Galatea2. Tutti rinviati a giudizio

Con Flavio Fasano, rinviati a giudizio tutti gli altri imputati. Confermati tutti i capi d'imputazione. Prima udienza il 4 aprile

Sono stati tutti rinviati a giudizio, al termine dell’udienza preliminare dinanzi al gup Vincenzo Brancato, gli imputati della cosiddetta inchiesta “Galatea 2”. Si tratta dell’ex assessore provinciale ai Lavori pubblici Flavio Fasano, dell’ex amministratore della Lupiae servizi Gino Siciliano, dell’imprenditore Giovanni Lagioia, ex presidente della sezione Comunicazione di Confindustria, Michele Patano, 49enne, di Triggiano (Bari), direttore tecnico del Cotup e Michela Corsi, 43enne di Roma, funzionaria in servizio presso l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Confermati tutti i capi d'imputazione. L’inchiesta è quella scaturita dall'attività investigativa convenzionalmente denominata “Galatea” e condotta dai carabinieri del Reparto perativo speciale coordinati dalla pm Elsa Valeria Mignone. Al centro delle indagini l'omicidio di Salvatore Padovano, alias “Nino bomba”, storico capo dell'omonimo clan, avvenuto a Gallipoli il 6 settembre 2008. Sarebbero state proprio le intercettazioni telefoniche tra Rosario Padovano, presunto mandante dell'omicidio del fratello e il suo avvocato Flavio Fasano, a sviluppare un nuovo stralcio d'indagine dedicato agli illeciti commessi da pubblici amministratori, pubblici dirigenti ed imprenditori, nella gestione di appalti pubblici e nelle procedure di nomina di pubblici dirigenti. Il presente filone d'inchiesta sui reati contro la pubblica amministrazione ed altro, condotto a partire dal mese di novembre 2008, avrebbe consentito di far emergere le specifiche responsabilità degli indagati in episodi di corruzione ed altro, con riferimento a tre distinte vicende: la gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell'Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009; l'assunzione illegittima di un coindagato nel procedimento, in qualità di dirigente del Comune di Parabita. Tra gli indagati Flavio Fasano, avvocato gallipolino, ex sindaco della “città bella” ed ex assessore provinciale ai lavori pubblici (esponente del Pd), e Gino Siciliano, imprenditore di Salve ed ex presidente della società partecipata Lupiae servizi del Comune di Lecce. Sei gli imputati che, invece, hanno già scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Si tratta, in particolare, di Stefano Zampino, dirigente del servizio strade della Provincia di Lecce, dell’imprenditore Alfredo Barone ed il consigliere comunale Mirko Vitali. Anche l’ex sindaco di Parabita, Adriano Merico, il suo collaboratore Stefano Prete e Giuseppe Leopizzi, segretario comunale del Comune di Acquarica del Capo, hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, condizionato, però, all’ascolto del sindaco di Acquarica del Capo. Per loro il processo è stato fissato in due date, il 22 febbraio e l’8 marzo. Per gli altri tre imputati il processo si aprirà il prossimo 4 aprile dinanzi ai giudici della seconda sezione penale. A breve maggiori informazioni 19 gennaio 2010 – Galatea2. Si torna in aula Torna in aula il processo nato dall’inchiesta denominata “Galatea 2”, che vede imputati Flavio Fasano, ex assessore provinciale e già sindaco di Gallipoli, ed altre dieci persone tra pubblici amministratori ed imprenditori locali. Sei gli imputati che hanno già scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Si tratta, in particolare, di Stefano Zampino, dirigente del servizio strade della Provincia di Lecce, dell’imprenditore Alfredo Barone ed il consigliere comunale Mirko Vitali. Anche l’ex sindaco di Parabita, Adriano Merico, il suo collaboratore Stefano Prete e Giuseppe Leopizzi, segretario comunale del Comune di Acquarica del Capo, hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, condizionato, però, all’ascolto del sindaco di Acquarica del Capo. Per loro il processo è stato fissato in due date, il 22 febbraio e l’8 marzo. Oggi, invece, il gup deciderà sull’eventuale rinvio a giudizio dell’ex assessore ai Lavori pubblici Flavio Fasano, dell’ex amministratore della Lupiae servizi Gino Siciliano e dell’imprenditore Giovanni Lagioia. Tre gli episodi di presunti illeciti evidenziati nel procedimento a carico degli imputati: la gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell'Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009; l'assunzione illegittima, come detto, di un dirigente del Comune di Parabita. 3 dicembre 2010 Galatea2: le intercettazioni sono valide Nuova udienza preliminare dell’inchiesta denominata “Galatea 2”, che vede imputati Flavio Fasano, ex assessore provinciale e già sindaco di Gallipoli, ed altre dieci persone tra pubblici amministratori ed imprenditori locali. Il gup Vincenzo brancato ha rigettato le eccezioni sollevate dai legali di Fasano, gli avvocati Luigi e Roberto Rella, sulla presunta inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche prodotte dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone. Secondo il collegio difensivo, infatti, le intercettazioni sarebbero scaturite nell'ambito di un procedimento diverso (l'omicidio Padovano) da quello attuale e pertanto non sarebbe utilizzabili. Ipotesi bocciata dal gup, che ha rilevato la “intima connessione probatoria” tra i due procedimenti. Sull’ipotesi che alcuni decreti di autorizzazione alle intercettazioni sarebbero poi stati depositati dopo la scadenza dei termini delle indagini preliminari, senza che vi fosse mai stata concessa una proroga, il giudice ha stabilito che la scadenza dei termini era da intendersi a un anno e non sei mesi, poiché il procedimento è nato come competenza della Direzione distrettuale antimafia. Rigettata anche la tesi della difesa secondo cui l'avvocato Fasano sarebbe stato intercettato nell'ambito della sua professione di legale (ipotesi non consentita dalla legge). L’ex assessore sarebbe stato contattato, infatti, come “consigliere” e non come legale. Circostanza avvalorata dal fatto che non era stato mai conferito allo stesso Fasano alcun mandato. Nel corso dell’udienza sono state anche esaminate le richieste di riti alternativi. Sei gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Si tratta, in particolare, di Stefano Zampino, dirigente del servizio strade della Provincia di Lecce, l’imprenditore Alfredo Barone ed il consigliere comunale Mirko Vitali. Riguardo alla posizione di Vitali, e la sua assunzione come dirigente presso il Comune di Parabita, l’avvocato Elvia Belmonte ha prodotto una corposa documentazione che dimostrerebbe l’assoluta correttezza, da un punto amministrativo, dell’iter seguito per l’assunzione del suo assistito. Tesi dimostrata anche dal curriculum di Vitali, allegato agli atti