Protezione della fauna: il Pd propone modifiche alla legge. Insorgono gli animalisti

Enpa, Italia Nostra, Lav, Lipu e Legambiente intercettano, a loro dire, un nuovo tentativo di deregolamentazione venatoria

La proposta di legge di modifica e integrazione della Legge regionale n. 27/1998 (protezione fauna selvatica, tutela e programmazione risorse faunistico-ambientali e regolamentazione dell'attivita' venatoria) è stata esaminata nel corso della riunione della commissione Affari generali del Consiglio regionale della Puglia, presieduta da Giovanni Brigante (La Puglia per Vendola). La proposta è stata presentata dal consigliere Giovanni Pentassuglia (Pd) che ne ha illustrato le linee generali, sottolineando che la stessa prevede 32 modifiche rispetto alla normativa preesistente e recepisce la Direttiva comunitaria 147/2009. “E' necessario ora – ha detto Pentassuglia – procedere al suo aggiornamento tramite un confronto articolato con l'assessore regionale all'agricoltura e con le associazioni agricole, ambientaliste e venatorie”. La reazione di ambientalisti e animalisti Enpa, Italia Nostra, Lav, Lipu e Legambiente intercettano, a loro dire, un nuovo tentativo di deregolamentazione venatoria. “E come è ovvio – dicono le associazioni – non si prevede un quadro roseo”. “Che Pentassuglia – denunciano – fosse dalla parte di 'caccia selvaggia' e non da quella dei Parchi lo si era capito: qualche settimana fa destava le proteste del mondo ambientalista per un emendamento 'ammazzaparco' introdotto a tradimento con un poco elegante colpo di mano nella legge di bilancio. Si voleva consentire cosi la caccia dentro l’area, cosiddetta 'protetta', del Parco delle Gravine, in contrasto con altre leggi quadro, anche dello Stato e quindi sovraordinate”. Su youtube – http://www.youtube.com/watch?v=DqEchBCIV0g – è possibile osservare il consigliere Pentassuglia “mentre passa dall’improbabile ruolo di paladino degli agricoltori raccoglitori di olive a quello di difensore di chi trasporta armi nel parco, non mancando di tirare in ballo la mancanza di democrazia, le vessazioni e il 'fare cassa' con i verbali”. Ma in attesa che sia rimossa la norma 'ammazzaparco' per le Gravine, le Associazioni ambientaliste registrano invece il tentativo di peggiorare la Legge Regionale n.27/98 e quindi la caccia in tutta la Puglia. Naturalmente non è stata prevista alcuna audizione preventiva mentre, nel merito, spiccano: – la rimozione del divieto di caccia nella fascia di rispetto di 100 m. dalle aree protette; – la mancanza del principio di divieto venatorio durante la riproduzione e la migrazione primaverile (pre-riproduttiva) come previsto dalla legge quadro nazionale; – l’eliminazione delle misure accessorie rispetto alle violazioni penali, quando si ricorre all’oblazione, disattendendo la potestà esclusiva dello Stato in materia di disposizioni di carattere penale; – la penalizzazione delle oasi di protezione, dirottando le percentuali dei fondi previsti e svincolando le Province da precisi obblighi sull’utilizzo di detti fondi; – l’imposizione illegittima e contro la legge quadro nazionale con cui i terreni agricoli interdetti alla caccia dagli agricoltori debbano essere provvisti di recinzioni più alte e quindi più onerose; – l’eliminazione del tetto massimo di cacciatori provenienti da fuori dell’ambito territoriale di caccia (Atc) favorendo cosi un eccessivo ingresso di cacciatori non legati a quel territorio e quindi avulsi dal mantenimento delle risorse faunistiche”. Enpa, Italia Nostra, Lav, Lipu e Legambiente hanno perciò immediatamente presentato le proprie osservazioni al Disegno di Legge indirizzandole ai membri della Commissione interessata, chiedendo una audizione, ma anche trasmettendole al Governatore, Nichi Vendola. e all’Assessore al ramo, Dario Stefàno. “Si vedrà nei prossimi giorni – concludono – se ci sarà dialogo e soprattutto se ci sarà la concreta volontà di evitare peggioramenti di una legge che già alcune Associazioni avevano da tempo condannato per alcuni contenuti deprecabilmente aggravati negli anni scorsi”. Le reazioni politiche Il capogruppo Sel, Michele Losappio, ha evidenziato che il suo gruppo non intende favorire alcuna deregulation nel settore, puntando invece a una tutela più adeguata della biosfera. Necessario anche il coinvolgimento dei responsabili regionali dell'agricoltura e dei parchi. L'esigenza di porre in essere una modifica legislativa quanto più equilibrata possibile è stata espressa da Pietro Lospinuso (Pdl), in modo da contemperare adeguatamente le esigenze dei vari attori coinvolti (agricoltori, cacciatori, ambientalisti).

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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