Arpa: ‘A Casarano troppi tumori. Diffusa criticità da monitorare’

Assennato conferma l’elevato tasso di tumori a Casarano; per tale ragione, spiega, non si possono autorizzare nuove emissioni

A seguito del comunicato stampa ricevuto dal sindaco di Casarano, sull'incontro tra il primo cittadino e il direttore di Arpa Puglia, abbiamo chiesto ulteriori delucidazioni al direttore dell'Arpa, Giorgio Assennato. Egli ci ha confermato che non esiste un'emergenza sanitaria a Casarano, ma d'altra parte è anche vero che in nessun documento è mai stato affermato il contrario. La relazione di Arpa infatti fa riferimento all'elevato tasso di mortalità per tumore registrato a Casarano, dove vi è una criticità ambientale, così come nel resto della provincia di Lecce e soprattutto nel basso Salento. Un elevato tasso di mortalità per tumore che merita approfondimenti scientifici e rilevazioni ambientali. E che non permette, questo è lo snodo sostanziale, ulteriori emissioni in atmosfera. In una parola: non si possono buttare altri fumi nell'aria, oltre a quelli che già ci sono. La relazione in cui Arpa esprime parere negativo ad Heliantos 2, infatti tiene conto di tre importanti fattori: il primo, l'elevata mortalità per tumore a Casarano, dato che non permette di installare impianti produttivi che compromettano un ambiente già compromesso; il secondo: la normativa di settore con cui è in contrasto, secondo Arpa, Heliantos2; il terzo, il progetto della centrale a biomasse, la cui carenza è stata spiegata da Arpa in più di 40 punti. Dice Assennato: “Confermo, a fronte della diffusa criticità – essenzialmente legata agli elevati tassi di tumore del polmone, prevalentemente nel sesso maschile – che si riscontra nel territorio della provincia di Lecce, Casarano incluso, non si configura un’emergenza sanitaria a carico del Comune di Casarano. Ciò che abbiamo segnalato nella nostra relazione è, in effetti, una situazione meritevole di particolare attenzione dal punto di vista ambientale in un’area che mostra un profilo di salute vulnerabile ad ulteriori pressioni. Si tratta di un fenomeno che è stato osservato almeno a partire dagli anni ’70, che merita certamente ulteriori accertamenti ma non costituisce un allarme dal punto di vista sanitario. E’ per questo motivo che ci siamo impegnati a garantire, oltre alle nostre ordinarie attività di monitoraggio, controlli aggiuntivi della qualità dell’aria”. Articolo correlato: Qualità dell’aria. De Masi: ‘Situazione non preoccupante’

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