Ampliamento carceri. Il risvolto della medaglia

Le osservazioni del Sappe sul progetto: “Spreco e arretratezza hanno avuto la meglio su oculatezza e tecnologia”

di Andrea Gabellone Ad accompagnare la buona notizia registrata pochi giorni fa sul tema dell'ampliamento delle carceri di Lecce e Taranto, ce n'è un'altra che non suscita tanto entusiasmo. “Per la costruzione delle due nuove sezioni detentive – assicurano dal Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) – verranno spesi circa 20 milioni di euro, a fronte dei meno di 14 se si fosse utilizzata la nuova tecnologia modulare che consente un grosso risparmio economico, energetico, di manutenzione, nonché la possibilità di avere tempi certi e brevi sulla costruzione”. La tecnologia modulare ha, effettivamente, non pochi vantaggi in termini di costi e di efficienza. La prefabbricazione dei moduli, oltre a permettere un'installazione semplice ed economica, garantirebbe maggiori confort, pulizia e sicurezza. I materiali utilizzati assicurerebbero un'alta qualità degli ambienti, senza dimenticare che la struttura avrebbe un impatto ambientale bassissimo. Nonostante l'evidenza di tanti vantaggi, si opta per il vecchio e caro cemento: una scelta che lascia perplessi, considerando anche solo la situazione economica non proprio rassicurante. Eppure, Federico Piligatti, segretario nazionale del Sappe, non sembra troppo sorpreso dalla decisione: “Si boicotta questo tipo di soluzione, che farebbe risparmiare tantissimi soldi allo Stato, per motivi che ci sfuggono, o forse no, visti gli scandali che vengono alla luce proprio nell'ambito degli appalti pubblici, come quello delle carceri d'oro”. Insomma, ancora una volta, spreco e arretratezza sembra abbiano avuto la meglio su oculatezza e tecnologia. Ci sarà qualcuno in grado di spiegare ai cittadini il perché? 19 gennaio 2011 Carcere di Lecce: 200 posti in più Via libera all’ampliamento del carcere di Borgo S. Nicola di Lecce. All’interno dell’Istituto penitenziario leccese verrà realizzato un padiglione che potrà ospitare a regime altre duecento persone e quattro cortili da passeggio. Il provvedimento è legato allo schema d’intesa tra il Commissario delegato all’emergenza carcere e il presidente della Regione Puglia e rientra nel Piano Carceri approvato lo scorso 24 giugno dal Comitato di indirizzo e controllo, composto dal ministero di Grazia e Giustizia, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio. Il Comune di Lecce, dal canto suo, ha espresso parere favorevole sulla localizzazione dell’area da destinare alla realizzazione del nuovo padiglione destinato ai detenuti. “Faremo tutto il possibile e in tempi rapidissimi – assicura il sindaco di Lecce Paolo Perrone – per dare una risposta concreta ai tanti detenuti ospitati al carcere di Lecce che vivono in gravi condizioni di disagio. L’attuale situazione, infatti, è ai limiti del collasso. Il nostro obiettivo, dunque, è quello di alleviare le sofferenze di quanti sono costretti a vivere in condizioni disumane all’interno della struttura penitenziaria”. Al carcere di Borgo S. Nicola le celle sono piccole: c’è uno spazio calpestabile per ogni persona di appena 1,5 metri quadrati. Il che significa girare per la cella solo quando gli altri due compagni sono stesi nel letto. Ma la criticità non finiscono qui: i detenuti dormono in letti a castello, in cella c'è una sola finestra ed un bagno cieco senza acqua calda, il riscaldamento funziona d'inverno 1 ora al giorno, le grate sono chiuse per 18 ore al giorno. “La limitazione della libertà – afferma il sindaco Perrone – deve avere come obiettivo la riabilitazione dell'uomo e il suo reinserimento in società”. Il problema prioritario resta quello del sovraffollamento. Tuttora la struttura ospita circa 1500 detenuti, a fronte di una capienza ottimale che si aggira sulle 600 unità e tollerabile sulle 800. Mancano anche gli agenti di polizia: sono circa 800, 150 in meno di quelli previsti. Con tutto ciò che ne consegue in termini di sicurezza. Articoli correlati Le condizioni del carcere di Lecce (30 settembre 2010) Carcere di Lecce, la protesta della Camera Penale (9 settembre 2010)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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