d’inchiesta, da cui emergerebbe l’alto profilo professionale dell’imputato. Anche l’ex sindaco di Parabita, Adriano Merico, il suo collaboratore Stefano Prete e Giuseppe Leopizzi, segretario comunale del Comune di Acquarica del Capo, hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, condizionato, però, all’ascolto del sindaco di Acquarica del Capo. Per loro il processo è stato fissato in due date, il 22 febbraio e l’8 marzo. Bisognerà attendere il 19 gennaio, invece, per conoscere le sorti degli altri imputati. In quella data il gup deciderà sull’eventuale rinvio a giudizio dell’ex assessore ai Lavori pubblici Flavio Fasano, dell’ex amministratore della Lupiae servizi Gino Siciliano e dell’imprenditore Giovanni Lagioia. Tre gli episodi di presunti illeciti evidenziati nel procedimento a carico degli imputati: la gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell'Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009; l'assunzione illegittima, come detto, di un dirigente del Comune di Parabita. 2 dicembre 2010 – Galatea2. Fasano: riprende oggi l'udienza preliminare Riprende oggi l’udienza preliminare relativa al procedimento nato dall’operazione “Galatea 2”, in cui sono imputati l’ex assessore provinciale Flavio Fasano e altre dieci persone. Nel corso dell’udienza il gup, Vincenzo Brancato, deciderà in merito ad alcune eccezioni presentate dai legali di Fasano, gli avvocati Luigi e Roberto Rella, e raccolte in una memoria difensiva cui si sono associati anche gli anche gli altri avvocati degli imputati, sulla presunta inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. Secondo il collegio difensivo, infatti, le intercettazioni sarebbero scaturite nell’ambito di un procedimento diverso (l’omicidio Padovano) da quello attuale e pertanto non sarebbe utilizzabili. Alcuni decreti di autorizzazione alle intercettazioni sarebbero poi stati depositati dopo la scadenza dei termini delle indagini preliminari, senza che vi fosse mai stata concessa una proroga. Inoltre, secondo la difesa, l’avvocato Fasano sarebbe stato intercettato nell’ambito della sua professione di legale, ipotesi non consentita dalla legge. Di parere opposto l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, secondo cui non vi sarebbe stata alcuna irregolarità nelle intercettazioni. In particolare, al momento delle intercettazioni, Fasano non avrebbe ricevuto alcun mandato e pertanto sarebbe stato intercettato in qualità di indagato e non di difensore. La durata delle indagini preliminari, trattandosi di procedimento di competenza della Dda, sarebbe stata di un anno e non di sei mesi come nell’ordinario. L’inchiesta, infine, avrebbe avuto origine da quella sull’omicidio Padovano, ma si sarebbe poi sviluppata per conto proprio. Il gup, oltre ad esprimersi sulle eccezioni sollevate dalla difesa, valuterà le eventuali richieste di rito abbreviato o patteggiamento proposte dai legali degli impuatati. Poi inizieranno le discussioni della difesa sulle richieste di rinvio a giudizio. 23 novembre 2010 – Galatea2. La difesa di Fasano chiede l'esclusione delle intercettazioni E’ stata rinviata al prossimo 3 dicembre l’udienza preliminare relativa al procedimento nato dall’operazione “Galatea 2”, in cui sono imputati l’ex assessore Flavio Fasano ed altre dieci persone. Il gup Vincenzo Brancato ha disposto il rinvio per decidere in merito ad alcune eccezioni presentate dai legali di Fasano, gli avvocati Luigi e Roberto Rella, e raccolte in una memoria difensiva cui si sono associati anche gli anche gli altri avvocati degli imputati, sulla presunta inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. Secondo il collegio difensivo, infatti, le intercettazioni sarebbero scaturite nell’ambito di un procedimento diverso (l’omicidio Padovano) da quello attuale e pertanto non sarebbe utilizzabili. Alcuni decreti di autorizzazione alle intercettazioni sarebbero poi stati depositati dopo la scadenza dei termini delle indagini preliminari, senza che vi fosse mai stata concessa una proroga. Inoltre, secondo la difesa, l’avvocato Fasano sarebbe stato intercettato nell’ambito della sua professione di legale, ipotesi non consentita dalla legge. Di parere opposto l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, secondo cui non vi sarebbe stata alcuna irregolarità nelle intercettazioni. In particolare, al momento delle intercettazioni, Fasano non avrebbe ricevuto alcun mandato e pertanto sarebbe stato intercettato in qualità di indagato e non di difensore. La durata delle indagini preliminari, trattandosi di procedimento di competenza della Dda, sarebbe stata di un anno e non di sei mesi come nell’ordinario. L’inchiesta, infine, avrebbe avuto origine da quella sull’omicidio Padovano, ma si sarebbe poi sviluppata per conto proprio. Nella prossima udienza, oltre ad esprimersi sulle eccezioni sollevate dalla difesa, il gup valuterà le eventuali richieste di rito abbreviato. Poi inizieranno le discussioni della difesa sulle richieste di rinvio a giudizio. 30 luglio 2010 – Slitta a ottobre l'udienza per il rinvio a giudizio di Flavio Fasano Era attesa per oggi la decisione sul rinvio a giudizio per Flavio Fasano e per gli altri indagati nell'ambito dell'inchiesta “Galatea2”. A causa di un difetto di notifica, il gup Vincenzo Brancato non si è pronunciato e l'udienza è stata rinviata al 22 ottobre. L'ex sindaco di Gallipoli è indagato perchè ritenuto responsabile, a vario titolo, di concorso in turbata libertà degli incanti e violazione del segreto d’ufficio, continuati, falso, per induzione in errore, determinato dall’altrui inganno, aggravato e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. 21 luglio 2010 – Fasano: “Provato. Ed estraneo ai fatti” Il Gup presso il Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, ha revocato la misura degli arresti domiciliari a Flavio Fasano, ritenendo che non vi fosse più pericolo di reiterazione. Ma l'avvocato dell'ex assessore ai Lavori Pubblici e già sindaco di Gallipoli, Luigi Rella del Foro di Lecce, ha tenuto a precisare che negli atti dell’indagine non c’è alcun passaggio in cui si dice che “Fasano abbia avuto un qualsiasi vantaggio dai rapporti con gli altri indagati” e “non c’è stato nessun vantaggio e nessuna promessa di vantaggio, per cui siamo fiduciosi che l’intera vicenda conclamerà l’insussistenza delle accuse così come mosse”. Flavio Fasano, dopo due mesi di detenzione domiciliare, “è duramente provato, ma resta fiducioso nella Giustizia ed è certo che il processo, restituendo la verità dei fatti, riuscirà a dimostrare che il suo operato, in qualità di assessore alla Provincia di Lecce, è stato sempre improntato al perseguimento degli interessi della collettività, come, del resto, testimonia la sua lunga storia di politico e amministratore pubblico”, conclude l'avvocato. 