Il boss Prudentino estradato in Italia

Fu arrestato a Valona il 29 settembre 2010. Per la giustizia italiana è il principale esponente della Sacra Corona Unita. Su di lui gravano accuse di traffico di droga, associazione di stampo mafioso, rapina e riciclaggio di denaro sporco

Alle ore 8 circa dell’11 gennaio 2011, con un volo proveniente da Valona e scortato da personale dell’Interpol, è giunto presso l’aeroporto di Roma Fiumicino, il boss della Sacra Corona Unita, Albino Prudentino, arrestato il 29 settembre 2010 nel corso dell’Operazione “Calipso”, condotta dal Ros, che ha smantellato i vertici della frangia brindisina della Scu e, in particolare, del noto clan dei mesagnesi egemone in provincia di Brindisi. All’arrivo presso lo scalo aeroportuale italiano, a Prudentino, indagato per “associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso”, è notificata, a cura di personale della Polizia di Frontiera e di militari del Ros, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce (provvedimento restrittivo confermato dal Tribunale del Riesame). Successivamente l’indagato è trasferito in carcere a disposizione delle autorità giudiziarie procedenti. Alle ore 4 del 29 settembre 2010 era scattata, fra le due sponde dell’adriatico, un’imponente operazione del Ros, del Comando Provinciale di Brindisi e delle Forze Speciali della Polizia Albanese, che aveva consentito la cattura di altri 9 boss della Sacra Corona Unita (1 di essi, localizzato in Thailandia e costantemente monitorato dal Ros, era stato arrestato al suo rientro in Italia, il 30 settembre 2010, presso l’aeroporto di Milano Malpensa). Il provvedimento cautelare era scaturito da un’indagine condotta dal R.O.S. sin dal 2007 sul clan “Vitale” di Mesagne, facente capo al detenuto Antonio Vitale, esponente di vertice della Sacra Corona Unita brindisina e diretta emanazione del capo storico Pino Rogoli. Tutti gli arrestati, fra i quali Albino Prudentino, sono accusati di aver ricostituito, di fatto, la struttura di vertice della Sacra Corona Unita fondata da Giuseppe Rogoli, al quale continuavano a far riferimento. È stato documentato, in particolare, il processo di riorganizzazione del sodalizio, che aveva progressivamente esteso la sua influenza da Mesagne ai comuni limitrofi di Ostuni, Oria e Ceglie Messapica, imponendo nuove regole di rigida divisione territoriale, con un referente per ciascuna località e la delimitazione del raggio d’azione dei gruppi affiliati ai rispettivi territori. Era stata inoltre esclusa la possibilità di reclutamento in aree diverse da quelle direttamente controllate, per evitare le tensioni verificatesi in passato. Il sodalizio aveva poi assunto un ruolo centrale nel traffico di cocaina, avvalendosi per gli approvvigionamenti di due autonomi canali in Piemonte e Calabria. Il narcotico veniva successivamente distribuito con un’articolata rete di spaccio in Puglia ed Emilia Romagna. È stato accertato anche il coinvolgimento del sodalizio nel controllo di centri scommesse on-line e di sale da gioco, con l’imposizione di forniture di slot machine, da parte del noto Prudentino. Quest’ultimo, già inserito nella rete dei contrabbandieri affiliati alla Scu, è ritenuto responsabile, unitamente a Daniele Vicientino (latitante), anche di un’estorsione commessa in danno dei titolari di una società di scommesse di Ceglie Messapica, costretti a versare all’organizzazione un importo annuo di 10 mila euro. Proprio Prudentino, localizzato a Valona da militari del Ros e da personale del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno, era stato tratto in arresto nel corso di un’operazione congiunta condotta dal Ros, dalle forze speciali della polizia albanese e da personale del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno. Prudentino, venerdì 1° ottobre 2010, avrebbe inaugurato un casinò nella città di Valona. Nel complesso, l’indagine “Calipso” ha confermato i rapporti di cooperazione tra i principali sodalizi mafiosi dell’area, funzionali soprattutto al controllo del locale traffico di stupefacenti, evidenziando come la Scu brindisina, allentati gli storici interessi nel contrabbando di t.l.e., abbia rimodulato le proprie strategie criminali, individuando anche nel settore del gioco lecito, nuove e remunerative fonti di guadagno. 13 dicembre 2010 – Prudentino sarà estradato di Francesca Quarta Risale alla fine di novembre la richiesta, da parte delle Autorità italiane al Tribunale di Valona, di estradare Albino Prudentino, arrestato in Albania il 29 settembre scorso, nell'ambito dell'operazione “Calipso“, condotta dal Ros, dalle forze di polizia albanesi e da personale del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell'Interno. La giustizia italiana lo ritiene il principale esponente della Sacra Corona Unita. Su di lui gravano le accuse di traffico di droga, associazione criminale di stampo mafioso, rapina e riciclaggio di denaro sporco. Giovedì scorso, il tribunale albanese ha approvato l'estradizione. Durante l'udienza, Prudentino ha letto una lettera nella quale nega di avere legami mafiosi e conferma di essere venuto in Albania per lavorare. Ora, la sua speranza è di tornare presto in Italia per, finalmente, chiarire la sua posizione. La sua detenzione si protrae da oltre 40 giorni, rispetto al giorno dell'arresto. Di fatto, un abuso per il figlio Maurizio e per i legali, a fronte del fatto che – sottolineano – gli atti dell’inchiesta, condotta dalla Dda di Lecce dove è indagato (per estorsioni, controllo di centri scommesse on-line e di sale da gioco, con l'imposizione di forniture di slot machine), non sono stati inviati al tribunale. In Albania, intanto, sono finite sotto sequestro alcune proprietà e attività economiche riconducibili ai suoi familiari: una gelateria, “Piazza Italia”, intestata alla moglie, e un piccolo resort a circa 15 chilometri a sud-est di Tirana, destinato a diventare casinò, di cui il figlio possedeva il 50 per cento. Per lui, si parla di una fitta rete di amicizie eccellenti, tra cui politici vicino al governo albanese. Lo hanno rivelato, nelle settimane passate, i giornalisti di “Gazeta Sqhiptare”. Nelle aziende e negli affari di Prudentino sarebbe coinvolta, per esempio, la sorella del Ministro dell’Integrazione di Tirana, Majlinda Bregu.

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