Scuole pugliesi: riorganizzazione della rete su proposta degli Enti locali

Nella definizione del Piano regionale si è tenuto conto sia delle specificità dei territori sia delle esigenze socioeconomiche di ciascuno di essi

La Giunta pugliese ha approvato il Piano Regionale di riordino della rete delle istituzioni scolastiche e di programmazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2011/12. Il numero delle istituzioni scolastiche autonome su base regionale viene fissato a 895 e l’effettivo funzionamento dei nuovi indirizzi è subordinato alla formale assunzione degli oneri da parte degli Enti Locali competenti. “La Regione vuole pervenire a un assetto a regime della rete scolastica improntato a una razionalizzazione logistica che tenga conto della collocazione geografica, delle strutture fisiche e della presenza di idonee attrezzature laboratoriali e, altresì, funzionale alla graduale costruzione di un’offerta formativa di qualità secondo obiettivi di integrazione, di riequilibrio settoriale, territoriale e di uguaglianza nell’accesso alle diverse opportunità educative, per il conseguimento di un più elevato successo scolastico e formativo, che sia frutto di forte interazione con il contesto socio-economico e tenga conto delle peculiari vocazioni e potenzialità del territorio e della domanda espressa dal mondo del lavoro”. Nella definizione del Piano regionale si è tenuto conto sia delle specificità dei territori sia delle esigenze socioeconomiche di ciascuno di essi. Le Amministrazioni provinciali hanno presentato alla Regione, per il tramite dell’Ufficio Scolastico Regionale, le proposte di riorganizzazione della rete provinciale scolastica per l’anno 2011/2012, comprensive delle proposte dei Comuni, e approvate dalle rispettive Giunte provinciali. Il Piano – Accorpamento di scuole fortemente sottodimensionate rispetto ai parametri previsti, privilegiando la costituzione di Istituti comprensivi soprattutto in città medio-grandi – Salvaguardia, in via eccezionale, dell’autonomia di scuole, sia pure sottodimensionate, ma che costituiscono presidi di aggregazione culturale e sociale in realtà territorialmente e/o socialmente svantaggiate – Mantenimento di scuole sovradimensionate rispetto ai parametri previsti in presenza di impegno a una autoriduzione delle iscrizioni nelle prime classi, tenendo altresì conto che per gli istituti insistenti in aree ad alta densità demografica, per gli istituti comprensivi e per gli istituti di istruzione secondaria di II grado con finalità formative che richiedono beni strutturali, laboratori ed officine di alto valore tecnologico o artistico può non essere applicato il limite massimo di 900 alunni. Rimane aperto il problema dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), la cui offerta formativa comprenderà quella dei Centri Territoriali per l’Educazione degli Adulti e dei corsi serali attivati negli Istituti secondari di secondo grado della provincia (2 per Lecce). Con successivo provvedimento di Giunta si procederà alla definitiva programmazione dell’offerta formativa dei CPIA, sulla base delle proposte degli Enti locali, le quali dovranno contenere un esplicito impegno in ordine alla fornitura di una sede scolastica idonea e dei relativi arredi, nonché l’indicazione della rete territoriale presso cui l’offerta formativa sarà erogata, partendo dall’esperienza degli ultimi anni, tenendo conto del numero degli alunni frequentanti che consentono di rendere autonoma l’istituzione. Con riferimento alle Scuole secondarie di 2° grado, si è proceduto all’attribuzione di nuovi indirizzi al fine di ampliare l’offerta formativa, seguendo diversi criteri: – Coerenza con gli indirizzi preesistenti nell’ambito dello stesso ordinamento o complementarità con indirizzi di diverso ordinamento nell’ambito degli Istituti superiori – Equilibrio nella distribuzione territoriale degli indirizzi, evitando il più possibile duplicazioni e sovrapposizioni – Accoglimento della richiesta dell’opzione “scienze applicate” sia nei Licei scientifici sia negli Istituti tecnici – Rinvio di almeno un anno, nel rispetto del principio di gradualità, delle richieste di nuovi indirizzi nelle Scuole superiori che comportino per le Province consistenti investimenti per aule, attrezzature, laboratori. Al contempo si provvederà alla cancellazione di indirizzi che negli anni precedenti hanno registrato classi a 0 alunni. Per il dettaglio della situazione in provincia di Lecce, cliccare qui (Piano relativo alle scuole Primarie e Secondarie di 1° grado elaborato sulla base delle proposte dei Comuni inserite nei Piani Provinciali delle sei province pugliesi) da pagina 11. Proposte di riordino riguardanti le scuole Secondarie di 2° grado di competenza delle Province: cliccare qui (da pag. 22)

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