19 luglio 2010 – Galatea2: dopo Fasano, libero anche Gino Siciliano Era a i domiciliari dal 17 maggio scorso, Flavio Fasano , indagato perchè ritenuto responsabile, a vario titolo, di concorso in turbata libertà degli incanti e violazione del segreto d’ufficio, continuati, falso, per induzione in errore, determinato dall’altrui inganno, aggravato e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, nell'ambito dell'inchiesta “Galatea 2”. Martedì scorso, il Pm Elsa Valeria Mignone aveva dato parere favorevole alla scarcerazione. E oggi, anche il gup Vincenzo Brancato, del Tribunale di Lecce, ha firmato l'ordinanza che rimette in libertà il politico salentino. Revoca dei domiciliari anche per Gino Siciliano, ex presidente della Lupiae Servizi, per l’ingegnere Stefano Zampino, dirigente del servizio strade della Provincia e per l'imprenditore Giovanni la Gioia, socio di Siciliano nella socità Five coinvolta nell’appalto inerente la cartellonistica stradale. 1 luglio 2010 – Flavio Fasano resta ai domiciliari Il gup del tribunale di Lecce Vincenzo Brancato ha rigettato l’istanza di revoca della misura cautelare presentata dai legali di Flavio Fasano, gli avvocati Luigi e Francesco Rella. Istanza rigettata anche nei confronti di Zampino e Siciliano (avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto), due degli altri indagati coinvolti nell’inchiesta Galatea2. Per l’imprenditore Giovanni Lagioia rimane confermata la misura dell’obbligo di dimora in quanto non ha presentato alcuna istanza di revoca. 25 giugno 2010 Fasano: la Procura dice sì alla revoca delle misure La Procura di Lecce ha espresso parere favorevole in merito all’istanza di revoca delle misure cautelari presentata dai legali dell’ex assessore provinciale Flavio Fasano, gli avvocati Luigi e Roberto Rella; dell’imprenditore Gino Siciliano e del dirigente provinciale del servizio Strade, Stefano Zampino, gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto. Fasano, Siciliano e Zampino sono tra gli undici indagati della cosiddetta inchiesta “Galatea 2”, con le ipotesi di reato di turbativa d'asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. Al centro dell’inchiesta le presunte irregolarità nella gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008. Secondo l’accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Antonio De Donno (in sostituzione della collega Elsa Valeria Mignone, titolare del fascicolo e attualmente in ferie) sarebbero cessate le esigenze cautelari in quanto concluse le indagini preliminari e già espletati gli interrogatori degli indagati. Un parere quello della Procura che, seppur non vincolante, potrebbe influire in maniera determinate sulle scelte del gup Vincenzo Brancato, la cui decisione in merito alle richieste della difesa è attesa per la prossima settimana. Sempre nei prossimi giorni il giudice fisserà anche la data dell’udienza preliminare. 25 giugno 2005 Fasano. Terza richiesta di revoca dei domiciliari Nuova richiesta di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari per Flavio Fasano. A 24 ore dall’assegnazione dell’udienza preliminare al gup Vincenzo Brancato, i legali dell’ex assessore provinciale Luigi e Roberto Rella, hanno depositato l’istanza contenente la richiesta che il loro assistito possa muoversi da casa dove è chiuso dallo scorso 17 maggio. Per Fasano si tratta della terza richiesta di revoca della misura dei domiciliari emessa del gip Andrea Lisi nell’ambito dell’inchiesta in cui risponde di turbativa d’asta, rivelazione del segreto d’ufficio, falso e corruzione. Lo scorso 3 giugno lo stesso Lisi aveva rigettato l’istanza ritenendo che, una volta fuori di casa, il politico avrebbe potuto reiterare i reati assumendo la stessa condotta scorretta che gli viene attribuita nell’inchiesta. Ed anche il Riesame aveva bocciato la richiesta. Ora tocca a Brancato esprimersi in merito alla terza istanza. Per farlo si avvarrà del parere della pm Elsa Valeria Mignone che ha condotto le indagini e che già in passato si era detta contraria alla liberazione di Fasano. 22 giugno 2010 Galatea 2. Il gup è Brancato Il Tribunale di Lecce ha assegnato al gup Vincenzo Brancato il fascicolo relativo all'inchiesta “Galatea 2“, che vede imputato Flavio Fasano ed altre dieci persone tra pubblici amministratori ed imprenditori locali. Nei prossimi giorni il gup fisserà la data della prima udienza. 18 giugno 2010 Galatea2. La pm: Tutti a processo “Tutti a processo”. Il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone ha depositato l’altro giorno l’istanza contenente la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e undici gli indagati nell’inchiesta “Galatea2” sugli appalti in Provincia relativi alla cartellonistica stradale e all’istituto nautico di Gallipoli. Le accuse sono quelle formalizzate nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Al momento due degli undici indagati si trovano ai domiciliari (dallo scorso 17 maggio): si tratta di Flavio Fasano, ex assessore provinciale e già sindaco di Gallipoli, e di Gino Siciliano, ex manager della Lupiae servizi; altri due sono in regime di obbligo di dimora: Giovanni Lagioia, imprenditore leccese, e Stefano Zampino, dirigente provinciale del servizio Strade. 17 giugno 2010 Galatea2. I Ros ritornano al Comune di Parabita Nuovo sequestro questa mattina da parte dei carabinieri del Ros presso il Comune di Parabita. Gli uomini dell’arma, sotto disposizione del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, hanno acquisito documentazione relativa al contratto ed al concorso vinto presso il Municipio parabitano dal funzionario Mirko Vitali. ll filone emerge dall’inchiesta Galatea 2 sull’ex assessore provinciale, Flavio Fasano. Il sequestro è avvenuto in seguito ad un esposto presentato in Procura nel quale si fa cenno alla possibile trasformazione per Vitali del contratto part time in contratto a tempo indeterminato. Per il momento non ci sono indagati ma i carabinieri del Ros stanno verificando se nella vicenda possano esserci connivenze con i sindacati. Vitali è stato assunto con una convenzione tra il Comune di Parabita e quello di Acquarica del Capo. Con la convenzione si sarebbe consentita l’assunzione a tempo indeterminato con le graduatorie delle selezioni pubbliche approvate dal Comune di Acquarica. 