Lo scollamento dalla politica del cittadino

Senza risorse economiche non si può progettare per il futuro e investire sul nuovo e da ciò conseguono poche prospettive per i giovani che aspettano dalla politica gli indirizzi da intraprendere. Ma nell’immediato che cosa offre la politica?

Pronti si riparte!! In Consiglio Regionale, si discuterà nei prossimi giorni di legge finanziaria con previsione per il 2011 e per certi versi per gli anni a venire. Fondamentalmente si parlerà di tagli e di come agire mediante “alchimie finanziarie” sul magro bilancio regionale. Si parlerà molto di come il Governo centrale ha portato la Regione Puglia a tagliare sul welfare, a ridurre il numero degli ospedali tramite chiusura dei medesimi, a ridurre investimenti su potenziali attività produttive, a ridurre gli incentivi per ricerca e cultura. Si parlerà altrettanto di come invece la Regione Puglia sia essa stessa responsabile, attraverso una cattiva amministrazione dell’attuale Governo regionale, dei problemi che affliggono la sanità e di tutto il resto come conseguenza di sprechi e mala gestione. In questo gioco delle parti, della sinistra e della destra, il cittadino si inserisce con un personale giudizio che alimenterà il bailamme. Così fra coloro che grideranno che gli ospedali non vanno assolutamente chiusi e chi dirà che Vendola è l’unico in grado di salvare la Puglia e forse l’Italia ci sarà una preponderante fetta di cittadini all’oscuro su elementi di giudizio “veri” che continuerà a sperimentare sulla propria pelle il peggiorare della situazione ed ancor più si disaffezionerà alla politica che verrà sempre più considerata incapace di risolvere problemi e al contrario sempre più capace di crearne. Si sa che quando in una famiglia si manifestano ristrettezze economiche, vuoi per minori introiti o per necessità di maggiori spese, questa fa corpo attorno a due o tre indirizzi mediati generalmente del capofamiglia. Il primo indirizzo è quello di ridurre le spese laddove queste non siano prioritarie o essenziali, il secondo è di valutare se vi siano nell’immediato capacità di maggiori guadagni da parte della famiglia magari diversificando le attività e il terzo indirizzo quello di come creare prospetticamente uno sviluppo futuro del benessere della famiglia attraverso nuove idee da improntare. Traslando il tutto sul modus operandi regionale e nazionale convengo che su questi punti, essenziali, lapalissiani, si basa l’eventuale tenuta economica e la potenzialità di recuperare posizioni future. Eppure accade che la politica, regionale e nazionale, senza distinzioni di destra e sinistra, ci offre uno spettacolo ben diverso da ciò che il cittadino si aspetta. Non c’è una vera discriminazione sulla riduzione delle spese, in altri termini si va poco a vedere dove è possibile tagliare senza nuocere troppo ai cittadini. In sanità esistono esempi di grosso spreco per questa Regione; la Puglia spende 120 milioni di euro in più rispetto a quanto necessario secondo standard medi su altre regioni per farmaci, spende circa 300 milioni di euro in esborso ad altre regioni per la migrazione sanitaria, spende all’incirca, calcolo difficile ma realistico, 400 milioni di euro per medicina difensiva, quella parte di spese che si fanno per difendersi da eventuali azioni legali. Tutto ciò rappresenterebbe circa il 7% del bilancio regionale e sicuramente l’elenco degli sprechi è molto più lungo e centellinabile in tutti i settori dell’amministrazione. Di tutto questo non ne parla la destra e non ne parla la sinistra; non ne parla nel senso che non c’è una volontà da metterci mano seriamente; lo scollamento fra politica e gente si manifesta proprio perché la gente non riesce a capire come mai non si riesca a rimediare. Viene ovviamente da pensare, a chi sa pensare, che tutto ciò serva alla politica medesima ad auto mantenersi, senza distinzione di colore, perché dallo spreco nasce il consenso, il consenso di tutti coloro, e sono molti, che vengono beneficiati dallo spreco medesimo. Evidentemente non c’è governo che abbia interesse a smantellare ciò. In Germania, unico paese europeo in recupero economico, è stato effettuato un accordo trasversale proprio su questi aspetti. La conseguenza, purtroppo drammatica, è che senza risorse economiche non si può progettare per il futuro e investire sul nuovo e da ciò conseguono poche prospettive per i giovani che aspettano dalla politica gli indirizzi da intraprendere. Non ci sono investimenti su settori dell’istruzione strategici per il futuro della Regione e ovvia incertezza nel domani. Ma nell’immediato che cosa offre la politica? Anche in questo caso non vi può essere sostegno per le imprese produttive e non vi è sostegno sufficiente all’agricoltura che lamenta una competitività inadeguata, sicuramente prodotti di qualità ma fuori mercato per la limitata diffusione e conoscenza vista l’aggressività delle multinazionali nella grande distribuzione. Glissato su tutto ciò che questa Regione onorabile per l’ubicazione, il clima, la bellezza e storia, nei secoli, ha rappresentato oggi le uniche immediatezze economiche sono: le energie alternative, e la presenza della grande industria che ha creato sussistenza ma non certamente sviluppo con una sola certezza; distribuire una grande quantità di inquinanti; ma si sa queste cose non tutti vogliono raccontarle. Dr. Patrizio Mazza Consigliere Regionale della Puglia Per l’Italia dei Valori

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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