'Troppe morti per tumore'. Arpa dice no ad Heliantos2

Gli elevati tassi di mortalità per tumore nel Salento non permettono ulteriori “pressioni” di carattere ambientale”. L'analisi del Comitato 'No Centrale'

Lo scorso 23 dicembre, Arpa Puglia ha trasmesso all’Ufficio regionale preposto al rilascio dell’autorizzazione il parere sulla centrale a biomasse “Heliantos 2” di Italgest. Un parere nettamente contrario alla realizzazione dell’impianto, che va ad aggiungersi a quelli altrettanto negativi espressi da Asl Lecce e Provincia di Lecce. Oltre a numerose carenze, incongruità tecniche e difformità rispetto alla normativa vigente, rilevate nel progetto, Arpa pone l’accento su un dato incontestabile : “I dati epidemiologici esaminati confermano la criticità territoriale che caratterizza il Salento da diversi anni, rappresentata dagli elevati tassi di mortalità per tumore del polmone (…) tutta l'area salentina è interessata da eccessi (rispetto ai valori regionali) di mortalità per neoplasia polmonare, soprattutto nel sesso maschile. Questo scenario definisce una situazione di peculiare vulnerabilità del territorio ad ulteriori pressioni di carattere ambientale”. E’ esattamente quanto da noi sempre sostenuto. E’ folle quindi autorizzare nel nostro territorio impianti che producono ulteriori emissioni inquinanti, stanti due dati di fatto drammatici e concomitanti, autorevolmente certificati dall’Arpa: il record negativo di emissioni nocive industriali detenuto dalla Puglia e l’abnorme tasso di mortalità per tumori correlati all’inquinamento (in primis, il carcinoma del polmone) registrato particolarmente in provincia di Lecce, e addirittura superiore al tasso nazionale. Per questo, non c’è spazio alcuno (né a Casarano, né altrove) per centrali a biomasse di qualsiasi taglia che brucino oli vegetali, con la colpevole immissione in atmosfera di sostanze cancerogene. Insistere a proporle, a questo punto, rappresenta un vero e proprio sfregio all’interesse della collettività ed alla salute della popolazione. Alle pubbliche Autorità ( la Regione Puglia ) chiediamo pertanto di mettere la parola “fine” ad iniziative assolutamente scriteriate. Riteniamo anzi che alla luce di questi dati, occorra da parte di tutti (ed in primo luogo dei responsabili politici) una seria riflessione non solo sul tipo di sviluppo che si intende perseguire, ma anche sulle criticità già in atto sul territorio. Ad esempio, tra le altre misure auspicabili, è opportuno che si proceda quanto prima ad un serio ed accurato monitoraggio delle aree industriali, allo scopo di accertare i livelli di inquinamento esistenti. Chiudere gli occhi di fronte a queste emergenze significa disattendere del tutto, da parte dei nostri rappresentanti politici, il mandato ricevuto, che è quello di perseguire e salvaguardare il bene comune, ivi compreso il fondamentale diritto alla salute dei cittadini. Ribadiamo il fatto che in una Regione come la nostra – che detiene il triste primato in Europa per le emissioni inquinanti – le energie rinnovabili dovrebbero essere solo ed esclusivamente quella solare ed eolica (seriamente regolamentate), e che il problema “biomasse” non può prescindere da alcuni punti fermi: – per “biomasse”, innanzitutto, vanno intesi (in accordo alle direttive comunitarie) non gli oli importati dal Terzo Mondo o appositamente prodotti per la combustione, ma gli scarti ed i resti delle attività agricole ; – tali resti devono essere sfruttati eventualmente per “chiudere il ciclo” in ambito locale, mediante impianti di piccola taglia (di alcune decine di KW), destinati ad alimentare energeticamente aziende del territorio (non ad esportare energia) o abitazioni private (con progetti di teleriscaldamento). E’ questo, e non altro, che avviene nel Nord Italia ed in Europa, dove peraltro simili impianti vengono direttamente gestiti dalle pubbliche amministrazioni, a vantaggio di tutti i cittadini (vedi, ad esempio, Toscana, Trentino, Piemonte, ecc.) ; – grazie alle nuove tecnologie oggi disponibili (processi fermentativi, trattamenti biologici, ecc.), non necessariamente si deve ricorrere alla combustione della “biomassa”. Si può benissimo evitare, in altri termini, di immettere in atmosfera ulteriori emissioni inquinanti Chiediamo pertanto che la Regione Puglia si assuma innanzitutto la responsabilità di una moratoria rispetto agli impianti inquinanti e promuova quindi trasparenti e partecipate politiche di programmazione dello sviluppo e di pianificazione e regolamentazione dei procedimenti. – Si proceda prioritariamente ad uno studio di fattibilità, da affidare ad organismi scientifici indipendenti e rappresentativi anche delle istanze delle comunità, da cui emerga chiaramente : a) il quantitativo di “biomassa” potenzialmente disponibile sul territorio b) la sua dislocazione c) il suo migliore utilizzo dal punto di vista della sostenibilità (tecnologie diverse dall’incenerimento) d) i siti più idonei ad ospitare gli impianti e) il numero degli impianti – Sulla base di questi dati, si dovrà poi procedere alla indizione di pubblici bandi, per evitare che tutto avvenga nella più assoluta anarchia, la quale finisce inevitabilmente per innescare pericolosi intrecci tra politica ed affari, a danno dell’interesse della collettività. La stessa metodologia deve essere adottata per gli impianti fotovoltaici ed eolici, anche alla luce di quanto affermato da parte di autorevoli esponenti istituzionali sulle infiltrazioni criminali nell’affare delle energie rinnovabili in Puglia e nel Salento in particolare. 13 gennaio 2011 – Ecco tutti i motivi del ‘no’ di Arpa ad Heliantos2 Eccola, la relazione di Arpa Puglia (in allegato), l’Agenzia regionale per l’ambiente, che contiene il ‘no’ al progetto di Heliantos2, la centrale a biomasse che la Italgest energia spa vorrebbe realizzare nella zona industriale di Casarano. Come anticipato in esclusiva al Tacco dal direttore Giorgio Assennato, la relazione di 19 pagine contiene un ‘no’ articolato, che tratta diversi punti: la centrale da 25 megawatt è di grossa taglia ed è alimentata da olii non prodotti in loco, dei quali non si ha alcuna certezza di qualità, della provenienza e della sostenibilità ambientale relativa alla loro produzione. Per questo elianto 2 è in contrasto al Pear, il Piano energetico regionale, che prevede la possibilità di realizzare piccole centrali a biomasse alimentate con materie prime prodotte in loco, quindi a totale filiera corta. Il progetto inoltre è in contrasto con altre due norme: la direttiva 2009/28/CE e il Regolamento regionale n.12 del 14 luglio 2008 “Regolamento per la realizzazione di impianti di produzione di energia alimentati a biomasse”. La direttiva Ce impone che gli olii non provengano da terreni con elevato valore di biodiversità e per questo è necessario che la Società dimostri il rispetto dei criteri di sostenibilità. Italgest, dice Arpa, non ha ottemperato a quest’obbligo. Le motivazioni del ‘no’ sono spiegate in circa 40 punti, che contengono altrettante indicazioni delle carenze del progetto. Tra queste, le più significative riguardano la necessità di presentare un monitoraggio ex ante dell’aria, così come indicato precedentemente dagli uffici della provincia di Lecce. Poiché la centrale si dovrebbe realizzare in una zona densamente abitata, dice L’Arpa, è necessario che si misurino i livelli di inquinamento e di emissioni oggi e per almeno un anno, per capire l’impatto di una grossa centrale sulla qualità attuale dell’aria. Inoltre, spiega L’Arpa, secondo i dati dell’osservatorio epidemiologico della Regione Puglia, il territorio di Casarano in particolare e dei paesi limitrofi in generale, presenta una percentuale di mortalità per tumore al polmone superiore alla media regionale. E’ un dato vicino, anche se di poco superiore, a quello della provincia di Lecce che, nel suo insieme, si caratterizza come un territorio critico per l’inquinamento atmosferico. Negli ultimi cinque anni infatti, il 34,48% degli uomini a Casarano è morto di tumore, mentre per le donne sono il 23,02% i decessi per tumore. Dati superiori alla media regionale e che giustificano la necessità di una maggiore cautela per il territorio del basso Salento, quando si va a valutare l’incidenza ambientale di impianti di grossa taglia qual è Heliantos2. Bisognerà ora capire se la Regione intende convocare un’ultima conferenza dei servizi o se, dal momento che tutti i pareri sono arrivati e per la maggioranza sono negativi, chiudere direttamente il procedimento. C’è anche la possibilità che l’azienda chieda di tenere ancora aperta la conferenza dei servizi per rimodulare l’intero progetto, trasformandolo in un progetto più piccolo, conforme alle nuove direttive comunitarie e alle leggi regionali. Ma il termine di 180 giorni entro cui chiudere per legge la conferenza dei servizi, aperta il 13 aprile del 2010, è stato superato da tempo. Oggi presso palazzo Adorno della provincia di Lecce il comitato ‘No centrale’ illustrerà le prossime iniziative. 