10 giugno 2010 Fasano resta agli arresti: “Disinvolto e spavaldo” Sono state depositate ieri le motivazioni con cui il Tribunale del Riesame di Lecce ha rigettato l’istanza di revoca della misura cautelare nei confronti di Flavio Fasano, l’ex assessore alla provincia accusato, in concorso con altre 10 persone tra imprenditori e amministratori pubblici, dei reati di turbativa d'asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. Cinquantasette pagine in cui i giudici del Riesame (presidente Pietro Baffa, a latere Cinzia Vergine e Silvia Minerva) hanno analizzato gli elementi di prova a carico dell’esponente politico gallipolino, ritenendo adeguato e giustificato, vista la loro gravità e la loro complessità, il provvedimento con cui il gip Andrea Lisi ha disposto gli arresti domiciliari per Fasano. I gravi indizi raccolti a carico dell’ex assessore di Gallipoli, dai documenti sequestrati ai verbali di interrogatorio, dalle informative di reato alle intercettazioni telefoniche e ambientali, permetterebbero di trovare riscontro a ciascuno dei reati contestati dall’accusa e ritenuti validi dal gip. Per quanto riguarda l’utilizzabilità delle intercettazioni (autorizzate inizialmente nell’ambito del procedimento legato all’omicidio Padovano), i giudici ritengono che l’eccezione sollevata dalla difesa risulti in parte non corrispondente alla realtà e in parte giuridicamente infondata. Inoltre tali intercettazioni, “dai cui contenuti si desume la gran parte dei gravi di indizi di colpevolezza posti alla base della misura cautelare”, sarebbero state correttamente autorizzate e utilizzate dal gip. In particolare, si legge nelle pagine dell’ordinanza, la condotta di Fasano avrebbe procurato un danno evidente alla pubblica amministrazione in riferimento alla gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008. Una condotta che avrebbe avuto effetti rilevanti anche su altri indagati. Fasano, infatti, non solo avrebbe condizionato l’operato di un funzionario pubblico come Stefano Zampino ma avrebbe anche corrotto un alto funzionario dell’Autorità di vigilanza come Michela Corsi e accettato la corruzione dell’imprenditore Gino Siciliano. Ulteriore riprova della condotta illecita dell’ex assessore sarebbe anche la divulgazione di dati e notizie che dovevano rimanere segreti. Una condotta che, sempre secondo i giudici del Riesame, sarebbe strettamente legata alla personalità di Fasano, capace, “operando sempre in modo disinvolto e spavaldo su più fronti, di strumentalizzare le sue pubbliche funzioni subordinandole agli interessi propri e delle persone da lui favorite”. Fasano dunque, per il Tribunale della libertà, deve restare ai domiciliari vista la concreta possibilità di reiterazione del reato. “La circostanza che egli non rivesta più alcuna carica politica – si legge nelle pagine conclusive dell’ordinanza – non assume alcuna significativa valenza idonea a scalfire ed attenuare quel convincimento e quell’elevato pericolo di recidiva”. 9 giugno 2010 Fasano, il Riesame conferma i domiciliari Il Tribunale del Riesame di Lecce ha deciso: Flavio Fasano rimane agli arresti domiciliari. I giudici hanno rigettato, come già aveva fatto lo scorso 3 giugno il gip Andrea Lisi, l'istanza di revoca della misura cautelare presentata dai suoi legali, gli avvocati Luigi e Roberto Rella. Secondo quanto si è appreso a motivare il rigetto ci sarebbe, per i giudici del Riesame (presidente Pietro Baffa), la pericolosità insita nella figura politica di Flavio Fasano. L’ex assessore alla provincia ed ex sindaco di Gallipoli rappresenterebbe, infatti, al di là degli incarichi istituzionali che lo stesso non ricopre più, una figura capace di manipolare avversari e amministratori pubblici. La sua pericolosità sarebbe insita proprio nella personalità politica dell’uomo. Un aspetto questo già evidenziato sia dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale nell’informativa di reato a carico di Fasano, sia nella richiesta di misura cautelare a firma del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Elsa Valeria Mignone. Le numerose intercettazioni telefoniche e ambientali a carico dell’esponente politico fornirebbero un quadro esauriente della personalità dell’ex assessore e della deferenza e del rispetto palesato dai suoi interlocutori. Elementi che porterebbero a configurare in concreto l’ipotesi di reiterazione del reato. Fasano è agli arresti domiciliari (con l'imprenditore salentino Gino Siciliano), amministratore della Five Srl (in passato anche della Lupiae servizi, a Lecce), dallo scorso 17 maggio. L’ex sindaco di Gallipoli è indagato, in concorso con altre 10 persone tra imprenditori e amministratori pubblici, per i reati di turbativa d'asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. Tre gli episodi di presunti illeciti evidenziati nella richiesta di arresto: la gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell'Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009; l'assunzione illegittima di un altro indagato nel procedimento, in qualità di dirigente del Comune di Parabita. 8 giugno 2010 ore 12.30 Si è conclusa da pochi minuti l'udienza presso il Tribunale del Riesame chiamato a decidere in merito alla richiesta di revoca degli arresti domiciliari per Flavio Fasano, ex assessore provinciale e già sindaco di Gallipoli. Gli avvocati del politico, Luigi e Roberto Rella, hanno depositato una memoria difensiva di circa 30 pagine. Nel corso dell'udienza, durata circa un'ora e mezza, sono stati affrontati tutti i punti salienti della richiesta di misure cautelari. La pm titolare dell'inchiesta, Elsa Valeria Mignone, assente perchè impegnata a Roma, è stata sostituita dal procuratore aggiunto Antonio De Donno. Secondo la difesa, le intercettazioni non fornirebbero riscontri utili alla misura cautelare per cui ne sarebbero comunque cessate le esigenze. La sentenza del Riesame sarà depositata nelle prossime ore. Fasano, la parola al Riesame Si terrà in mattinata, dinanzi ai giudici del Tribunale del Riesame, l'udienza per la richiesta di scarcerazione dell'ex assessore provinciale Flavio Fasano. Nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Andrea Lisi, ha rigettato l’istanza di revoca delle misura cautelari. Fasano è agli arresti domiciliari (con l’imprenditore salentino Gino Siciliano) dallo scorso 17 maggio con l'accusa di turbativa d’asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. 4 giugno 2010 Il gip: Fasano resta ai domiciliari Resta agli arresti domiciliari Flavio Fasano, avvocato ed esponente politico del Pd, già sindaco di Gallipoli ed ex assessore provinciale, indagato, in concorso con alcuni imprenditori e amministratori pubblici, per i reati di . Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Andrea Lisi, ieri ha rigettato l’istanza di revoca delle misura cautelari presentata nei giorni scorsi dai suoi legali, gli avvocati Luigi e Roberto Rella. Secondo il gip ed il sostituto procuratore titolare delle indagini, Elsa Valeria Mignone, che aveva già espresso parere negativo alla revoca dei domiciliari, vi è il rischio concreto di reiterazione del reato. In particolare, si legge nelle motivazioni del rigetto, “la pericolosità di Fasano è insita, al di là degli incarichi istituzionali, nella personalità politica di un uomo in grado di manipolare anche gli avversari”. Erano stati già i carabinieri del Ros, nell’informativa di reato a carico dell’esponente politico, a tratteggiare la personalità di Fasano in tal senso, rilevando come un noto esponente della Sacra corona unita, Rosario Padovano, fosse solito rivolgersi all’avvocato con “una terminologia carica di deferenza e di rispetto”. Fasano è agli arresti domiciliari (con l’imprenditore salentino Gino Siciliano) dallo scorso 17 maggio. Tre gli episodi di presunti illeciti evidenziati nella richiesta di arresto: la gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell’Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009; l’assunzione illegittima di un altro indagato nel procedimento, in qualità di dirigente del Comune di Parabita. Ora sarà il Tribunale del Riesame ad esprimersi, nell’udienza del prossimo 8 maggio, sulla seconda istanza di scarcerazione avanzata dai legali dell’ex assessore. 3 giugno 2010 Il gip: Fasano resta ai domiciliari Il gip Andrea Lisi ha rigettato l'istanza di revoca della misura cautelare di arresti domiciliari presentata dai legali di Flavio Fasano. La parola passa dunque al Riesame che nell'udienza del prossimo 8 giugno deciderà sella seconda istanza presentata dai legali dell'ex assessore provinciale. 31 maggio 2010 Fasano: chiesta la revoca dei domiciliari E’ stata depositata dai suoi legali, gli avvocati Luigi e Roberto Rella, la richiesta di revoca delle misure cautelari per Flavio Fasano. L’ex sindaco di Gallipoli ed ex assessore provinciale ai lavori pubblici (esponente del Pd), si trova agli arresti domiciliari dallo scorso 17 maggio. Fasano è indagato, in concorso con altre 10 persone tra imprenditori e amministratori pubblici, per i reati di turbativa d'asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. Tre in particolare gli episodi contestati ed emersi nell’ambito dell’operazione Galatea: la gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell'Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009; l'assunzione illegittima di un altro indagato nel procedimento, in qualità di dirigente del Comune di Parabita. Venerdì l’istanza di revoca è stata depositata presso il Tribunale del Riesame, che dovrà decidere entro 10 giorni dal deposito della richiesta. In mattinata invece l’istanza è stata depositata presso la cancelleria del gip Andrea Lisi, titolare del procedimento e già firmatario dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare. L’interrogatorio di garanzia di Fasano si è svolto lo scorso 19 maggio. 25 maggio 2010 Fasano: spuntano nuovi filoni d'indagine Emergono nuovi episodi di presunti illeciti e “malaffare” nelle centinaia di pagine dell’informativa dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Lecce, relativa all’indagine “Galatea”. Le indagini sottolineano innanzitutto “l’esistenza di stabili contatti (assolutamente non riconducibili a rapporti di natura professionale) fra Rosario Pompeo Padovano (fratello della vittima e presunto mandante dell’omicidio di Salvatore) e l’avvocato Flavio Fasano, all’epoca assessore in carica alla Provincia di Lecce”. Non vi sarebbero dunque solo la gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell’Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009; l’assunzione illegittima di un altro indagato nel procedimento, in qualità di dirigente del Comune di Parabita. Episodi confluiti nella corposa ordinanza della procura di Lecce e che ha portato anche all’emissione dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per altre nove persone oltre a Fasano e Siciliano. Al centro dell’informativa anche altri “casi” finiti sotto la lente del sostituto procuratore della Dda, Elsa Valeria Mignone. Accanto al progetto per la realizzazione di un nuovo istituto nautico, scrivono gli uomini del Ros, Fasano e Barone (imprenditore locale) “sempre in illecito accordo con una terza persona si interessano affinché venisse bandita un’ulteriore gara d’appalto per la realizzazione di un campus universitario nella zona ad est di Lecce”. E’ lo stesso imprenditore a informare l’assessore “dell’accordo raggiunto per l’acquisto di un terreno dell’estensione di circa 7 ettari”. Nel febbraio del 2009 le microspie dei carabinieri intercettano una conversazione tra Fasano e un imprenditore di Parabita, il quale propone “la pubblicazione di una gara riguardante la fornitura di appalti per il controllo elettronico della velocità sulle strade provinciali”. E’ lo stesso imprenditore, si legge nelle carte dell’accusa, a “rappresentare la possibilità di pagare una tangente nel caso il progetto fosse andato a buon fine: “..dovrebbe essere un progetto che sia tutto con un milione di euro, come costo. Praticamente questo milione di euro, come costo, se riusciranno ad ottenerlo, dovrebbe avere un budget a disposizione..”. Non solo appalti e bandi di gara compaiono però nell’informativa, ma anche le nomine “pilotate” a posti di dirigente della Provincia di Lecce. Sarebbe lo stesso Fasano ad interessarsi per “reperire i fondi per l’assunzione di due dirigenti, uno dei quali riservato ad una persona a lui vicina”. Le indagini riguarderebbero anche il concorso per la nomina del dirigente comandante della polizia provinciale di Lecce. La sensazione, insomma, è che il “caso Fasano” possa portare a nuovi sviluppi investigativi. 24 maggio 2010 Fasano-Siciliano. Settimana decisiva Quella che si apre oggi sarà una settimana decisiva per l’inchiesta “Galatea2”, condotta dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Gallipoli coordinati dalla pm Elsa Valeria Mignone. Lo sarà quantomeno per Flavio Fasano, ex sindaco di Gallipoli, e Gino Siciliano, ex amministratore della Lupiae servizi, i due indagati colpiti nei giorni scorsi dalla misura cautelare degli arresti domiciliari. Per quanto riguarda Fasano, gli avvocati Luigi e Roberto Rella valuteranno nelle prossime ore se chiedere la revoca del provvedimento al giudice per le indagini preliminari Andrea Lisi o se presentare istanza al tribunale del Riesame. Le esigenze cautelari – chiederanno – sono ancora attuali visto che i fatti di cui risponde Fasano risalgono a quando lui era assessore provinciale ai Lavori pubblici, incarico che non ricopre dal maggio dell’anno scorso? Esiste effettivamente il pericolo di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato o di fuga? Quanto a Siciliano, gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto dovrebbero escludere il ricorso al Riesame ed orientarsi piuttosto sulla presentazione di istanza di revoca della misura. 