anche “dell’umiliazione” subita.

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