12 gennaio 2011 – L'Arpa dice no alle biomasse. Conferenza a Lecce Il Coordinamento Intercomunale “No alla Centrale”, cui aderiscono la Lilt – (Sez. Prov. di Lecce), Cittadinanzattiva (Provincia di Lecce e Regione Puglia), i gruppi politici del Pdl, del Pd, dell’Udc, del Cdc, del Sel e di IdV di Casarano, il Comitato Energia Ambiente e Vita, l’Associazione Grande Salento, il Comitato Cittadino Tutela Ambientale (Casarano), Io Conto (Ugento), Legambiente, WWF, Italia Nostra, il Forum Ambiente e Salute (Lecce) e numerose altre associazioni, terrà giovedì 13 gennaio 2011, ore 12.30, a Lecce, Palazzo Adorno (Provincia di Lecce), una conferenza stampa sugli ultimi sviluppi riguardanti il dibattuto tema delle centrali a biomasse che si vorrebbero realizzare nel Salento (Lecce, Casarano, Cavallino). In particolare, verrà diffuso e commentato il parere negativo espresso recentemente da Arpa Puglia relativamente alla centrale “Heliantos 2”, a Casarano. 31 dicembre 2010 – Heliantos2: 'rigettare il progetto' L’agenzia regionale per l’ambiente diretta da Giorgio Assennato ha espresso parere negativo alla centrale a biomasse della Italgest. E’ il terzo parere negativo espresso in sede di conferenza dei servizi, dopo quelli della Asl di Lecce e della Provincia di Lecce. A gran voce, pertanto, alla luce di tali risultanze, il Coordinamento Intercomunale “No alla Centrale” chiede alla Regione Puglia (al Presidente Nichi Vendola ed all’Assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone) di chiudere l’iter, rigettando definitivamente il progetto. “Nel contempo, ci teniamo a ribadire alle Autorità regionali che non c’è spazio alcuno per mercanteggiamenti di vario genere (quasi fossimo in un suk), tesi a ridimensionare l’impianto (non più 25 MW, ma 10 MW, 5 MW, 2 MW, e via diminuendo), come da più parti si vocifera. Il fatto stesso che ci si ponga su questo piano toglie ogni credibilità alla serietà del progetto presentato in prima istanza e dimostra come di fatto si ha a che fare con una iniziativa avventata, mirante solo a profittare in qualsiasi modo delle ricche possibilità offerte dal mercato delle 'energie rinnovabili', anche grazie ad una legislazione regionale quanto meno accomodante ed alle connivenze politiche ed amministrative. Simili scenari sono purtroppo sempre più all’ordine del giorno. Quotidianamente infatti giungono notizie di Comuni contattati da faccendieri che, profittando spesso delle scarse conoscenze in materia da parte degli amministratori, propongono loro centrali elettriche alimentate a “biomasse”, decantandone l’assoluta novità ('è questo il futuro') e le positive ricadute per lo 'sviluppo' delle loro comunità. Sappiamo bene invece come l’unica reale ricaduta sia quella dei cosiddetti 'certificati verdi' per l’energia prodotta, che garantiscono all’impresa proponente una importante e facile fonte di profitto, senza alcun vantaggio per la comunità, che non vedrebbe affatto né posti di lavoro né bollette ridotte (come si millanta) né avrebbe riscaldamento a buon mercato (come avviene nelle Regioni del Nord), visto che il calore prodotto sarebbe colpevolmente disperso nell’ambiente. Se si desse corso a tutte queste richieste (sono decine e decine, ormai), avremmo in breve il Salento ricoperto da ciminiere fumanti che immetterebbero in atmosfera sostanze inquinanti, molte delle quali cancerogene, in un ambiente già pesantemente compromesso. Ma quel che più preoccupa è che questa corsa scriteriata, quest’arrembaggio al profitto siano resi possibili dall’assenza totale di una seria programmazione, che abbia a fondamento le reali esigenze della nostra provincia. Stante il fatto che in una Regione come la nostra – che detiene il triste primato in Europa per le emissioni inquinanti – le energie rinnovabili dovrebbero essere solo ed esclusivamente quella solare ed eolica (seriamente regolamentate), il problema “biomasse” non può prescindere da alcuni punti fermi: – per 'biomasse', innanzitutto, vanno intesi (in accordo alle direttive comunitarie) non gli oli importati dal Terzo Mondo o appositamente prodotti per la combustione, ma gli scarti ed i resti delle attività agricole ; – tali resti devono essere sfruttati eventualmente per “chiudere il ciclo” in ambito locale, mediante impianti di piccola taglia (di alcune decine di KW), destinati ad alimentare energeticamente aziende del territorio (non ad esportare energia) o abitazioni private (con progetti di teleriscaldamento). E’ questo, e non altro, che avviene nel Nord Italia ed in Europa, dove peraltro simili impianti vengono direttamente gestiti dalle pubbliche amministrazioni, a vantaggio di tutti i cittadini (vedi, ad esempio, Toscana, Trentino, Piemonte, ecc.) ; – grazie alle nuove tecnologie oggiAggiungi un appuntamento per oggi disponibili (processi fermentativi, trattamenti biologici, ecc.), non necessariamente si deve ricorrere alla combustione della “biomassa”. Si può benissimo evitare, in altri termini, di immettere in atmosfera ulteriori emissioni inquinanti Chiediamo pertanto che la Regione Puglia finalmente si assuma la responsabilità di promuovere trasparenti e partecipate politiche di programmazione dello sviluppo e di pianificazione e regolamentazione dei procedimenti . – Si proceda prioritariamente ad uno studio di fattibilità, da affidare ad organismi scientifici indipendenti e rappresentativi anche delle istanze delle comunità, da cui emerga chiaramente : a) il quantitativo di 'biomassa' potenzialmente disponibile sul territorio b) la sua dislocazione c) il suo migliore utilizzo dal punto di vista della sostenibilità (tecnologie diverse dall’incenerimento) d) i siti più idonei ad ospitare gli impianti e) il numero degli impianti – Sulla base di questi dati, si dovrà poi procedere alla indizione di pubblici bandi, per evitare che tutto avvenga nella più assoluta anarchia, la quale finisce inevitabilmente per innescare pericolosi intrecci tra politica ed affari, a danno dell’interesse della collettività. Il Comitato Intercomunale 'No alla Centrale', forte dell’esperienza accumulata nel corso delle vicende legate alle centrali a biomasse 'Heliantos 1' (Lecce), 'Heliantos 2' (Casarano) e di Cavallino, è determinato a proseguire nel proprio impegno di informazione e coinvolgimento delle popolazioni, finché le Istituzioni non imboccheranno decisamente la strada delle scelte corrette, trasparenti e democratiche”. 