21 maggio 2010 Galatea2. Lagioia si è avvalso della facoltà di non rispondere E' durato pochi minuti l'interrogatorio davanti al gip Andrea Lisi dell'imprenditore Giovanni Lagioia. A suo carico le ipotesi di reato di turbativa d’asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione nell'ambito dell'inchiesta “Galatea2“. Difeso dall'avvocato Angelo Pallara, Lagioia si è infatti avvalso della facoltà di non rispondere. ore 8:00 Galatea2. Oggi Lagioia davanti al gip Sarà interrogato oggi l'imprenditore Giovanni Lagioia, destinatario della misura cautelare dell’obbligo di dimora nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti nella gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008. Per Lagioia come per Stefano Zampino, interrogato ieri, le ipotesi di reato sono turbativa d’asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. 20 maggio 2010 ore 14:00 Galatea2. Zampino ha respinto ogni accusa Si è concluso da pochi minuti l’interrogatorio a Stefano Rampino nell’ambito dell’inchiesta “Galatea2” su corruzione ed appalti nata quale costola dell’inchiesta principale sull’omicidio di Salvatore Padovano. Il dirigente della Provincia di Lecce, colpito dalla misura cautelare dell'obbligo di dimora per presunti illeciti nella gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari sulle strade provinciali, nelle quasi cinque ore in cui si è trovato dinanzi al gip Andrea Lisi ha risposto a tutte le domande argomentando in maniera dettagliata il proprio operato. In particolare Zampino ha spiegato come la stesura del bando provinciale fosse l’obiettivo principale dl breve assessorato di Flavio Fasano, un bando complicato ed unico nel suo genere del quale Zampino si sarebbe occupato unicamente in qualità di tecnico per via della competenza a lui riconosciuta in numerosi anni di lavoro per Palazzo dei Celestini. Il dirigente ha dichiarato di non aver mai avuto contatti con gli altri indagati nell’inchiesta ma solo ed esclusivamente con Fasano di cui ha sempre avuto, ed ha tuttora, la massima stima; ha detto inoltre di non essere a conoscenza di contatti tra l’ex assessore ed altre persone relativamente al bando. I suoi legali, Pasquale e Giuseppe Corleto, respingono pertanto ogni accusa mossa al loro assistito che sarebbe totalmente estraneo alla vicenda. ore 8:00 Appalti e corruzione. Oggi l'interrogatorio a Zampino Sarà interrogato oggi Stefano Zampino, il dirigente e responsabile del Servizio strade della Provincia di Lecce destinatario, con l’imprenditore Giovanni Lagioia, della misura cautelare dell’obbligo di dimora nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti nella gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008. Per loro le ipotesi di reato sono turbativa d’asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. Lagioia invece, socio della società Five srl, la società del consorzio Cotup-Five aggiudicataria provvisoria dell’appalto al centro dell’inchiesta, sarà interrogato domani. Lagioia si è dimesso nei giorni scorsi dall’incarico di presidente della sezione Comunicazione di Confindustria Lecce. 19 maggio 2010 Appalti e corruzione. Interrogati Fasano e Siciliano Si è svolto ieri mattina dinanzi al gip Andrea Lisi l’interrogatorio di garanzia dell’imprenditore Gino Siciliano accusato assieme a all’ex sindaco di Gallipoli ed ex assessore provinciale ai Lavori pubblici Flavio Fasano di turbativa d'asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. Siciliano era accompagnato dall’avvocato Pasquale Corleto. Nelle quattro ore di interrogatorio, l’imprenditore avrebbe risposto a tutte le domande, in particolare avrebbe ripercorso telefonata per telefonata tutte le intercettazioni contestate in merito alle ipotesi di reati che gli vengono mosse. Siciliano avrebbe ammesso di essere stato a conoscenza in anticipo del bando di gara per la cartellonistica sulle strade provinciali, ma questo non avrebbe inficiato la validità e la regolare esecuzione dello stesso. Nei prossimi giorni i legali dell’imprenditore presenteranno istanza di revoca della misura cautelare. Siciliano comunque ha sempre continuato a dichiararsi innocente respingendo ogni accusa. Poco prima delle 14 è iniziato l’interrogatorio a Flavio Fasano, assistito dagli avvocati Luigi e Roberto Rella. L’ex assessore è apparso visibilmente teso e provato. Nelle quasi sei ore trascorse dinanzi agli inquirenti, Fasano ha ripercorso, passo dopo passo, l’intero iter che ha portato prima la stesura del bando di gara e poi all’aggiudicazione della stessa al consorzio Cotup-Five, difendendo il proprio operato e giustificando ogni azione svolta. Un bando unico nel suo genere, secondo l'ex assessore, non solo in Italia ma anche in Europa. L'esponente politico gallipolino ha ribadito che non solo nessuno ha mai tratto vantaggio economico dalla gara sulla cartellonistica, ma che la stessa avrebbe portato solo vantaggio alla pubblica amministrazione e alla collettività. Sarebbe stata proprio la complessità di tale bande poi, a giustificare i contatti tra gli indagati. Soprattutto con Siciliano, un imprenditore capace, secondo Fasano, di svolgere al meglio tale compito. Un vero e proprio interrogatorio fiume dunque, in cui il principale indagato di questa nuova inchiesta ha cercato di ribattere colpo su colpo alle accuse. Risposte che però non sembrano convincere il pubblico ministero, la dottoressa Elsa Valeria Mignone. Secondo la pm vi sarebbero prove inconfutabili delle ipotesi di reato, soprattutto della turbativa d'asta. Nei prossimi giorni i legali di Fasano depositeranno istanza di revoca delle misure cauterali. // Galatea2. Lagioia si dimette In seguito ai fatti giudiziari che l’hanno visto coinvolto (obbligo di dimora conseguente alle ipotesi di reato di turbativa d'asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Galatea2”), Giovanni Lagioia, editore di Città magazine, presidente della sezione Comunicazione di Confindustria, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico presso l’associazione degli industriali. ore 13.00 // Ultimo aggiornamento// Le intercettazioni che hanno incastrato Fasano Un soggiorno per due a Lecce in un appartamento messo a disposizione da Giovanni Lagioia, con tanto di auto, una Smart, per gli spostamenti. E’ ciò che Flavio Fasano promette a Michela Corsi, di Roma, funzionaria dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Il tema è ancora l’assegnazione dell’appalto per la cartellonistica. Ad un certo punto infatti a Stefano Zampino che vengono i dubbi (dice: “Guarda, Flavio, io ti voglio dire che qua ci fanno un culo così”) ed allora sollecita un parere dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, dal momento che, in sede di controllo, era emerso che alcuni requisiti del