Conciliazione vita-lavoro: 1 milione di euro dalla Regione

L'obiettivo è permettere alle donne occupate, dipendenti o imprenditrici, di usufruire di strumenti di flessibilità nel lavoro

Ammontano a 1.000.000,00 di euro le risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia per dare concretezza ai processi di conciliazione vita – lavoro e permettere alle donne occupate, dipendenti o imprenditrici, di usufruire di strumenti di flessibilità nel lavoro. Il budget regionale verrà incrementato grazie al co-finanziamento degli Enti Bilaterali (sono enti privati costituiti dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, in formula paritetica, di una determinata categoria professionale,) interessati a prendere parte a questa sperimentazione, una fra le più innovative d’Europa. La sottoscrizione del Protocollo d’intesa, lunedì 7 febbraio alle ore 11, presso la Sala stampa della Presidenza regionale, tra l’Assessore Elena Gentile e il Presidente dell’Ente Bilaterale Artigianato Puglia (Ebap), dott. Dario Longo, rappresenta il primo passo per dare avvio al Tavolo di lavoro che avrà il compito di definire nel dettaglio le modalità di erogazione dei fondi e la quota di co-finanziameto da parte degli Enti bilaterali che vorranno aderire a questa iniziativa sperimentale. Tale misura, integrativa rispetto a quelle generali, messa a punto dalla Regione con il contributo degli Enti Bilaterali, permette alle lavoratrici, che intendano ricorrere all’astensione facoltativa per maternità, al part time per motivi di cura o ai congedi di cura familiare, di ottenere un’integrazione al reddito o un’integrazione contributiva previdenziale. In particolare, per le donne occupate nei settori di riferimento degli Enti Bilaterali che aderiranno all’iniziativa, sono previste tre tipologie di integrazione: • le madri in astensione facoltativa potranno fruire di un’integrazione al reddito fino alla concorrenza del 100% dello stesso per un periodo massimo di 8 mesi; • le lavoratrici madri, che ricorrono al part time nei primi tre anni di vita del bambino, hanno diritto a un’integrazione contributiva previdenziale per il versamento del 100% dei contributi; • le lavoratrici in congedo di cura familiare potranno godere di un’integrazione al reddito fino alla concorrenza del 100% dello stesso. È questo un altro step nel percorso di potenziamento delle risorse locali, intrapreso già da tempo dalla Regione, nell’ottica della concreta applicazione del principio di sussidiarietà tra soggetti istituzionali e partenariato sociale e della piena valorizzazione delle rispettive competenze.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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