29 dicembre 2010 – Heliantos2: l’Arpa dice no di Maria Luisa Mastrogiovanni Il ‘no’ di Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente diretta da Giorgio Assennato è stato spedito proprio nel giorno prefissato, il 18 dicembre, ed è stato ricevuto dagli uffici regionali pochi giorni dopo. La conferma arriva al Tacco d’Italia dalla voce del direttore Assennato, che ci spiega che: ‘Il parere è negativo ma non posso illustrarle le motivazioni, non sarei corretto. Potrà fare richiesta di accesso agli atti direttamente agli uffici dell’Arpa o all’Assessorato regionale’. Ci spiega comunque che si tratta di un documento lungo e complesso, con delle appendici. Le motivazioni del no sono definite da Assennato ‘numerose e articolate’. A giorni faremo sapere ai nostri lettori i dettagli della documentazione. Il parere negativo di Arpa si aggiunge a quello della Asl e della Provincia di Lecce e mette la parola fine su un lungo iter che, in maniera anomala è andato ben oltre i 180 giorni entro i quali, per legge, si sarebbe dovuto concludere. Il 31 dicembre scadrà anche la proroga concessa dalla Filanto ad Italgest per la concessione dei terreni su cui costruire la centrale elettrica. A breve, fanno sapere gli uffici regionali, dovrebbe arrivare la determina dirigenziale con cui si chiude la conferenza dei servizi iniziata il 13 aprile scorso, senza che di quella prima convocazione venisse mai informato il Consiglio comunale. In quella data fu presentato in Regione un documento, l’unico mai prodotto ufficialmente dall’Amministrazione De Masi, di ‘conformità urbanistica’ dei terreni della Filanto su cui la italgest avrebbe voluto costruire la centrale. Un vecchio documento risalente a due anni prima, (era sindaco Venuti) e allora richiesto dalla Provincia. L’iter di Heliantos2 è iniziato quando il primo cittadino Ivan De Masi era ancora comproprietario, con un pacchetto azionario pari a quello del fratello Paride, della Italgest Holding, cui è da ricondurre la proprietà di Italgest energia, la srl titolare del progetto Heliantos2. Successivamente il sindaco avrebbe ceduto le sue quote al fratello, come dichiarato un anno prima durante la campagna elettorale, ma la disgregazione della maggioranza era già iniziata. La veloce degenerazione dei rapporti di fiducia tra i principali partiti che hanno sostenuto il sindaco inizia proprio da quel 13 aprile. Il resto è noto: dalle dimissioni di Attilio De Marco, assessore alle politiche energetiche dell’Udc, che lascia la delega denunciando la grave ingerenza del sindaco, alla fuoriuscita del Pd dalla maggioranza, a riunioni ‘carbonare’ in abitazioni private per firmare documenti ‘pro biomasse’, alla presentazione da parte di sei consiglieri (Pd, Udc, Verdi), di una bozza di delibera di Consiglio comunale che esprimesse un ‘no’ motivato, al venir meno del numero legale per il Consiglio comunale. Il Comune di Casarano ad oggi di fatto, si sta avvalendo del silenzio assenso, e questa condotta è gravissima, tanto più se raffrontata con le dichiarazioni a parole di un confronto aperto sul progetto da parte del sindaco e della vicesindaca Francesca Fersino. Infine la chicca: nei giorni scorsi il sindaco ha convocato una riunione di Giunta, andata deserta, per firmare un documento che ratificasse il documento di indirizzo sulla fidejussione da un milione e mezzo di euro che il Comune dovrebbe concedere alla società dilettantistica sportiva Virtus Casarano, di cui il sindaco è presidente onorario. La Giunta è andata deserta (era presente solo l’assessore al bilancio Toma), ma è sufficiente quest’episodio per far capire ai cittadini che la città di Casarano merita un primo cittadino che si dedichi interamente ai problemi della città, e non a far quadrare i conti di ciò che gli sta a cuore personalmente. Alla luce degli ultimi sviluppi dunque, e di quel sonoro ‘no’ dell’Arpa, appare incomprensibile un episodio verificatosi nelle ultime ore: ieri rappresentanti di Sel si sono incontrati presso Palazzo di Città, con Ivan e Paride De Masi, che avrebbe chiesto scusa ai ‘ragazzi’ di Sel per le parole offensive usate in un suo comunicato, rendendosi disponibile a trasformare la centrale da 25 megawatt in una da 5, a filiera corta. Tentativo di conciliazione incomprensibile anche perché, se il destino di Heliantos2 è come quello della gemella Heliantos1 di Lecce, è logico pensare che l’azienda presenti ricorso al Tar, chiedendo la sospensiva del procedimento e l’anamento della futura determina. I tentativi di conciliazione non finiscono qui: alcuni iscritti del Pd hanno inviato un documento ai vertici provinciali e regionali del Partito democratico in cui dichiarano che : “Con riferimento alla posizione assunta dal partito democratico, i sottoscritti fanno un appello alla ragionevolezza e al dialogo da parte di tutti al fine di evitare di compromettere l’unica esperienza amministrativa, da perseguire e valorizzare, che vede presente il PD in un grande comune della provincia di Lecce, e il lavoro che dallo stesso, anche attraverso i propri componenti in giunta, è stato sin qui svolto. Riteniamo utile che scelte così importanti vedano coinvolta anche l’Assemblea delle iscritte e degli iscritti allo scopo di avviare, attraverso la maggiore partecipazione democratica possibile, un ampio dibattito e discussione sulle linee e gli indirizzi politico programmatici da intraprendere. Crediamo in conclusione che la strada da perseguire, sia all’interno del Partito, che tra lo stesso e la maggioranza, debba essere non quella della radicale contrapposizione ma quella del dialogo che, solo, partendo dai punti in comune e dalle ragioni profonde, certamente tutt’ora valide e attuali, che ci hanno visto partecipare alla costruzione del progetto politico che ha dato luogo all’attuale esperienza di governo della città, può portare al reciproco riconoscimento delle legittime istanze ed aspirazioni, facendo prevalere non le divisioni ma i punti di convergenza e le ragioni, certamente più forti, che uniscono”. 26 novembre 2010 – Heliantos2. Paride De Masi: 'domani in piazza ci sarò' “Domattina – scrive Paride De Masi in quest nota – mi presenterò in piazza San Domenico alla marcia contro la centrale, perché voglio guardare negli occhi tutti coloro che hanno procurato questo allarme sociale mentendo sapendo di mentire. Sul mio progetto hanno detto di tutto, mi hanno tacciato di essere un imprenditore senza scrupoli che vuole far morire la sua gente. Le accuse rivoltemi sono così pesanti che domani le voglio sentire con le mie orecchie che ancora non credono a tutto ciò che in questi giorni hanno sentito e che abbiamo letto. È diritto di tutti protestare, ma non si può permettere a nessuno di infangare anni di lavoro corretto e rispettoso delle regole e della legge. Ho proposto un impianto da fonti rinnovabili a cui vengono riconosciuti addirittura i certificati verdi. Lo hanno raccontato e continuano a disegnarlo come un mostro… Io domani ci sarò! È la mia città e non mi farò certo cacciare da chi oggi, mistificando la realtà, pensa di giocare con l'emotività della gente. Innamorato come sono della mia comunità non potrei mai volerne il suo male. I motivi di tutta questa agitazione sono altri… il gesto che si compie domani è pura demagogia!”. 26 novembre 2010 – Heliantos2: anche il Pd aderisce al Comitato 'No centrale' Il Coordinamento Intercomunale “No alla Centrale”, cui aderiscono la Lilt – Sez. Prov. di Lecce, i gruppi politici del Pd, Pdl, del Cdc, del Sel, Partito dei Comunisti Italiani/Federazione della Sinistra (PdCI), e di IdV di Casarano, il Comitato Energia Ambiente e Vita, Cittadinanzattiva, l’Associazione Grande Salento, il Comitato Cittadino Tutela Ambientale (Casarano), Io Conto (Ugento), Legambiente, WWF, il Forum Ambiente e Salute (Lecce) e numerose altre associazioni, organizza sabato 27 novembre 2010, in Piazza San Domenico, a Casarano, a partire dalle ore 9.30, una manifestazione pubblica con sciopero cittadino generale, per scongiurare la sempre più probabile realizzazione a Casarano della centrale a biomasse “Heliantos 2”. Anche il Partito Democratico di Casarano, che solo per un refuso non risulta tra i firmatari della diffida, “approva e sottoscrive in ogni sua parte l’atto di significazione e diffida del 24 novembre 2010, contro la centrale a biomasse “Heliantos 2” a firma del Coordinamento Intercomunale “No alla Centrale”, di cui anche il Pd fa parte. Il Partito Democratico di Casarano invita la cittadinanza tutta a partecipare alla manifestazione che si terrà sabato 27 novembre 2010, a partire dalle ore 9.30, in Piazza San Domenico”. Le adesioni Ad oggi, hanno aderito alla manifestazione numerosi sindaci, che saranno presenti col loro gonfalone. Si registrano peraltro le adesioni di tante associazioni, provenienti anche dalla provincia di Taranto. Massiccia adesione degli studenti e delle loro associazioni. Molte anche le adesioni da parte delle Delegazioni Lilt, provenienti dall’intera provincia. Il programma Ore 9.30 : raduno in Piazza San Domenico a Casarano Ore 10 – 11.30 : sfilata attraverso il centro cittadino di Casarano Ore 12 : Piazza San Domenico: interventi di esponenti di Associazioni, Comitati ed Amministrazioni. 