consorzio Five-Cotup difettavano. Ma visto che l'Agenzia non rilascia pareri preventivi, Fasano contatta la Corsi. Telefonata intercettata il 23 marzo del 2009. Fasano: Michela, scusami. Corsi: Dimmi, dimmi tutto. Fasano: Volevo solo sapere, se mi dai un numero di fax, sei in ufficio, adesso? Corsi: No, no, non ci sono mercoledì. Me lo devi mandare di mattina. Fasano: No, e allora, io pensavo domani non ci fossi, perché se fai la videata con Giustizia Amministrativa, entrando nel Tar Puglia al numero di ricorso 465, ti trovi la pendenza. Corsi: Va bene, me li ridai mercoledì o me lo mandi per fax. Due giorni dopo, si parla della vacanza. Fasano: Bella, ti ho trovato già l’appartamento. Avrai un appartamento tutto per voi, per te e la tua amica. Va bene? Corsi: Guardia che la mia amica è carina, Flavio! Fasano: Allora, tu immagina. C’è questo mio amico, Giovanni, che ha un bed and breakfast. Mi sta mettendo a disposizione l’appartamento che sta proprio sul mio studio. Ti ricordi lo studio quando venisti a Lecce? Corsi: Che meraviglia, pensa un po’. Così, Flavio, mi emozioni. Fasano: Per muoverti avrai, il mio amico ti darà una macchinetta che è bellissima, è una Smart. Corsi: Senti, Flavio, ancora non mi è arrivata l’istanza. Dopo aver spedito il fax, Fasano la richiama. Corsi: Si, perfetto. Ho trovato tutto, ho tutto qua tra le mie mani. e lo faccio protocollare. Il 31 marzo, Michela Corsi dice a Fasano di aver rimproverato Stefano Zampino, che per la faccenda della gara sulla cartellonistica, non le ha comunicato l’esistenza di un ricorso al Tar. Corsi: Flavio, Tesoro, allora ho chiamato l’ingegner Zampino, e gli ho fatto una cazziata perché lui non mi ha dichiarato che non c’era ricorso. Fasano: Perché non l’avevamo quando ho fatto la richiesta. Corsi: Poverino, infatti. Allora lui ha detto, ha ragione. Allora dico, faccia una cosa, me la mandi lei una dichiarazione direttamente dalla Provincia, dicendo che gli è stato notificato invece un ricorso al Tar. Fasano: Brava, bravissima. Corsi: Quindi l’archiviamo. E lui mi ha detto, sì, sì, glielo faccio e così saniamo tutto e io glielo archivio. Lui mi comunica che c’è il ricorso, però questo prevede l’archiviazione. ore 9:00 Quello che emerge dalle numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali raccolte dagli uomini del Ros nel corso di mesi di indagine rappresenta, secondo gli inquirenti, un vero e proprio sistema di bandi di gara e appalti costruiti, pilotati e ad assegnati a tavolino. Prima tra questi la gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008. Il 28 novembre 2008, alle 09.03, Fasano chiama Siciliano. Fasano: Hai letto o non hai letto Siciliano: Si, si.. … Fasano: ..dimmi va bene? Siciliano: Si, si. Va bene Fasano: E’ perfetto no? Siciliano: Si, si.. Fasano: Da questo momento attivati perché il sette tutto parte Siciliano: Va bene Fasano: Io non voglio saperne niente più, eh! Siciliano: (ride) Fasano: (canta) Io non ti conosco, non so chi sei.. Il primo dicembre del 2008, si legge nell’ordinanza del gip, “Flavio Fasano riceve, all’interno del suo studio, l’ingegnere Zampino. In seguito sopraggiunge anche Siciliano. La conversazione verte sulle modalità di stesura del bando”. Fasano: allora, io qua ti sto dando un quadro economico… di rimozione di 7000 cartelli. Il 75% con un introito medio di 200 euro, un introito di 874.000 euro dalla rimozione. Alla Provincia va a trovare il 5%, appena 45.000 euro.. … Fasano: io ho detto, a Gino (Siciliano) fai il capogruppo! Mi dai il 3%, che noi siamo.. Il successivo 10 dicembre Fasano chiama Michele Patano, direttore del Cotup Fasano: vedi che ho rivisto tutto e fatto di più di quello che immaginavate, eh! Patano: va benissimo Fasano: cioè al di là di ogni aspettativa. Va bene? Patano: va benissimo ti ringrazio Fasano: però adesso tu devi fare il resto, eh?! Patano: Eh, si, si va bene adesso.. Fasano: ..non so se mi spiego, io te l’ho già detto perché.. Secondo la Procura, il bando di gara viene pubblicato a ridosso delle festività natalizie per passare inosservato ed evitare la presentazione di altre offerte. Fasano: A me interessa che ci sia poca diffusione e soprattutto grande difficolta. E’ lo stesso Fasano poi, una volta partita la gara, in una conversazione con Siciliano, a rassicurarlo delle disposizioni date a Zampino. Fasano: gli ho detto guarda Stefano stai attento nel tuo interesse a non vanificare i discorsi che abbiamo fatto finora! Lunedì serenamente trovatevi, aprite le buste, che secondo me devi aprire prima la busta che ti è arrivata per prima e seconda la busta che ti è arrivata per seconda, ma tanto state tra voi due, quindi fai che cazzo vuoi! Poi fai il verbale.. Il successivo 9 febbraio 2009, è lo stesso Zampino a rassicurare Fasano. Zampino: abbiamo deciso di escludere, eh eh, di mantenere il Cotup e di escludere l’altra.. Fasano: ah va bene. Mi mandi le due lettere? Per il progetto per la realizzazione dell’Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009, sono indagati Flavio Fasano nella veste di assessore provinciale ai Lavori pubblici, a Alfredo Barone, 53enne di Parabita, titolare dell'impresa edile che ottenne l'appalto. Le indagini hanno rinvenuto un bonifico di 3mila euro da parte di Barone sul conto del Pd di Gallipoli. I due si incontrano nello studio dell’allora assessore. Fasano: mi sono inchiappettato il Comune di Gallipoli Barone: direttamente? Fasano: si, si.. …. Fasano: questa è l’aggiunta.. tieni.. articolo 58.. piano delle alienazioni e delle valorizzazioni del patrimonio immobiliare della Provincia di Lecce.. per mero errore materiale nel citato piano non è stato inserito l’immobile già destinato a sede dell’Istituto Nautico di Gallipoli.. allora a questo punto.. si rende necessario integrare il piano.. con l’inserimento dell’Istituto Nautico Fasano assicura a Barone di poter contare sull'appoggio del sindaco di Gallipoli Giuseppe Venneri per ottenere il cambio di destinazione d'uso del vecchio istituto dove sarebbe dovuta sorgere una struttura turistica. Fra i due, a maggio dell'anno scorso vi era stata la seguente telefonata: Fasano: Senti, fammi quella delibera di Consiglio, sai per favore, quel cazzo di Nautico… Venneri: Sì, al prossimo, al prossimo vediamo di portarla, perché mo c'era il bilancio Fasano: Io ti ho mandato tutte le carte… Venneri: Ho visto, ho visto e quindi vediamo un po' se ce lo leviamo pure davanti… Quando parla con Barone, Fasano lo aggiorna sugli avanzamenti nella redazione del bando. Fasano: Io comunque mi sto sbizzarrendo a farti una bozza di bando” E parlando di Loredana Capone, Fasano non ha parole tenere nei suoi confronti, responsabile di ostacolare il suo “progetto”. Fasano: Allora il problema vero è quella m… di