Mura messapiche a rischio distruzione

Ugento. Il consigliere Minenna (PdCi), con un'interpellanza, chiede alla Giunta cosa si stia facendo per impedire episodi di sciacallaggio contro il patrimonio

Distruzione ed asportazione di tratti delle antiche mura messapiche di Ugento: il consigliere del PdCi, Angelo Minenna, presenta un'interpellanza a risposta immediata, da illustrarsi nella prossima seduta utile dell'assise e chiede agli assessori alla Cultura e all’Urbanistica e Territorio, Massimo Lecci e Antonio Mauro, quali misure siano state poste in essere da parte della Giunta per porre fine agli scellerati episodi che danneggiano, oltre che il patrimonio storico – archeologico, anche la Storia, le Tradizioni, il futuro e la possibilità di uno sviluppo diverso del territorio, in chiave sostenibile e di riscoperta e di fruizione collettiva dei beni. L’impianto urbano della città di Ugento, ricostruisce Minenna, era delimitato, in epoca messapica, da un ampio tratto murario, costituito da enormi blocchi assestati, con riempimento di pietre e terriccio. L'impianto in epoca ellenistica (IV secolo a.C.) raggiunse una lunghezza di circa 5 km, racchiudendo una superficie di 145 ettari. Nel corso dei secoli, soprattutto negli anni dell’espansione urbana della moderna Città e della forte impennata del settore edilizio, ampi tratti di queste poderose mura, sicura ricchezza materiale e spirituale per ugentini e per il Salento tutto, sono stati rimossi e, come spesso accaduto nella Storia anche in altre parti d’Italia e del mondo, i suoi materiali riutilizzati per le nuove costruzioni. Per porre fine a quella che stava diventando una sistematica distruzione del patrimonio archeologico, è stato apposto, da parte della competente Soprintendenza Archeologica il vincolo, diretto ed indiretto, di assoluta inedificabilità lungo tutto il percorso delle mura stesse, e nei 5 metri circostanti le stesse. Nella passata consigliatura, ricorda Minenna, è stata ferma volontà dell’intero Consiglio e della Giunta redigere un apposita “Carta Archeologica” del territorio ugentino, con particolare riferimento ad una ricognizione sistematica in superficie dei tratti di mura esistenti e ben visibili, di quelli interrati e/o parzialmente distrutti e una tracciabilità dei tratti oggi scomparsi, al fine di indicare con certezza le zone da sottoporre ad un vincolo serrato e quali invece, ormai compromesse definitivamente dall’edificazione di moderne costruzioni, stralciare dai precedenti di vincoli di non edificabilità, per altro espressamente ribaditi dal vigente Prg comunale. L'incarico è stato affidato all'archeologo e topografo, Scardozzi. “Giunge fresca la notizia – sottolinea il consigliere – della spoliazione e della distruzione di ampi tratti delle mura messapiche di Ugento, sia in contrada Porchiano/Crocefissi, sia in contrada Acquarelli, ad opera di sconsiderati cittadini di Ugento che intendevano avviare opere di costruzione su suoli di loro proprietà. Tale gesto, oltre che scellerato, costituisce l’ennesimo grave episodio criminale ai danni dei nostri giacimenti culturali, e denota una piaga che ormai sta attanagliando sempre di più le nostre bellezze culturali, oltre che naturistiche: la totale ed assoluta mancanza di vigilanza da parte delle autorità comunali e degli organismi compenti, soprattutto nel momento in cui si rilasciano regolari permessi di costruire, per noi parlare di usi ed abusi lungo la fascia costiera e nelle zone previste dagli strumenti urbanistici comunali quali 'non edificatorie'”. Minenna, alla luce di quanto esposto, richiede agli assessori competenti, una relazione ampia e dettagliata sul caso.

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