Centrali a biomasse: 'Non c’è spazio nemmeno per un cerino'

Il comitato No Centrale dice ‘no’ a qualunque tipo di centrale a biomasse. Invece Gianni Stefàno, assessore provinciale all’ambiente, ‘apre’ ai piccoli impianti

“Non c’è spazio nemmeno per un cerino”. Con queste parole, l’oncologo Giuseppe Serravezza, del Comitato 'No Centrale', noto per l’impegno nella campagna contro l’impianto a biomasse “Heliantos2” previsto a Casarano, ha aperto la conferenza stampa, svoltasi in mattinata, a Lecce, presso Palazzo Adorno, per illustrare il parere negativo di Arpa (Agenzia regionale per la protezione all’ambiente) in merito al progetto di Italgest. “Il territorio è saturo per centrali di ogni forma e dimensione” sostiene Serravezza. “Sarebbe, anzi, necessaria – continua – una moratoria rispetto agli impianti inquinanti”. Con lui, in conferenza, il consigliere provinciale del Pd, eletto nel collegio di Casarano, Gabriele Caputo, l’ingegnere Antonio De Giorgi, la presidente regionale del Tribunale per i Diritti del Malato – Cittadinanza Attiva, Annamaria De Filippi, e l’assessore provinciale alle politiche energetiche, Gianni Stefano. Proprio Stefano, rispondendo a una domanda dei giornalisti presenti, non è parso essere sulla stessa lunghezza d’onda del Comitato: “Il Dr. Serravezza ha ovviamente il suo punto di vista” dice l’assessore che lascia porte aperte a impianti piccoli e assolutamente sostenibili con biomasse prodotte dal territorio, necessari anche per smaltire, ad esempio, i residui vegetali. L'analisi del Comitato “No Centrale” si sviluppa però su altri binari. Nel comunicato si legge chiaramente che “non c'è spazio alcuno (né a Casarano, né altrove) per centrali a biomasse di qualsiasi taglia che brucino oli vegetali, con la colpevole immissione in atmosfera di sostanze cancerogene”. Per la Provincia, inoltre, competente in merito alla Valutazione di impatto ambientale su biomasse, fotovoltaico ed eolico, sarà fondamentale il passaggio di modifica del Ptcp (Piano territoriale di Coordinamento provinciale) grazie al quale l’Ente potrà “darsi” vera paternità di pianificazione dell’area. Comunque, tutti d’accordo: la situazione sanitaria e ambientale del territorio è preoccupante. La correlazione tra inquinamento ambientale e tumori è evidente e l’Arpa lo sottolinea nell’allegato della sua documentazione: secondo la statistica epidemiologica, il Salento, rispetto ai valori regionali, è interessato da alti livelli di mortalità per neoplasia polmonare, soprattutto nei soggetti di sesso maschile. tumore al polmone “Ci vorrebbe la bonifica del territorio” afferma la De Filippi che si farà portavoce dell’istanza presso l’assessorato regionale alla sanità, “e politiche alternative di protezione dell’ambiente”. Già, l’ambiente: chi tutela questo spazio condiviso e non riproducibile, assoggettato a pressioni di ogni tipo?. Certo non la politica, che non riesce a fare giustizia della volontà di coloro che vivono il territorio e che, spesso, dei mali di cui il territorio soffre, inevitabilmente, si ammalano. In questo senso, il documento prodotto da Arpa che, come detto, ha bocciato Heliantos2, è uno spartiacque. “Laddove le leggi non hanno regolamentato a dovere la materia – dicono Caputo e Stefano – un autorevole soggetto terzo è dovuto intervenire per dirimere la questione”. Ma molto, come si sa, ha fatto la società civile, a dimostrazione del fatto che anche i movimenti, se organizzati e compatti, possono dar voce a istanze importanti.

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