Capone che ha fatto togliere uno dei cinque edifici, perciò sono stato fermo”. Sempre rivolgendosi a Barone. … Fasano: ah senti.. questa cazzo di sezione tu puoi fare un bonifico? Barone: si, si.. … Barone: scusa, se ti faccio avere un assegno qua non va bene lo stesso? Fasano: ma si può scaricare? Barone: e va bene che cazzo me ne frega, io.. che cazzo me ne frega, stacco un assegno mio di cinquecento euro intestato a chi? Alla sezione? O al cristiano della sezione? Fasano: fai il bonifico.. come cinquecento euro? Barone: tu vuoi di più? Fasano: io avevo detto duemila e cinque, tremila euro.. Barone: quanto devo fare tremila? Fasano: fai la sottoscrizione volontaria.. Barone: ..e come, cosa devo scrivere? Fasano: Fai contributo volontario.. Barone: contributo volontario.. Fasano: sezione Pd.. Barone: sezione Pd.. Gallipoli 17 maggio 2010 Corruzione: Fasano e Siciliano ai domiciliari Ci sono anche Flavio Fasano, avvocato gallipolino, ex sindaco della città bella ed ex assessore provinciale ai lavori pubblici (esponente del Pd), e Gino Siciliano, imprenditore di Salve ed ex presidente della società partecipata Lupiae servizi del Comune di Lecce, tra gli “eccellenti” destinatari dei provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Lecce. In tutto due ordinanze di misure cautelari ai domiciliari – recapitate a Fasano e Siciliano – due di obbligo di dimora, e sette avvisi di conclusione indagini ad altrettanti indagati in stato di libertà. Sullo sfondo, ancora una volta le indagini sviluppatesi dal principale filone d’inchiesta relativo all’omicidio di Salvatore Padovano partito nel 2008 ad opera dei militari dei Ros. I provvedimenti scaturiscono dall’attività investigativa convenzionalmente denominata “Galatea” condotta dai carabinieri del Reparto Operativo Speciale coordinati dalla pm Elsa Valeria Mignone. Al centro delle indagini l’omicidio di Salvatore Padovano, alias “Nino bomba”, storico capo dell’omonimo clan, avvenuto a Gallipoli il 6 settembre 2008. Sarebbero state proprio le intercettazioni telefoniche tra Rosario Padovano, presunto mandante dell’omicidio del fratello e il suo avvocato Flavio Fasano, a sviluppare un nuovo stralcio d’indagine dedicato agli illeciti commessi da pubblici amministratori, pubblici dirigenti ed imprenditori, nella gestione di appalti pubblici e nelle procedure di nomina di pubblici dirigenti. Le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari sono state notificate a Fasano e Siciliano alle prime luci dell'alba di oggi, in seguito ad intercettazioni ambientali e ad acquisizione di atti e documenti presso la Provincia di Lecce e presso i Comuni di Parabita, Gallipoli ed Acquarica del Capo. Per tutti l’ipotesi di reato è di turbativa d’asta, violazione del segreto d'ufficio, falso e corruzione. Per le medesime ipotesi di reato sono state notificate le misure cautelari di obbligo di dimora a carico di Giovanni Lagioia, imprenditore di Lecce, e di Stefano Zampino, dirigente della Provincia di Lecce, responsabile del Servizio Strade della Provincia. Il presente filone d’inchiesta sui reati contro la pubblica amministrazione ed altro, condotto a partire dal mese di novembre 2008, ha consentito di far emergere le specifiche responsabilità degli indagati in episodi di corruzione ed altro, con riferimento a tre distinte vicende: la gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; il progetto per la realizzazione dell’Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009; l’assunzione illegittima di un coindagato nel procedimento, in qualità di dirigente del Comune di Parabita. Relativamente alla prima vicenda, gli indagati sono Flavio Fasano, Gino Siciliano, Stefano Zampino in quanto dirigente provinciale e responsabile dell’espletamento delle procedure di gara per l’affidamento dell’appalto, Giovanni Lagioia, editore di Città magazine, presidente della sezione Comunicazione di Confindustria, in quanto socio della società Five, componente, assieme al Cotup, del consorzio aggiudicatario della gara, Michele Patano, 49enne, di Triggiano (Bari), direttore tecnico del Cotup, Michela Corsi, 43enne di Roma, funzionaria in servizio presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Un bando, secondo gli inquirenti, creato e pilotato in modo che ad aggiudicarselo fosse la Cotup-Five. Il primo dicembre del 2008, si legge nell'ordinanza, “Flavio Fasano riceve, all’interno del suo studio, l’ingegnere Zampino. In seguito sopraggiunge anche Siciliano. La conversazione verte sulle modalità di stesura del bando”. Gli introiti sono tracciati dallo stesso assessore, che spiega a Siciliano: “Allora, io qua ti sto dando un quadro economico… di rimozione di 7000 cartelli. Il 75% con un introito medio di 200 euro, un introito di 874.000 euro dalla rimozione. Alla Provincia va a trovare il 5%, appena 45.000 euro”. E’ lo stesso Fasano poi, una volta partita la gara, in una conversazione con Siciliano, a rassicurarlo delle disposizioni date a Zampino: “Gli ho detto guarda Stefano stai attento nel tuo interesse a non vanificare i discorsi che abbiamo fatto fin’ora! Lunedì serenamente trovatevi, aprite le buste, che secondo me devi aprire prima la busta che ti è arrivata per prima e seconda la busta che ti è arrivata per seconda, ma tanto state tra voi due, quindi fai che cazzo vuoi! Pi fai il verbale”. Il successivo 9 febbraio 2009, è lo stesso Zampino a rassicurare Fasano: “Abbiamo deciso di escludere, eh eh, di mantenere il Cotup e di escludere l’altra”. Per quanto riguarda la vicenda del Nautico sono indagati Flavio Fasano nella veste di assessore provinciale ai Lavori pubblici, a Alfredo Barone, 53enne di Parabita, titolare dell’impresa edile che ottenne l’appalto. Le indagini hanno rinvenuto un bonifico di 3mila euro da parte di Barone sul conto del Pd di Gallipoli. E' lo stesso Barone a chiedere in una intercettazione ambientale: “Quanto devo fare tremila?..e come, cosa devo scrivere?”. Fasano gli risponde: “Fai contributo volontario.. sezione Pd”. Per la terza questione, l’assunzione di un funzionario, poi nominato dirigente, per il Comune di Parabita, hanno ricevuto la notifica di conclusione indagini oltre a Flavio Fasano, anche Adriano Merico, 55enne, sindaco di Parabita all’epoca dei fatti, Stefano Prete, 36enne di Parabita, suo collaboratore, Giuseppe Leopizzi, 44enne, di Merine, segretario comunale del Comune di Acquarica del Capo, e Mirko Vitali, 37enn, consigliere comunale di Matino, il funzionario assunto. Per ricostruire i fatti leggi anche: Fasano consigliere di Rosario Padovano Omicidio Padovano. Fasano non è indagato Fasano lascia il Pd Padovano-politici. Spunta il nome di Ruggeri Fasano: “I miei rapporti con Padovano”

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