Salvemini: ‘Pisanò rispetti gli elettori di centrosinistra’

Lecce. L’esponente del centrosinistra difende i cittadini che dal 2005 sono ricorsi alle Primarie dagli attacchi rivolti da Pisanò

Lecce. Questione di lettere. Di dichiarazione di voto o di appoggio incondizionato. Questione di botte e risposte politiche. Succede a Lecce, dove ormai infiamma il dibattito pre-elettorale. L’attuale sindaco Paolo Perrone ha già portato a casa nei giorni scorsi il consenso da parte dei consiglieri di maggioranza che l’hanno scelto come il “loro” candidato ideale. A questa dimostrazione di fiducia è seguita nelle scorse ore la lettera inviata al primo cittadino da parte del presidente del Consiglio Eugenio Pisanò. Una lettera che non ha lasciato indifferente Carlo Salvemini, esponente dell’opposizione cittadina. Che a scritto, a sua volta, commentando alcuni passaggi della missiva di Pisanò, in particolare i riferimenti alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato e ai cittadini che vi hanno, di volta in volta, preso parte. Di seguito la nota di Salvemini. Eugenio Pisanò ha preso carta e penna per dispensare buoni consigli al sindaco in vista delle prossime elezioni (“sentendosi come Gesù nel Tempio”, avrebbe cantato De Andrè). Non entro nel merito delle vicende che hanno suggerito queste sue dichiarazioni, tutte interne al Pdl e al rapporto controverso con Adriana Poli Bortone. Mi limito a commentare il passaggio che lui dedica al centro sinistra che “non ha le idee chiare” e che se deciderà di ricorrere alla primarie darà vita “all'ennesima farsa della democrazia partecipata”. Invito il presidente del Consiglio comunale ad un maggiore rispetto per le migliaia di leccesi e salentini che dal 2005 ad oggi hanno in diverse occasioni affollato i seggi per scegliere con il proprio voto il candidato alle elezioni comunali e regionali. Uscendo di casa la mattina. Sfidando spesso il maltempo. Mettendosi diligentemente in fila in attesa del proprio turno. Versando un contributo volontario come rimborso per le spese organizzative. Perché tutte quelle persone sono in carne ed ossa, donne e uomini che hanno in queste occasioni orgogliosamente affermato il valore della partecipazione, del servizio, della cittadinanza consapevole. Espressione di una politica che non abdica alle decisioni di pochi perché non ha paura di affidarsi alla saggezza di tanti; che crede ancora si debba essere cittadini e non semplici spettatori come la mediocrazia pretende. Sono semplicemente i volti di un'Italia politica diversa da quella che il Pdl propone al Paese e di cui lo stesso Pisanò è esemplare e autorevole rappresentante. Quella che affida il proprio futuro agli umori del capo. Che privilegia il valore della fedeltà a quella dell'indipendenza di giudizio. Che preferisce gli schermi tv alle piazze. I messaggi a reti unificate al confronto e al dibattito. Che è insofferente al dissenso perché ammaliata esclusivamente dal consenso, anche se compiacente o estorto. Insomma sono tutt'altro che farseschi. Possono non piacere. Ma meritano rispetto. Articoli correlati: Il Pdl: ‘Piena fiducia a Perrone’ (31 gennaio 2011) Pisanò: ‘Caro Paolo ti scrivo’ (2 febbraio 2011)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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