25 novembre 2010 – Heliantos2: Il coordinamento 'no centrale' diffida la Regione di Maria Luisa Mastrogiovanni Casarano. Gravissime le accuse, tutte documentate, che il coordinamento 'No centrale' rivolge all'amministrazione comunale di Casarano: in primis il fatto che il sindaco alla data dell'avvio della conferenza dei servizi era ancora comproprietario al 50% della Italgest. Fatto questo che non garantirebbe, secondo il coordinamento, la terzietà della posizione del Comune. Poi la mancata consultazione popolare, tanto proclamata. E ancora il fatto che in conferenza dei servizi si sia presentato un vecchio documento di conformità urbanistica relativo alle aree industriali. E ancora: la denuncia dell'assessore Attilio De Marco di essere stato estromesso e tenuto all'oscuro sull'iter e in particolare sulla convocazione dell'ultima conferenza dei servizi, dove erano presenti la vicesindaca Fersino e il presidente del Consiglio, senza aver avuto alcuna delega specifica per pronunciarsi in sede di Conferenza. Dubbi sul progetto, sull'iter, sull'esclusione dei rappresentanti delle associazioni, tenuti fuori dalla stanza della Conferenza, sebbene regolarmente accreditati, e piantonati da due agenti della Digos. Ombre inquietanti su cui getta un faro di luce il coordinamento 'no centrale', elencandole in un'unica durissima diffida, che fa seguito al 'no' espresso dai sei consiglieri comunali di Pd, Udc, Verdi e Io Sud, che hanno inviato in Regione e al responsabile del procedimento della Conferenza, la bozza di delibera di consiglio contraria alla centrale. Due pesanti documenti, dunque, in questo momento presenti su tutti i tavoli decisionali, di cui si dovrà tener conto. In allegato la diffida 23 novembre 2010 – Heliantos2: lettera aperta a Vendola da Cittadinanzattiva Anna Maria De Filippi, presidente di Cittadinanzattiva Puglia – Tribunale del malato, scrive una lettera aperta al governatore Nichi Vendola ribadendo l'inutilità per il Salento e per Casarano della realizzazione di una centrale e biomasse proposta da Italgest. Il testo Signor Presidente, noi di Cittadinanzattiva siamo cittadini che amano il loro paese e vogliamo spenderci perché tutti, e soprattutto i giovani, guardino al futuro e allo spazio per un nuovo sviluppo umano, liberato dalle difficoltà evitabili della vita quotidiana e dalle sofferenze inutili. Come inutile è per il Salento e per Casarno la realizzazione di una centrale e Biomasse proposta da Italgest. La decadenza dell’economia nazionale, il dilagare di corruzione e illegalità, la crisi dei principali servizi di pubblica utilità, la precarietà dei rapporti di lavoro esigerebbero una classe dirigente competente e generosa, capace di stringere una forte alleanza con i cittadini. Al suo posto c’è oggi una partitocrazia invasiva e per lo più incapace di fare fronte ai gravi problemi del paese; che utilizza i beni comuni per i propri fini particolari e che altera perfino le regole della vita democratica. Casarano ha calpestato qualsiasi dettato democratico. Per citarne qualcuno: – Direttiva 2003/4CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28.01.2003 sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio – Direttiva 2003/35/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26.05.2003 – che prevede la partecipazione del pubblico nell’elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e all’accesso alla giustizia – Regolamento (CE) n. 1367/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 06.09.2006 sull’applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia di ambiente – Agenda 21 Locale che significa letteralmente 'cose da fare e da mettere in agenda nel XXI secolo' per perseguire, a livello locale, uno sviluppo sostenibile. Tra gli altri compiti prevede: – la partecipazione degli attori del territorio; – l'integrazione della dimensione ambientale nelle azioni pubbliche e private. Dopo oltre tre anni di lotte i casaranesi e i salentini sono costretti ancora a reclamare il diritto alla democrazia e alla partecipazione civica. L’azione costituente è il pieno riconoscimento del cittadino come soggetto costituzionale portatore di interessi generali, per mettere al primo posto scelte che garantiscano un’effettiva centralità del cittadino rispetto al sistema, con un’articolazione degli interventi rispettosa delle peculiarità territoriali e che consentano un effettivo controllo dei cittadini sulle politiche. Per la pace sociale, la giustizia e la democrazia, non solo per Casarano e per il Salento, ma per tutta la Puglia, rivolgo al Presidente della nostra Regione un accorato appello per dire un 'NO' definitivo a questa vicenda e per non essere corresponsabile di una simile scelta. Ci eviti la fatica delle barricate. Il '68 è ormai storia! Cittadinanzattiva fa appello alla Sua grande umanità e sensibilità, riproponendo una nuova politica energetica che deve fondarsi su: energie rinnovabili, risparmio energetico e una più equa distribuzione delle risorse. Le nuove centrali in Puglia sono contro lo sviluppo, l’agricoltura e la salute. Le ragioni sono le stesse che hanno mobilitato migliaia di cittadini e comitati a chiedere energia solare in una Puglia che produce il 50% in più del suo fabbisogno energetico. Fare prevenzione, in Sanità, significa soprattutto agire in materia ambientale, con vantaggi economici e sociali per l’oggi e per il futuro, tutto questo con il massimo coinvolgimento dei cittadini, e dei comitati. Fondamentale e indispensabile è la battaglia per il rispetto delle regole, della legalità e della giustizia. La corruzione è la patologia che affligge la p. a. e impedisce il buon funzionamento dei servizi pubblici ed è di ostacolo alla competitività del sistema sociale ed economico dell’intera compagine sociale. L’llegalità non si combatte solo con nuove leggi, ma anche attraverso più informazione, perché occorre spiegare quali sono i vantaggi sociali dei comportamenti onesti e gli svantaggi di quelli corrotti, occorre dire qual è il peso che il cittadino paga per i privilegi e le ingiustizie. Ecco perché diventa indispensabile che il cittadino partecipi in prima persona alla gestione della “res pubblica” e non solo attraverso le classiche forme della rappresentanza istituzionale ma assumendosi in prima persona doveri e responsabilità. 23 novembre 2010 – Heliantos2 come Cavallino La centrale a Cavallino non si farà. Quella di Lecce (Heliantos1) neanche. I motivi della bocciatura, relativi al tipo di insediamento, sono diversi. Ma oltre ai motivi specifici, legati da una parte (Cavallino) alle tante carenze del progetto e della documentazione presentata, dall’altra (Lecce), relativi ai terreni, agricoli, su cui si voleva costruire la centrale, ve ne sono altri, di carattere generale, che riguardano tutti gli insediamenti di quel tipo. Anche su quei pareri di carattere generale, si fonda il ‘no’ di Asl, provincia e Arpa, che ha bloccato il progetto della centrala a biomasse di Cavallino (i pareri sono in allegato). Quei motivi generali, rimangono validi anche per un impianto come quello di Casarano. Crediamo sia importante pubblicare tale documentazione, per contribuire con elementi di chiarezza al dibattito. Non servono tecnici e ingegneri per comprendere il contenuto dei documenti degli Enti: il progetto di una centrale come quella di Cavallino, dice l’Arpa, è contrario al Pear (Piano energetico regionale), contrario alla legge regionale 31/2008 e alle direttive dell’Ue. Inoltre la lontanza dell’impianto dal porto di attracco delle navi per il trasporto dell’olio combustibile, proveniente da paesi del terzo mondo, fa si che sia necessario calcolare anche l’impatto sulla qualità dell’aria generato dai mezzi di trasporto su gomma utilizzati per trasportare il combustibile dal porto alla centrale. Tra le tante motivazioni al ‘no’, spicca anche quella relativa alla necessità di monitorare la qualità dell’aria ex ante, per capire quanto aumentano le emissioni di fumo in atmosfera, sommando i fumi della centrale a quelli esistenti. Monitoraggio chiesto non a caso dalla Provincia di Lecce, in occasione dell’ultima conferenza. Bastano solo queste argomentazioni per comprendere come si tratti di motivazioni valide per ogni tipo di grosso impianto a filiera lunga, qual è appunto la centrale Heliantos2 di Casarano. La centrale a biomasse della Italgest ha incassato il ‘no’ di Provincia e Asl. L’Arpa ha dato ulteriori 30 giorni di tempo per produrre documentazione. Qualunque documentazione venga prodotta però, le motivazioni generiche, relative alla tipologia di impianto a e al contesto in cui si inserisce, ossia l’intero territorio della Provincia di Lecce, non solo di Casarano, rimangono in piedi. 