Salento turistico. Non solo mare

GUARDA I VIDEO. La strategia per vincere la sfida turistica: puntare sulle realtà rurali. Resoconto del workshop organizzato da Asesi al termine del corso di formazione in “Esperto in animazione didattica culturale del turismo rurale

Il Salento turistico è ad una svolta. Sempre più numerosi visitatori lo scelgono come meta delle loro vacanze o anche semplicemente dei week end fuori porta, al punto che ormai il Salento va di moda. Ma che cosa trova chi viene nell’estremo lembo d’Italia? Paesaggi da mozzare il fiato, una piacevole temperatura, buon cibo, buon vino ed altro ancora. Tutte qualità innegabili che, però, da sole non bastano. Il Salento ha infatti ormai capito che le proprie ricchezze naturali vanno valorizzate. La strategia da seguire è la definizione della propria identità. Soltanto guardando al proprio interno e facendo delle proprie virtù veri e propri punti di forza, la terra salentina potrà vincere la sfida. Significa puntare non solo sulla costa e sull’accoglienza balneare ma anche sull’entroterra, tramite il potenziamento dei centri rurali. Servono, pertanto, figure professionali adeguatamente preparate. Ed il progetto formativo organizzato da Asesi (Associaizone Servizi Sindacali) “Esperto in animazione didattica culturale del turismo rurale” è stato concepito proprio l’obiettivo di creare tali figure in grado di ideare e promuovere progetti culturali nei contesti delle masserie didattiche e del settore turistico rurale. Atto conclusivo del percorso formativo è stato il workshop “Ruralmente”, che ha avuto luogo lo scorso 14 gennaio a palazzo Risolo di Specchia. Un’occasione per analizzare le prospettive del turismo rurale e riflettere sull’opportunità per il Salento di uno sviluppo sostenibile. Al convegno hanno preso parte Dario Stefano, assessore regionale alle Risorse agroalimentari; Ernesto Toma, assessore provinciale al Lavoro; Stefania Mandurino, commissaria Apt Provincia di Lecce; Ada Chirizzi, componente segreteria Cisl e delegata per la formazione; Fausto Faggioli, consulente della Commissione europea per lo Sviluppo delle aree rurali; Salvatore Palma, presidente Asesi Moderatore del convegno è stato il giornalista Marco Renna. Nel suo intervento, Stefàno ha sottolineato come il Salento possa arricchire la propria offerta turistica puntando sullo sviluppo della ruralità, un campo tutt’altro che dimenticato, dal momento che, ha riferito, la Regione Puglia ha recentemente finanziato 2mila nuovi giovani imprenditori agricoli, il 50% dei quali donne. L’agricoltura è dunque vista sempre più come un’attività da recuperare e da valorizzare. “Sono sicuro che da qui a cinque anni – è questa la convinzione dell’assessore regionale, che suona quasi come una sfida – avremo creato un sistema capace di reggersi su gambe solide”. Stefania Mandurino ha invece portato a conoscenza della platea l’incoraggiante dato relativo alla crescita del numero delle strutture ricettive salentine. Dal 2002 al 2008 sono sorte ben 108 nuove unità di accoglienza; di queste il 30% sono bed and breakfast, un fenomeno diffuso nella provincia salentina assai più che nelle altre province pugliesi. Il turismo rurale, ha detto Mandurino, porterà allo sviluppo di tanti piccoli centri dell’entroterra che un tempo venivano trascurati dai visitatori. Si creerà, ma in fondo si è già creato, quel “villaggio diffuso” che porterà ottimi frutti al territorio. Fausto Faggioli ha sottolineato, nel suo intervento, l’importanza della formazione in campo turistico. “L’ospitalità – ha detto – va insegnata e va imparata a tutti i costi, per accogliere il visitatore nel migliore dei modi”. Il mercato va conquistato, ha spiegato il consulente della Commissione europea, perché ai nostri tempi non è più il grande che mangia il piccolo, ma il veloce che mangia il lento”. Ciò significa solo una cosa: la necessità di rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Investire nelle proprie potenzialità ed accettare la sfida del futuro. In fondo, l’ha detto Faggioli, “le persone valide, il Salento ce le ha”. Articolo correlato: “L'impresa rurale è crescita per il territorio”

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