Si spara per Playstation. In leggero miglioramento

Trepuzzi. Ha mostrato segnali di ripresa il 16enne che ieri si è sparato all'addome dopo che il padre gli aveva negato la Playstation

LECCE – Sono stazionarie ma in leggero miglioramento le condizioni di salute del ragazzo di 16 anni, di Novoli, che ieri si è ferito gravemente sparandosi all'addome con la pistola del padre, un professionista collezionista di armi. Lo avrebbe fatto per protesta perchè gli era stato negato l'uso della Playstation della quale pare fosse diventato dipendente. Il ragazzo è ricoverato nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, ma la sua vita non è in pericolo. 4 febbraio 2011 aggiornamento delle ore 16:30 Gli vietano la play station: si spara all'addome di Andrea Morrone LECCE – E’ una storia tanto tragica quanto assurda quella che arriva da contrada Pezzuti, una piccola frazione persa nelle campagne fra Campi Salentina, Trepuzzi e Novoli, dove un ragazzo di sedici anni si è sparato all'addome dopo un banale litigio con il padre per la PlayStation. Un gesto insano e incomprensibile che avrebbe potuto avere conseguenze ben più tragiche. Il ragazzo, uno studente originario di Trepuzzi, fortunatamente non è in pericolo di vita, anche se le sue condizioni rimangono gravi. Dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, il sedicenne si trova ora ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. I medici al momento non hanno ancora sciolto la prognosi. Teatro della vicenda la villa di proprietà della famiglia, dove lo studente abita con i genitori. A scatenare la discussione tra padre e figlio, è stata la passione, comune a tanti ragazzi della sua età, per la “PlayStation”, celebre console per i videogiochi. Il ragazzo avrebbe trascorso l’intera notte a giocare ai video games, tanto che la mattina dopo avrebbe avuto difficoltà ad alzarsi per andare a scuola. È stato proprio il padre ad andare in camera sua per svegliarlo, ma lui ha opposto resistenza: di alzarsi e di prepararsi per la scuola, sembra non avesse alcuna intenzione. Il ragazzo, secondo quanto si è appreso, era troppo stanco per affrontare gli impegni scolastici dopo una notte intera passata davanti alla console, di cui è letteralmente dipendente, come una sorta di droga virtuale. Un atteggiamento che ha inevitabilmente indispettito il padre del ragazzo, proprietario di un’ottica a Trepuzzi, che ha cercato invano di far cambiare idea al figlio e di riportarlo alla ragione. La discussione ha dunque preso toni molto accesi, sino a quando l’uomo, esasperato, ha deciso di punire il ragazzo vietandogli e sottraendogli definitivamente la PlayStation. Pochi minuti dopo, come ogni mattina, il professionista di Trepuzzi ha lasciato la propria abitazione per andare al lavoro, mentre il figlio si trovava ancora nel letto. L’uomo non avrebbe mai potuto immaginare quello che sarebbe successo pochi minuti dopo. Il ragazzino, infatti, è entrato nello studio dove il padre custodisce, tutte regolarmente denunciate, alcune armi. Lì, in preda a un autentico raptus di follia, ha afferrato una pistola, una calibro 21, l’ha puntata contro l’addome ed ha premuto il grilletto. La deflagrazione ha subito attirato l’attenzione della madre e della sorella del sedicenne, presenti in casa al momento del tentato suicidio. Sono state proprio le due donne a soccorrerlo per prime, in attesa che giungesse l'ambulanza del 118, che ha trasportato d’urgenza il ragazzo verso il nosocomio salentino. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Campi hanno eseguito alcuni sopralluoghi e raccolto le testimonianze dei presenti per tracciare il quadro della situazione e avviare le indagini. 4 febbraio 2011 Nella mattinata odierna, in un'abitazione di Novoli, un giovane del posto, a seguito di dissidi familiari, ha tentato di suicidarsi esplodendo verso il proprio addome un colpo di pistola sottratta alla custodia del padre. Il giovane, ricoverato presso il “Vito Fazzi”, non dovrebbe versare in pericolo di vita. I carabinieri del posto stanno valutando la posizione del genitore in merito alle modalità di custodia della pistola interessata e di altre armi. I dissidi pare siano sorti a causa del divieto posto al giovane dai genitori di giocare con la playstation. Il fatto è accaduto al'interno delle mura domestiche durante fasi concitate in cui i familiari avevano tentato di far desistere il giovane dall'intento.

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