22 novembre 2010 – Heliantos 2: De Marco lascia la delega all'energia Casarano. Attilio De Marco, nella mattinata di oggi ha ufficialmente rimesso nelle mani del sindaco la delega alle politiche energetiche del Comune di Casarano. Al “Tacco d’Italia”, l’assessore ha confermato di non essere stato informato dagli uffici comunali della convocazione della conferenza dei servizi, una notizia che ha appreso dagli organi di stampa (Il Tacco d’Italia e Quotidiano). Una mancata comunicazione recepita come inaccettabile dall’assessore dell’Udc, che pure in occasione della prima conferenza dei servizi aveva gestito il procedimento del Comune, delegando il dirigente dell’ufficio tecnico a presentare in sede di Conferenza il vecchio certificato di ‘conformità urbanistica’ redatto sotto la Giunta Venuti e relativo alla destinazione d’uso dei terreni della zona industriale. Un iter dunque che è stato seguito da De Marco fino a pochi mesi fa, quando le posizioni tra il sindaco e l’Udc devono essersi allontanate. Tanto che nella ‘riunione informale’ di domenica 17, quando alcuni consiglieri della maggioranza firmarono il documento pro-biomasse, l’Udc non era presente, né con il suo consigliere né con l’assessore. Una patata bollente che ora il sindaco si ritrova tra le mani. C'è da vedere se la passerà o meno ad altri e a chi. Ecco la nota inviata da Attilio De Marco “Al Sig. Sindaco del Comune di Casarano Al Segretario Comunale, Credo necessario scrivere questa nota per spiegare con chiarezza – e senza possibilità di fraintendimenti – i motivi della mia rinuncia alla delega alle politiche energetiche nella giunta guidata dal Sindaco Ivan De Masi. Se si rileggono i comunicati stampa e le dichiarazioni di tutti i componenti del mio partito, l’Unione di Centro, si evince chiaramente quale fosse il pensiero mio e di coloro i quali mi hanno accompagnato in questa avventura amministrativa: coinvolgere la comunità in una scelta che risultava potenzialmente lacerante. Lacerante perchè non è passato giorno in questi mesi in cui qualcuno non mi fermasse per interrogarmi sulle biomasse, lacerante perchè mi rendevo conto che, nei fatti, mi sono ritrovato puntualmente estromesso dalle mie prerogative di decisore politico in tema di politiche energetiche. Basti pensare che un’altra forza politica (Liber@città) può 'decidere autonomamente' quanto tardivamente di indire un referendum che il mio gruppo e il sottoscritto hanno sempre proposto alle altre forze della maggioranza ma senza successo… Ecco perchè credo necessario squarciare il velo, svelare il già noto liberandomi di questa impotente delega. Nei fatti non mi è stato consentito in questi mesi di porre in essere ciò che credevo giusto: rendere terza la giunta e lasciare che una comunità attenta e sensibile come quella di Casarano si autodeterminasse, accompagnando questo processo con una adeguata informazione di tutte le parti interessate, quelle a favore e quelle contrarie. Oggi è tardi, forse troppo, e le tensioni si sono trasformate in livore, le lacerazioni in ferite profonde. Credo sia giusto essere leali in questo con i miei cittadini che hanno sotto gli occhi il mio operato, fatto di sudore e di impegno duro, nell’ambito dell’ambiente e dell’urbanistica. E, giacchè credo che non esistano due Attilio De Marco, uno capace e attivo in una delega e l’altro incapace e inattivo nell’altra, rimetto nelle mani del Sindaco, con effetto immediato ed irrevocabile, la mia delega alle politiche energetiche. 22 novembre 2010 – Heliantos 2: sarà sciopero generale Sciopero generale cittadino contro la realizzazione di “Heliantos 2”. E’ questa la clamorosa iniziativa che il Coordinamento Intercomunale “No alla Centrale” ha deciso di intraprendere “per scongiurare la sempre più probabile realizzazione a Casarano dell’impianto” proposto da “Italgest Energia spa”. La manifestazione si svolgerà sabato prossimo, 27 novembre, partendo dal raduno (ore 9:30) in piazza San Domenico e continuerà con un corteo nella strade e piazze del centro, per poi concludersi, sempre in piazza S. Domenico, con interventi di esponenti di associazioni, comitati e amministrazioni. “Non sono bastate – recita la nota del coordinamento – a fare desistere Italgest dal suo folle progetto le forti e continue manifestazioni organizzate dai cittadini, né le 7.500 firme contrarie finora raccolte, né gli autorevoli giudizi di tecnici e ricercatori liberi ed indipendenti. E’ avvenuto invece che, dopo la bocciatura di 'Heliantos 1' a Lecce, Italgest si è mobilitata con tutta la sua potenza economica e di condizionamento delle sedi istituzionali, politiche e mediatiche, ad ogni livello, nel tentativo disperato di imporre ai Casaranesi ed ai cittadini dell’intero Salento la centrale a biomasse 'Heliantos 2'. E gli ultimi sviluppi della conferenza dei servizi tenuta a Bari lasciano temere che l’iter si possa concludere con l’approvazione del progetto”. Nel mirino delle associazioni e dei partiti che fanno parte del coordinamento è entrato anche il “Gruppo Filanto”, “reo” di aver rimesso a disposizione di “Italgest” i lotti industriali per realizzare l’impianto. “E’ bene sottolineare – prosegue infatti la nota – che l’intera vicenda non avrebbe avuto luogo se il gruppo Filanto non avesse resa disponibile l’area per la realizzazione della centrale. E’ facilmente intuibile come l’eventuale approvazione di 'Heliantos 2' a Casarano possa poi condizionare anche l’iter amministrativo delle altre 20 centrali invia di approvazione (Cavallino, ecc.). Invitiamo quindi – conclude il coordinamento – tutti i Cittadini, le Associazioni e le Istituzioni che hanno a cuore le sorti del nostro territorio a partecipare alla manifestazione”. Intanto, il responsabile cittadino dell’”Italia dei Valori”, Piergiorgio Caggiula, precisa di non aver aderito al comitato di coordinamento, proposto dal movimento “Liberacittà”. “Ho solo risposto – ha spiegato Caggiula – all’invito di confrontarmi su questa materia. Non abbiamo aderito a nessun comitato”. E i responsabili di “Liberacittà” confermano: “Venerdì prossimo si discuterà sul comitato e sul modo di organizzare la consultazione popolare sulla centrale a biomasse. Alla fine, ogni movimento, partito o associazione, dopo dibattito al loro interno, deciderà autonomamente se aderire o meno”. 22 novembre 2010 – Heliantos 2: necessario il referendum “Ritengo di intervenire in qualità di consigliere provinciale sulla vicenda Heliantos 2, ribadendo la posizione già espressa a proposito della centrale di Cavallino e sul caso Colacem e chiarendo anche il pensiero del Pd locale. Temi come la salute, l’utilizzo delle risorse comuni, la dignità umana, non possono essere condizionati da posizioni politiche tiepide o di compromesso, meno che mai da caparre di fatto imposte dalla logica del “chi prima arriva prima alloggia” ed invece devono essere affrontati con atteggiamento severo e non indulgente, con l’obbiettivo di lasciare ai nostri figli un eredità migliore di quella che abbiamo ricevuto (atti costitutivi dello Statuto nazionale del Partito Democratico). Se è vero che nel 2007 la 'storia' della centrale inizia sotto l’amministrazione Venuti, in cui il sottoscritto ha ricoperto l’incarico di vicesindaco, è bene ricordare che personalmente mi ero già espresso in merito (il Pd ancora non esisteva). All’epoca, l’ipotesi di insediamento Italgest, prevedeva la riconversione colturale dei terreni coltivati non più a tabacco ma a girasole di una grande parte del territorio salentino, la possibilità di far lavorare gli oleifici non solo per 4-5 mesi l’anno come oggi succede, ma per almeno 9 mesi, sfruttando il fatto che detti impianti possono anche essere utilizzati per