Stabilizzati: il Pd in Prefettura

Con deliberazione del 16 novembre 2010, la Giunta Provinciale stabiliva il riesame delle stabilizzazioni. L'opposizione chiede la revoca del provvedimento e va dal Prefetto

I capigruppo di minoranza a Palazzo dei Celestini sono stati convocati oggi dal Prefetto di Lecce, Mario Tafaro, per essere sentiti in merito alla mancata convocazione, entro i dieci giorni previsti dallo Statuto, del Consiglio provinciale per discutere l’ordine del giorno avente ad oggetto il problema del personale stabilizzato presso la Provincia di Lecce. Il Prefetto, comunica il Partito Democratico, dopo aver ascoltato la ragioni, ha assicurato un Suo intervento nei confronti del Presidente del Consiglio provinciale, finalizzato al superamento delle lamentate violazioni statutarie. 30 dicembre 2011 – Odg in Consiglio Provinciale: tutelare i precari I rappresentanti delle opposizioni a Palazzo dei Celestini, Cosimo Durante, Gabriele Caputo, Sandro Quintana, Roberto Schiavone, Gianfranco Coppola, Vittorio Potì, Alfonso Rampino, Giovanni Siciliano, Loredana Capone, Adriana Poli Bortone, Mario Pendinelli, Aurelio Gianfreda, Giovanni Tundo hanno firmato un ordine del giorno per il prossimo consiglio provinciale. L'oggetto della discussione sono le stabilizzazioni del personale precario della provincia, secondo quanto stabilito da una delibera del 29 novembre 2008. Circa quaranta lavoratori dell'Ente furono stabilizzati dall'allora giunta di centrosinistra guidata da Giovanni Pellegrino che, con la sua amministrazione, predispose un piano di concerto con i sindacati. Il 16 novembre scorso, però, la Giunta di centrodestra guidata da Antonio Gabellone, ha approvato una nuova delibera che ana il precedente piano di reclutamento del personale, dichiarando la ità dei contratti di lavoro stipulati. La richiesta al Presidente della Provincia è che si mettano in atto tutti gli interventi adeguati per il superamento della Deliberazione del 16 novembre 2010 e si confermi il processo di stabilizzazione già concluso. 20 dicembre 2010 – Consiglio provinciale: bagarre in aula sugli stabilizzati In apertura della seduta, il Consiglio Provinciale ha approvato la surroga del consigliere provinciale Roberto Marti, dimissionario, eletto nella lista “Il popolo della libertà – Berlusconi per Gabellone”, con il signor Alessandro Coricciati da Martano. Il neo-consigliere Coricciati, secondo eletto nella medesima lista, è entrato in Consiglio Provinciale in seguito alla rinuncia del primo eletto, Luigi Coclite, impegnato in altri incarichi istituzionali e amministrativi. Alessandro Coricciati, imprenditore agricolo, è nato a Galatina il 18 novembre 1979 e risiede a Martano. Attualmente è assessore comunale ai Lavori pubblici, Urbanistica e Servizi sociali. In assoluto è il primo consigliere provinciale del centrodestra eletto nel Collegio di Martano. Dopo l’esame delle interrogazioni riguardante la costituenda “Cabina di Regia” e la manutenzione di strade provinciali di collegamento con la città di Nardò, a cui hanno risposto il presidente Gabellone e l’assessore alle Strade, Massimo Como, il Consiglio ha affrontato i punti riguardanti i regolamenti per l’abilitazione all’esercizio venatorio e al funzionamento del Consiglio, relativamente all’apertura delle assemblee provinciali con l’esecuzione dell’inno nazionale. Entrambi sono stati approvati all’unanimità. Anche sulla proposta di modifica della legge regionale n. 18/02, inerente la disciplina del trasporto pubblico locale, il Consiglio ha votato all’unanimità una proposta emendativa. Già nel novembre scorso il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, annunciò la costituzione in giudizio per ottenere le dovute spettanze, determinate dalla legge, in materia di trasferimento delle risorse per il servizio di trasporto pubblico locale. La mozione presentata dal gruppo Udc, sulle politiche di gestione delle risorse umane, è stata respinta dalla maggioranza con 22 voti, ricevendo 10 voti dei gruppi di opposizione. Mozione sugli stabilizzati