'Lecce sporca d'Europa'

Parafrasando il noto “Lecce porta d'Europa”, il consigliere circoscrizionale Peluso (Idv) attacca l'amministrazione comunale sul generale livello di incuria della città

Cesare Peluso, consigliere della terza Circoscrizione di Lecce “Leuca – Ferrovia – Stadio” e coordinatore provinciale dei giovani dell’Italia dei Valori, attacca l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Perrone, che “paga il prezzo della cattiva gestione economica ed è costretta a vendere ogni piccolo spazio rimasto vuoto per concederlo a costruttori e affaristi senza scrupoli”. Ciò che lamenta Peluso è l’assenza di spazi verdi, “spazi in cui le famiglie possono portare i bambini a giocare e a respirare un poco di aria pulita, dove i ragazzi possono giocare a pallone, leggere su un prato, andare sui pattini, in bicicletta, fare footing, spazi in cui gli anziani possono passeggiare senza rischiare di essere investiti, in cui possono sedere all’ombra su una panchina nelle calde giornate estive”. E’ mai possibile che a Lecce tutto questo sia solo un sogno irrealizzabile, un’utopia impronunciabile? Si chiede questo il consigliere, in considerazione del fatto che “anche per aree inizialmente non destinate ad essere edificabili, basta una piccola variazione nei piani urbanistici ed ecco che, si possono vendere spazi già verdi (come la scuola materna di piazza Partigiani) o aree potenzialmente destinabili alla realizzazione di un parco di quartiere (come la famosa via Cicolella)”. “Da consigliere circoscrizionale – ricorda Peluso – ogni volta che propongo a qualche assessore in visita istituzionale nei quartieri, la realizzazione di parchi e aree verdi, non vengo nemmeno preso in considerazione”. Se l'impegno di uno o di pochi non è sufficiente, allora è necessario che l'intera collettività si ribelli a questa progressiva cementificazione della città, facendo in modo che il “verde” entri nell'agenda politica di Palazzo Carafa. “Preferisco poi non dilungarmi – conclude – sulla qualità dell’aria, sul traffico, sull’inciviltà di chi parcheggia sui marciapiedi e sulle strade in cui è consuetudine parcheggiare in seconda fila e lo si fa sistematicamente e sul fatto che tutti questi comportamenti non siano mai sanzionati dagli addetti a tale ruolo, con tanti saluti alla tutela e alla protezione dei cittadini. Non mi dedico ad affrontare argomenti come l’inadeguatezza assoluta del trasporto pubblico, come lo spreco immane di risorse per un filobus mai partito e che mai partirà perché altrimenti il traffico impazzirebbe, alla pericolosità delle pochissime piste ciclabili audacemente realizzate a ridosso dell’uscita dei negozi o che sbucano improvvisamente sulla brecciolina di qualche uscita di private villette (vedere viale Aldo Moro), senza contare poi marciapiedi rotti, strade piene di buche come voragini, barriere architettoniche ecc. Ricordo ai nostri amministratori che una città deve avere i conti in ordine, ma deve anche essere vivibile! E segnalo anche che, questa amministrazione è stata eletta nel 2007 e non ha fatto a, forse per mancanza di fondi o forse per inadeguatezza organizzativa, certo è che dalla mia circoscrizione son passati sindaco e fior di assessori con le loro belle piantine e i loro progettini e tavole pitagoriche varie, hanno promesso, hanno presentato progetti faraonici o più fattibili, ma mai a è stato realmente realizzato! Sono passati tre anni dall’elezione del sindaco Perrone a Palazzo Carafa e ancora dobbiamo sapere per cosa questo sindaco sarà ricordato, forse per aver intrappolato Lecce in una ragnatela o nemmeno per quello, visto che il progetto del filobus era in fine quando lui è stato eletto e restava solo di farlo partire”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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