Sport in Puglia. Presto un Osservatorio

Si sono chiusi stamattina gli stati generali dello sport pugliese. Tante proposte e ancora troppe criticità. Vendola: “Lo sport non può essere un lusso”

“Per una società lo sport non è un lusso da concedersi nei momenti di ricchezza, ma una chiave contro le diseconomie sociali, legate alla salute e all’educazione civica, ai giovani e alle periferie, al ruolo strategico di quei centri di aggregazione territoriali come gli oratori“. Così Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, intervenuto alla chiusura degli stati generali dello sport pugliese, svoltasi stamattina al Politecnico di Bari col convegno “Sport in progress – La Regione gioca in squadra”. L’appuntamento ha chiuso l’omonimo ciclo di seminari partecipati per la programmazione delle politiche sportive regionali, voluto dall’assessora regionale Maria Campese e tenutosi a dicembre nelle sei province in collaborazione con il Coni. “Abbiamo condiviso gli interventi e i fabbisogni dei singoli attori territoriali – ha sottolineato l’assessora – per predisporre azioni che migliorino qualità e quantità del patrimonio sportivo regionale”. Tra le priorità scaturite dalla concertazione vi sono l’attenzione verso gli sport detti “minori”, le fasce deboli, il recupero di impianti e palestre scolastiche tramite i fondi europei, l’abbattimento dei costi gestionali, la creazione di strutture sovracomunali tramite l’ottimizzazione dei bacini d’utenza, l’istituzione del “Libretto dello sportivo” in campo sanitario, l’incremento dei “punti sport”. Tutte necessità emerse dai questionari distribuiti a rappresentanti a vari titolo del movimento sportivo durante i seminari ed illustrati dalla dirigente regionale Maria Grazia Donno. Il quadro generale dello sport in Puglia ha evidenziato la necessità di istituire un “Osservatorio del sistema sportivo regionale”, anche per coordinare le politiche regionali con quelle nazionali, come ha sottolineato Riccardo Agabio, vicepresidente vicario Coni nazionale. “Del resto, con 800.000 praticanti sportivi e oltre 9.000 società – ha ricordato il presidente del Coni Puglia Elio Sannicandro – la Puglia vanta un movimento che frutta campioni internazionali, formazione, idee e progetti innovativi, soprattutto con le scuole, poi ripresi a livello nazionale, come l’Alfabetizzazione motoria”. Alla riunione, aperta dai saluti dei presidenti regionali dell’Upi, Francesco Schittulli e dell’Anci, Luigi Perrone, si è anche parlato del fondamentale ruolo di promozione dello sport per tutti, grazie agli interventi del presidente Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, del presidente UISP Puglia Vincenzo Liaci, e alla testimonianza di Giusy Versace, atleta del Comitato Italiano Paralimpico e campionessa nazionale nei 100 metri agli ultimi assoluti. Altri temi cardine affrontati nella tavola rotonda sono stati il ruolo determinante della scuola evidenziato dalla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Anna Cammalleri, e dello sport declinato al femminile, ancora mosca bianca a livello dirigenziale, di cui ha parlato la consigliera di Parità della Regione Puglia Serenella Molendini. Appendice finale, le premiazioni, da parte della Regione, di circa trenta atleti e una decina di squadre pugliesi, distintisi per impegno e risultati in varie discipline sportive: da Pia Lionetti (tiro con l’arco) a Serena Licchetta (ginnastica), da Claudio Carrubba (karate) a Mariagrazia Alemanno (pesi), a Martina Sassani (nuoto disabili). // I numeri dello sport in Puglia Dai dati emerge come gli sport più praticati in Puglia siano il footing ed il calcetto, seguiti dal nuoto e acquagym, tennis e atletica leggera; il livello di gradimento è ripartito tra un 40% che si dichiara soddisfatto e un 35% che non lo è, in particolare a causa di strutture fatiscenti e inadeguate. Proprio l’impiantistica è stata al centro di un secondo censimento, rivolto agli assessorati al ramo di tutti i Comuni pugliesi (ha risposto la metà): se le strutture più diffuse si confermano palestre, campi di calcio e calcetto, seguiti dai campi da tennis, pallavolo e pallacanestro, emerge come su 1620 impianti censiti, 1195 necessiti di manutenzione. Tra gli altri dati: il 90% delle strutture risulta accessibile ai diversamente abili, mentre il 55% dei Comuni ha una convenzione per l’uso delle palestre scolastiche.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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