la l’estrazione dell’olio dal girasole, ed infine l’affiancamento alla produzione di energia della centrale, i pannelli fotovoltaici assemblati da parte di un’azienda partner del gruppo. In quelle condizioni, in un articolo dato alla stampa (vedi Gazzetta del Mezzogiorno del 27 maggio 2007), il sottoscritto aveva dettato alcuni 'paletti' in tema di energia in generale e sull’impianto Italgest in particolare, tra questi: 1) La comprovata assenza di rischi per la salute pubblica; 2) Un vantaggio economico per il Comune e non solo per l’imprenditore; 3) L’impegno del Comune ad utilizzare quelle risorse non per fare cassa ma per avviare un costante programma di monitoraggio ambientale a 360° E’ bene poi ricordare, e passiamo alla cronaca recente, come il via libera alla candidatura di Ivan De Masi a Sindaco, in particolare da parte di Pd e Udc c’è stato solo successivamente alla promessa fatta dallo stesso candidato di far pronunciare la città sul gradimento o meno di questa iniziativa imprenditoriale, anche a prescindere dalla reale possibilità di incidere sul procedimento in itinere presso la Regione Puglia. Questa condizione è stata fortemente voluta allora come oggi, e non attiene soltanto all’investimento Heliantos 2 (nel qual caso il pronunciamento popolare si rende opportuno per fugare ogni eventuale ombra di imparzialità), ma a qualsiasi investimento a Casarano in tema di biomassa; Piaccia o no, queste erano le regole di partenza e la rievocazione delle stesse oggi, non è frutto di semplice polemica o strategia politica, ma il preciso appello a quell’obbligo morale, richiamato in premessa nei confronti delle future generazioni, e assunto nei confronti degli elettori da parte del sindaco e dei partiti della coalizione di cui, in verità, non faceva parte il gruppo Fersino che, pertanto, può continuare ad assumere il ruolo di libero in questa vicenda, tra NO, NI e SI, salvo poi a ipotizzare percorsi partecipativi. Oggi il progetto Italgest è stato drasticamente modificato e, se il partner che garantiva i posti di lavoro con l’assemblaggio dei pannelli non c’è più, anche i contadini e gli oleifici sono stati accantonati perché non si applica più la filiera corta e non è più necessario produrre in loco. Partendo da queste considerazioni, comunque rispettoso dell’art. 41 della Costituzione e della libera iniziativa economica privata (che non deve in ogni caso essere in contrasto con 'l’utilità sociale') non credo che si possa guardare più alla centrale come una possibile risorsa per la città, ed in ogni caso anche questo mio personale giudizio deve lasciare il passo al più ampio verdetto cittadino. Se il diniego delle aree su cui installare la centrale aveva fugato la necessità di iniziativa da parte dei partiti (stante l’inerzia dell’amministrazione comunale), oggi si rende quanto mai necessario riprendere il lavoro già condiviso prima dell’estate da parte di alcuni partiti, in merito alla organizzazione di un autonomo referendum che, al di là dei formalismi imposti dalla legge, consenta ai cittadini di Casarano, quartiere per quartiere, nel segreto dell’urna, con il massimo della trasparenza, di avere diritto di parola, oltre ogni appartenenza politica”. 20 settembre 2010 – Heliantos 2: spunta la proposta di consultazione popolare In un comunicato firmato da Gabriele Bastianutti del Direttivo, Sel di Casarano ribadisce l'idea che le dimissioni della vice sindaco, Francesca Fersino, sarebbero “l'unico atto coerente degli ultimi 18 mesi”. Il riferimento è alle sue continue “inversioni di marcia” di fronte alla questione della centrale a biomasse, Helianto2. “Da un 'No' netto e perentorio alla centrale a biomasse di grande taglia (come, appunto, Heliantos 2), a un 'Ni' garante della volontà popolare tramite il referendum, per giungere 'finalmente' ad un 'Si' entusiasta che l'ha indotta a seguire in prima persona la Conferenza dei servizi del 18 novembre 2010” dicono da Sel. Ora una nuova posizione del suo movimento (Io Sud): si torna a proporre la consultazione popolare. “Troppo tardi – commentano da Sel – si doveva fare prima, in modo da supportare, nella Conferenza dei servizi, il parere del Comune di Casarano. Oppure la Conferenza è andata maluccio per loro e si tenta il tutto per tutto?”. Il nucleo del problema è l'assenza di politica, la mancanza di valori e di prospettive, il deserto di riferimenti culturali. La risposta di Francesca Fersino non si fa attendere. “Mi sembrava strano che a distanza di ben 12 ore dal termine della Conferenza dei servizi del 18 novembre 2010 non mi avessero tirata in ballo quale complice o, addirittura correa delle innumerevoli malefatte compiute da quest’amministrazione. E’ singolare che per la seduta del 13.4 scorso si protestasse per l’assenza al tavolo dell’Amministrazione Comunale e che, invece, per quella di ieri si protesti perché l’Amministrazione ci fosse con il Vicesindaco nonché Assessore alle Attività Produttive, la quale per altro non ha detratto, aggiunto o modificato niente di ciò che la precedente Amministrazione aveva già a suo tempo comunicato. Ma inutile sottolineare tali incoerenze e poi non posso farlo certo io definita “campionessa di incoerenza e di inversioni di marcia” dai miei amati detrattori! Vorrei, spero per l’ultima volta, chiarire al Prof. Bastianutti che il NO, il NI ed il SI alla Centrale a Biomasse della Fersino più che incomprensibili equilibri politici potrebbero derivare dalla consapevolezza di 'aver subito' una campagna di informazione unidirezionale rivolta principalmente alla pura strumentalizzazione politica. La proposta, nata nella serata di ieri, di attivarsi per una consultazione popolare non può considerarsi tardiva se persegue l’obiettivo di informare preliminarmente la cittadinanza su basi di equidistanza e soprattutto sulle tesi contrapposte che vedono medici e scienziati pronunciarsi a favore o contro tali impianti. Ci siamo dichiarati pronti a costituire un comitato di coordinamento comprensivo di tutte le forze attive sul territorio che sia garante del corretto svolgimento delle azioni di informazione prima e di quelle di consultazione poi. L’azione di terrorismo psicologico attuata in relazione a queste problematiche non giova alla nostra Comunità non abituata al clima di conflitto sociale che si sta vivendo in questi ultimi giorni. Alcune tra le forze politiche che alimentano tale clima non operano per il bene della gente, come affermano, ma manovrano il sentimento popolare per il proprio tornaconto elettorale e per il raggiungimento (o il mantenimento per altri casi) dei posti di potere. Quest’Amministrazione ha delle colpe. E’ vero! Sta cercando di ridurre i tanti costi inutili ereditati, sta innovando la macchina burocratica, sta affrontando le difficoltà di un bilancio in disavanzo finanziario e di una tesoreria senza liquidità!. Contestualmente sta pure ottenendo finanziamenti per i propri investimenti e, insieme alla classe imprenditoriale, immaginando strategie per ridare sviluppo a questo martoriato territorio. Mi piacerebbe invitare, per una sola volta, gli esponenti dell’opposizione alle giornate di ricevimento dei cittadini. Mi piacerebbe vedere le loro facce davanti alle pressanti richieste di lavoro che provengono da giovani, da donne, da padri disperati per non sapere come sfamare la propria famiglia! Ho visto piangere persone più grandi di me e la stretta al cuore che ho provato in quelle occasioni non la auguro a nessuno trai miei più convinti detrattori. E’ facile fare opposizione! E’ comodo criticare tutto quello che si fa! E’ confortevole farlo vicino al bar o nel salotto di casa! Sarebbe anche più facile per me, per noi tutti, lasciare tutto e tornarcene alle nostre occupazioni, ma c’è un sentimento più forte delle comodità che ci impedisce di farlo!. Un attaccamento a questa Città che deve saper superare gli ostacoli. Io non spero che ci si possa mettere insieme in una utopica missione di salvataggio, ma cerchiamo ciascuno nel proprio ruolo e soprattutto con il rispetto delle altrui posizioni di mettere in campo delle proposte serie, realizzabili, coerenti con i mezzi a disposizione per il raggiungimento, quello sì univoco, del benessere di tutta la Comunità”. 