Infine, sulla mozione presentata da alcuni consiglieri provinciali riguardante la revoca della deliberazione n. 314 del 16 novembre 2010, con cui la Giunta Provinciale stabiliva il riesame delle stabilizzazioni, la maggioranza ha presentato una questione pregiudiziale. A parere dei sottoscrittori di questo documento, nello specifico tutti i consiglieri di maggioranza, la revoca di tale deliberazione non rientra nelle competenze del Consiglio Provinciale ai sensi del vigente Testo Unico degli Enti Locali (art. 42). Dopo un acceso dibattito in aula, la mozione è stata respinta con 22 voti della maggioranza contro i 10 dell’opposizione. I commenti Francesco Bruni e Biagio Ciardo, consiglieri di maggioranza, sono intervenuti nella discussione sul provvedimento riguardante le stabilizzazioni, illustrando, rispettivamente, le motivazioni tecniche e quelle politiche del voto della maggioranza. Francesco Bruni “Vorrei ricordare come la minoranza attuale, quando era maggioranza, impedì all’allora capogruppo di opposizione Antonio Gabellone di coinvolgere in sede consultiva la Corte dei Conti sul tema delle stabilizzazioni, perché lo considerò un atto irricevibile. Ci misero il bavaglio. “Oggi l’attuale minoranza è stata vittima dei suoi stessi escamotages. La maggioranza attuale e la Giunta Provinciale hanno preso atto dei pareri dei ministeri competenti e dei pareri dei propri legali per cercare di riesaminare l’intera questione. Abbiamo voluto fare questa operazione, con un atteggiamento scevro da interessi particolari, o da relazioni di parentela, che in qualche modo possano fuorviare l’atto amministrativo”. Biagio Ciardo “Nessun vulnus è stato portato al dibattito democratico, che si è sempre svolto nel Consiglio Provinciale dimostratosi sempre aperto a tutte le proposte presentate in sede di Consiglio e attento a non sottovalutare l’operato dell’opposizione. Ciò detto, non è possibile stravolgere le regole del gioco e voler per forza di cose pretendere di rendere legittime delle autentiche forzature. Il rispetto del regolamento e della legge è una condizione essenziale oltre la quale non è possibile alcun dibattito. Piuttosto la legge ed il regolamento sono garanzia dei diritti e dei doveri della maggioranza e dell’opposizione. Per queste ragioni abbiamo presentato la questione pregiudiziale. Chi pensa di utilizzare l’aula consiliare a fini strumentali e propagandistici offende il Consiglio Provinciale e le sue competenze. I gruppo consiliari di opposizione (Pd, Udc, Idv, Si) “L’Amministrazione di Palazzo dei Celestini ha messo il bavaglio all’opposizione, impedendole artatamente di illustrare la mozione sugli stabilizzati. Essa, infatti, esprimeva un mero atto di impegno che rientra senza ombra di dubbio nelle competenze del Consiglio e, pertanto, poteva e doveva essere discussa. Con un evidente atto di debolezza politica, invece, Gabellone e i suoi si sottraggono al confronto in aula, inaugurando la stagione della prevaricazione e risvegliando vecchi e tristi ricordi di anni in cui la democrazia era stata messa al bando. Oggi, per la prima volta, l’Assise consiliare di Palazzo dei Celestini ha vissuto una brutta pagina della sua storia. Trentasette famiglie, uomini, donne e non 'numeri' o 'posti ricoperti', sono sul baratro della disoccupazione, grazie ad un atto sconcertante del centrodestra che, di fatto, ha avviato per essi le procedure di licenziamento. Per la prima volta, un’amministrazione pubblica allarga volutamente la schiera dei disoccupati e nega il diritto di parola ad un’opposizione che dai suoi banchi da sempre ha posto il lavoro ed i lavoratori al centro del proprio impegno politico. Siamo vicini in questo difficile momento ai 37 stabilizzati ed alle loro famiglie che, a causa di un’arrogante amministrazione di centrodestra, passeranno sicuramente un Natale tutt’altro che sereno”. Articolo correlato Provincia: lavoratori a rischio occupazione. Le proteste (29 novembre 2010)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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