Strada pericolosa? Ma no, il problema è la velocità

Polemiche dopo il primo sopralluogo della S.P. Casarano – Ruffano

In questi giorni si sta valutando la situazione della strada provinciale Casarano – Ruffano. Verrà controllata la velocità tramite il telelaser e il costante pattugliamento della Polizia Provinciale. Questo è il primo provvedimento che si è deciso di adottare in seguito al sopralluogo del 20 gennaio, svolto sulla strada, in presenza di tecnici, periti, amministratori della Provincia di Lecce, e del “Comitato per la sicurezza della S.P. 71”. L’ingegnere Stefano Zampino, dirigente del servizio stradale della Provincia di Lecce, dopo una prima valutazione afferma: «Siamo qui da almeno mezz’ora e nessuna auto è ancora uscita di strada. Questo a dimostrazione che il problema principale non è la strada, ma la velocità». Oltre all’ingegnere Zampino erano presenti anche il Geometra Franco Barriera e gli assessori Gianni Stefano e Pasquale Gaetani. Furibonde le reazioni dei presenti e soprattutto dei parenti di quanti hanno perso la vita su questa strada: «Quella dell’ingegnere ci sembra una dichiarazione inopportuna e superficiale perché non tiene conto che bisogna intervenire subito sull’asfalto ormai usurato e reso scivoloso sia dalla resina dei pini circostanti la strada, sia dal muschio cresciutovi sopra. Da non sottovalutare anche la conformazione della strada, che presenta evidenti dossi ed avvallamenti che, in particolari condizioni, impediscono di mantenere in traiettoria le auto». Infine è stata esclusa la possibilità di realizzare una rotatoria al posto della curva a causa dei costi eccessivi e delle difficoltà di esproprio. Sono state valutate altre ipotesi, ovvero la realizzazione di uno spartitraffico zebrato con un leggero allargamento della strada, e l’inserimento di frecce direzionali illuminate. Queste ipotesi non sono state bene accolte da parte dei presenti, che hanno intimato un pronto ed efficace intervento, e sono pronti ad intervenire personalmente affinché questa strada non rappresenti più il pericolo di morte per nessuno. Alessandro Scorrano

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