Zone Franche Urbane: Perrone scrive a Romani

Lettera al titolare dello Sviluppo economico per chiedere la revisione del di decreto di riforma degli incentivi alle imprese che cancella le Zfu

Il sindaco di Lecce Paolo Perrone ha inviato oggi al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, una lettera con la quale chiede una revisione della bozza di decreto di riforma degli incentivi alle imprese che, di fatto, cancella le Zone Franche Urbane. Com’è noto, la città di Lecce è tra le ventidue Zone Franche Urbane individuate ad ottobre del 2008 dal Dipartimento Politiche di Sviluppo del Mise e ha sottoscritto il 28 ottobre 2009 a Roma il “Contratto di Zona Franca Urbana”. Con questo atto, oltre all’assegnazione delle risorse, è stata prevista una serie di impegni reciproci assunti dalle parti per assicurare un avvio e uno sviluppo efficace della Zona Franca Urbana e portare crescita e occupazione nelle zone proposte. “In adempimento all’art. 6 del Contratto – scrive il primo cittadino – la mia amministrazione ha già avviato da tempo iniziative tese a sostenere azioni di animazione economica per sostenere l’imprenditoria locale nel realizzare scelte di investimento coerenti con gli obiettivi del regime agevolativo per la Zona Franca Urbana. A questo proposito la Città di Lecce, in via sperimentale, ha integrato il dispositivo della Zona Franca Urbana con lo strumento del programma innovativo in ambito urbano di due Contratti di Quartiere, ubicati nella zona 167 A – B – C e ha avviato nelle aree in oggetto la realizzazione di investimenti pubblici per circa € 20.000.000 e di privati per ulteriori € 40.000.000. Di conseguenza – continua – la bozza del decreto di riforma degli incentivi alle imprese, che nella sostanza cancella le Zone Franche Urbane, non fa che sgretolare quello che consideriamo il principale sostegno al rilancio di un’area ad alto tasso di disagio sociale ed economico attraverso le esenzioni fiscali automatiche per le piccole e medie imprese. Si tratta, in altre parole, di una mortificazione (peraltro abbastanza inattesa) di una fase di programmazione di cui intravedevamo uno sbocco di successo. Ti chiedo, a nome dell’amministrazione comunale e della mia città, uno sforzo per valorizzare questo percorso di programmazione attraverso un approfondimento ed una conseguente revisione della bozza, comprendendo le aspettative maturate e considerando le rilevanti risorse finanziarie, pubbliche e private, attivate con tale programmazione integrata”.

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