19 novembre 2010: Heliantos2: a Casarano nessun documento pro biomasse “Viste le recenti prese di posizione di partiti e movimenti politici – afferma De Masi in una nota – è opportuno precisare che non esiste e non è mai esistito nessun documento a favore delle biomasse sottoposto all’attenzione delle forze di maggioranza. Esiste, invece, un documento a favore dello sviluppo economico della Città, dei lavoratori e delle imprese, in considerazione della pesante crisi produttiva e finanziaria che si è abbattuta in particolar modo sui lavoratori, l’anello debole di una già non vigorosa catena. Il documento trova una sua ragion d’essere nella puntuale esigenza di tutela manifestatami da imprenditori e lavoratori ed è in perfetta sintonia con la mia ferma volontà di scongiurare con tutti i mezzi di cui dispongo la delocalizzazione delle aziende. Si tratta, però, di un documento ad esclusivo uso interno. Tant’è che, nonostante sia stato sottoscritto dai consiglieri che hanno ritenuto opportuno dimostrare la loro sensibilità verso tali temi, non è mai stato diramato agli organi di informazione, né è stato depositato in nessun ufficio pubblico. È piuttosto un documento che si pone in continuità con quanto da me già programmato in termini di iniziative politiche incentrate sul tema dello sviluppo, volte a garantire la partecipazione massima sia dei lavoratori sia degli imprenditori. In merito alla partecipazione della città ai processi decisionali e a seguito della bocciatura dell’ipotesi referendaria avuta nell’incontro con il Prefetto, l’attività politica è stata demandata ai partiti ed ai movimenti politici. Ho sempre pensato che su certi argomenti fosse fondamentale garantire la massima partecipazione, nella forma e nelle modalità consentite dalla legge. È necessario, però, che siano gli stessi partiti e movimenti politici ad attivarsi affinché si individui la forma più adeguata di consultazione della cittadinanza”. 19 novembre 2010 – Heliantos2: la Regione sia al fianco dei casaranesi E' indirizzata al governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, una lettera aperta del Dr. Giuseppe Serravezza nella quale, il presidente della sezione provinciale per Lecce della Lilt (Lega lotta ai tumori), esprime “viva preoccupazione per gli sviluppi della questione della centrale a biomasse Heliantos 2” di Italgest. Il testo della lettera “Egregio Signor Presidente, mi faccio portavoce di tantissimi cittadini ed Associazioni del Salento, per esprimerLe la più viva preoccupazione ed il più profondo disagio per gli ultimi sviluppi della questione della centrale a biomasse “Heliantos 2” proposta a Casarano da Italgest. Ciò che è accaduto alla Conferenza dei Servizi tenutasi a Bari il 18 novembre (alla quale, andando contro la legge, è stata vietata da zelanti funzionari e da poliziotti la partecipazione delle Associazioni accreditate) lascia presagire, a breve termine, nonostante le riserve ed i pareri negativi espressi da alcuni Enti, un esito favorevole alla realizzazione dell’impianto. Spiace dover constatare che si tratterebbe di un caso unico, dal momento che finora nessun progetto simile in provincia di Lecce (vedi Lecce, Cavallino, ecc.) è stato approvato, stanti le forti critiche espresse da ARPA, ASL, ecc. e riguardanti le pesanti ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Non si vede per quale motivo ciò che è valido a Cavallino, ad esempio, non valga per Casarano, a nemmeno quaranta chilometri di distanza. Come Lei ben sa, signor Presidente, quella di Casarano è una storia che si trascina ormai da più di tre anni. Purtroppo non sono bastate a fare desistere Italgest dal suo folle progetto le forti e continue manifestazioni organizzate dai cittadini, né le 7.500 firme contrarie finora raccolte, né gli autorevoli giudizi di tecnici e ricercatori liberi ed indipendenti. E’ avvenuto invece che, dopo la bocciatura di “Heliantos 1” a Lecce, Italgest si è mobilitata con tutta la sua potenza economica e di condizionamento delle sedi istituzionali, politiche e mediatiche, ad ogni livello, nel tentativo disperato di imporre ai Casaranesi ed ai cittadini dei paesi limitrofi la centrale a biomasse “Heliantos 2”. Pensiamo che tanta tracotanza derivi certamente anche dal fatto di poter contare a Casarano sulla presenza di amministratori “di famiglia”. Quanto avviene a Casarano non è degno di una comunità civile. Abbiamo ripetutamente chiesto al Sindaco di Casarano, così come già avvenuto a Lecce, un gesto di responsabilità che scongiuri risvolti drammatici per una vicenda che non sarebbe mai dovuta cominciare. Non abbiamo avuto risposte. Anzi il Sindaco, dimentico del suo ruolo pubblico, e spingendosi fino all’intimidazione delle persone che hanno espresso la loro contrarietà ad “Heliantos 2”, non ha avuto alcun pudore a perorare la causa della centrale a biomasse, quasi fosse lo stesso Comune di Casarano a proporla, a mo’ di panacea dei tanti mali che affliggono una città che, sotto tutti i punti di vista, appare in notevolissima difficoltà. Non il bene comune è l’obiettivo di questa centrale, lo abbiamo denunciato a gran voce da tempo ed in tutte le sedi, ma solo un interesse privato che si fa beffe delle reali esigenze di sviluppo del territorio e della salute dei cittadini. Come uomini liberi, e siamo in tanti, lo gridiamo a gran voce. E ci rivolgiamo ancora una volta alla Sua sensibilità, permettendoci di ricordarLe i Suoi impegni e le Sue dichiarazioni in tema di energie rinnovabili, che si muovevano in una direzione diametralmente opposta ai propositi di Italgest. Noi non lasceremo passare un simile progetto e Le annunciamo che, a partire da oggiAggiungi un appuntamento per oggi, inizieremo una mobilitazione (peraltro già avviata col presidio presso il Comune di Casarano, in occasione della Conferenza dei Servizi) che coinvolgerà non solo Casarano, ma tutti i cittadini e le Associazioni portatrici di interessi diffusi della nostra provincia, per chiedere alla Regione Puglia di mettere la parola “fine” al progetto della centrale “Heliantos 2”, come ad ogni altro progetto del genere in provincia di Lecce. La preghiamo, signor Presidente, anche a nome dei nostri malati e dei loro familiari, molti dei quali Lei stesso ha conosciuto e che oggiAggiungi un appuntamento per oggi sono giustamente preoccupati per il destino dei loro figli, di resistere e di non cedere ai ricatti ed ai compromessi di certa politica collusa col malaffare. Siamo consapevoli che la nostra lotta, dura e difficile quanto quella che sostengono i malati di cancro per la loro sopravvivenza, risulterà vincente se anche Lei ci sarà accanto. Buon lavoro, Presidente” 19 settembre 2010 – Heliantos2: sit-in in Municipio Mentre a Bari si svolgeva la Conferenza dei Servizi, a Casarano i comitati contro la centrale e i partiti di opposizione (Pdl e Cdc), insieme a Sel, Idv e Pd, hanno organizzato un sit-in davanti e all’interno del Municipio. I movimenti e i diversi gruppi consiliari e politici, oltre a rappresentanze studentesche, si erano autoconvocati per avviare un presidio democratico ed un’assemblea aperta all’interno della sala consiliare. Un gruppo di consiglieri comunali (Giampiero Marrella, Claudio Casciaro, Rocco Greco), “titolati a chiedere l’uso della sala consiliare – recita una nota – hanno dovuto prendere atto della completa indisponibilità ed ostracismo dell’utilizzo della stessa sala che invece dovrebbe essere aperta a tutti i cittadini”. Gli organizzatori constatano “la prevaricazione operata dal Sindaco nei confronti delle istituzioni e dell’intera comunità. La Democrazia – conclude la nota – è stata piegata al volere ed agli interessi dell’imprenditore, che noncurante delle oltre 7.500 firme raccolte sul territorio, trascurando così ogni forma di dissenso e di partecipazione civica autogestisce l’interesse pubblico”. Al sit-in era presente, tra gli altri, anche il consigliere provinciale Gabriele Caputo (Pd) e l’assessore provinciale Gianni Stefano (Pdl). Intanto, continua il dibattito all’interno della maggioranza. L’Udc, in una nota, non conferma le voci secondo cui il suo assessore Attilio De Marco starebbe per restituire la delega alla Pianificazione Energetica, ma è “opportuno restare coerenti all’impostazione che ci siamo dati sin dal primo giorno ribadendo la volontà di coinvolgere la popolazione e di non sottoscrivere, né ora né in futuro, alcun documento a sostegno della centrale biomasse”. Quanto al coinvolgimento dei cittadini nella scelta dello sviluppo economico di Casarano, il movimento politico “Liberacittà” lancia alle altre forze politiche la proposta di un comitato civico. “Visto che – recita un comunicato stampa – a seguito di un incontro tenuto da tutte le forze politiche della città con il Prefetto di Lecce venne esclusa la possibilità per il Comune di Casarano di indire un referendum popolare sull’argomento, riteniamo necessario, al fine di perseguire la coesione sociale e non la situazione di conflitto strumentalmente creata, concordare con tutte le forze politiche, quanto prima, una modalità di consultazione della volontà popolare che passi attraverso un comitato organizzatore al cui interno siano rappresentate le varie componenti. Noi siamo pronti sin da ora – conclude Liberacittà – e, pertanto, rimaniamo a disposizione di tutti coloro che vorranno partecipare alla organizzazione della Consultazione popolare”. 18 novembre 2010 – Heliantos2: conferenza rinviata. No di Provincia e Asl di Maria Luisa Mastrogiovanni Rinviata la Conferenza dei servizi su Heliantos2. Erano presenti, per l’azienda, l’amminstratore delegato Paride De Masi. Per il Comune di Casarano la vicesindaca Francesca FErsino e il presidente del consiglio Paolo Zompì. Per la Provincia, oltre ai tecnici, presente l’assessore alle politiche energetiche Gianni Stefàno. Presenti gli Enti convocati, tranne la Asl, che comunque ha invato il suo parere negativo al progetto. Negativo anche il parere della Provincia, che ha comunque richiesto ulteriore documentazione sulla tipologia di filtri che l’impianto prevede di adottare. La Provincia ha anche chiesto un monitoraggio dell’aria nella zona industriale sic stantibus rebus, cioè ad oggi. Con l’obiettivo di capire a quali fumi, già emessi dalle aziende della zona industriale, si aggiungerebbero quelli della centrale da 25 Mw che si vuole costruire. Il Comune non ha presentato un parere ulteriore tranne quello, presentato nella scorsa conferenza, di “conformità urbanistica”. L’Arpa si è riservata di dare il proprio parere entro 30 giorni. Non sono stati ammessi a presenziare, come previsto dalla legge senza diritto di parola, i rappresentanti del comitato Io Conto e della Lilt, sebbene regolarmente accreditati. L’azienda ha dichiarato che ricorrerà al Tar in caso di parere negativo. Il sindaco, Ivan De Masi, ha dichiarato alle telecamere di Telenorba (Tg delle 14.30) di essere favorevole all’impianto. Mentre a Bari era in corso la Conferenza dei servizi i Comitati contro la centrale e i partiti di opposizione insieme a Sel, Idv e Pd hanno organizzato un sit in davanti e all’interno del Municipio. L’obiettivo era occupare l’aula consiliare per una riunione a porte aperte. Ma la porta non è stata aperta dai messi comunali e la riunione si è svolta in una saletta contigua. 18 novembre 2010 – Heliantos2: Conferenza dei Servizi off limits per il Comitato “no biomasse” A nome del Coordinamento Intercomunale “No alla Centrale”, il Dr. Luigi Serravezza, presidente della sezione provinciale della Lilt esprime riprovazione per il fatto che Roberto Viva, rappresentante della Lilt e Vito Rizzo, rappresentante del Comitato Civico “Io Conto” di Ugento (che avevano presentato regolare domanda di partecipazione) sia stata impedita la presenza alla Conferenza dei Servizi di oggi, relativa alla centrale a biomasse “Heliantos 2” del gruppo Italgest. “Questo fatto – commenta Serravezza – rappresenta una gravissima violazione e uno sfregio ai diritti dei cittadini, previsti dalla legge che regola lo svolgimento delle conferenze dei servizi. Anche di questo si dovrà rispondere all’opinione pubblica”. 18 novembre 2010 – Heliantos2: conferenza dei servizi e maretta nella maggioranza di Maria Luisa Mastrogiovanni Conferenza dei servizi oggi a Bari per decidere sulla centrale a biomasse da 25 Mw che la Italgest vorrebbe costruire a Casarano. Asl, Arpa e Provincia di Lecce nella passata riunione avevano chiesto importanti chiarimenti e integrazioni della documentazione presentata dall'azienda. E' probabile che oggi i tecnici della Italgest risponderanno alle eccezioni sollevate dagli Enti. A oggi non è noto se il Comune di Casarano sarà presente alla Conferenza dei servizi. Se non dovesse presentare alcun parere sul progetto, ai sensi di legge varrà il silenzio assenso. Intanto la questione biomasse ha fatto spaccare la maggioranza: il Pd ha espresso ufficialmente il proprio dissenso – si legge su un manifesto affisso sui muri della città “rispetto al metodo di conduzione dell'intera vicenda da parte dell'amministrazione comunale, considerato che il sindaco Ivan De Masi aveva assunto in campagna elettorale l'impegno che “deciderà la città” su questo tema”. Lo stesso dissenso espresso dall'Udc, il cui assessore Attilio De Marco – secondo fonti interne al partito – starebbe per rimettere al sindaco la delega alla pianificazione energetica. Inoltre nei giorni scorsi si è tenuta una riunione tra alcuni pezzi di maggioranza, in una sede non ufficiale, nel corso della quale è stato sottoscritto un documento pro-biomasse. Al documento mancano le firme del Pd e dell'Udc (non presenti) e del consigliere di Io Sud Giuseppe Panico, che ha firmato per poi inviare al sindaco una nota in cui si precisava che quella firma non era da intendersi come un parere favorevole alle centrale a biomasse. Anche Idv e Sel, insieme al Pd, hanno espresso parere negativo inviando a Vendola e Nicastro un appello perché non concedano l'autorizzazione unica per la realizzazione dell'impianto. Intanto alle 8.00, presso il Comune di Casarano (Piazza San Domenico), contestualmente alla conferenza dei servizi in programma a Bari, avrà luogo un presidio di protesta civile dei rappresentanti delle Associazioni costituite nel Coordinamento Intercomunale “No alla Centrale” contro il progetto “Heliantos 2”. Dicono i componenti il comitato: “CASARANO HA GIA’ DETTO 'NO' ALLA CENTRALE A BIOMASSE!”. Purtroppo non sono bastate a fare desistere Italgest dal suo folle progetto le forti e continue manifestazioni organizzate dai cittadini, né le 7.500 firme finora raccolte, né gli autorevoli giudizi di tecnici e ricercatori liberi e indipendenti. Avviene invece che, dopo la bocciatura di “Heliantos 1” a Lecce, Italgest si è mobilitata con tutta la sua potenza economica e di condizionamento delle sedi istituzionali, politiche e mediatiche ad ogni livello, nel tentativo disperato di imporre ai Casaranesi ed ai cittadini dei paesi limitrofi la centrale la biomasse “Heliantos 2” . Pensiamo che tanta tracotanza derivi certamente anche dal fatto di poter contare a Casarano sulla presenza di amministratori “di famiglia”. Quanto avviene a Casarano non è degno di una comunità civile. Questo presidio sarà, pertanto, preludio ad una serie di iniziative che tenderanno a coinvolgere nella vicenda casaranese l’intero Salento. Per queste ragioni, torniamo a chiedere al Sindaco di Casarano, così come già avvenuto a Lecce, un gesto di responsabilità che scongiuri risvolti drammatici per una vicenda che non sarebbe mai dovuta cominciare”. Il presidio è organizzato da: – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) – Sezione Provinciale di Lecce – Comitato Civico “Io Conto” – Ugento – Tribunale dei Diritti del Malato – Casarano – Legambiente – Casarano – Comitato “Energia Ambiente e Vita” – Casarano – Comitato Cittadino Tutela Ambiente – Casarano – Forum Ambiente e Salute – Lecce – Associazione Grande Salento – Avetrana (TA) – Centro Democratico Cristiano – Casarano – Popolo della Libertà – Sezione di Casarano – Sinistra Ecologia e Libertà – Circolo Cittadino di Casarano – Italia dei Valori – Circolo Cittadino di Casarano – Partito dei Comunisti Italiani /Federazione della Sinistra – Sezione di Casarano Articolo correlato Heliantos 2: avviato l'iter per ottenere l'autorizzazione dalla Regione (15 novembre 2010)

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