Operazione 'Affinity', prime condanne

L'inchiesta portò alla luce un traffico di droga che aveva come basi alcune delle discoteche e dei luoghi più frequentati della costa del Salento

Prime condanne nel giudizio abbreviato scaturito dall'operazione “Affinity”, portata al termine dagli agenti della Squadra mobile di Lecce il primo dicembre del 2009. Nel corso dell'operazione furono eseguite trentuno misure cautelari in carcere. L'inchiesta portò alla luce un vasto traffico di droga che aveva come basi logistiche alcune delle discoteche e dei luoghi più frequentati della costa del Salento. Per gli imputati le accuse a vario titolo riguardano l'associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostane stupefacenti e la detenzione di armi (nel blitz fu sequestrato anche un fucile a pompa, due pistole con matricola abrasa, numerosi proiettili e alcuni caricatori per armi semiautomatiche). Secondo gli inquirenti, all'interno dell'associazione un ruolo di vertice sarebbe stato occupato da alcuni esponenti della cosiddetta “Lecce bene” e da alcune donne, tra cui Sabrina Citiso, 44enne figlia di una delle più note famiglie di pasticcieri salentini. La Citiso, difesa dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, è stata assolta da ogni accusa (il 17 dicembre scorso il Tribunale del Riesame aveva già anato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per “mancanza dei gravi indizi di colpevolezza”). Per lei la richiesta dell’accusa era stata di dieci anni di reclusione. Le pene più severe sono state inflitte a Antonio De Virgori (ritenuto a capo dell'organizzazione), 18 anni, e Antonia De Dominicis, condannata a 14 anni. 20 settembre 2010 – Operazione Affinitiy: chiesti oltre due secoli di carcere Oltre 246 anni di carcere, è questa la richiesta avanzata dal pubblico ministero, Angela Rotondano, per i venti imputati che hanno scelto il giudizio abbreviato e coinvolti nell’ambito dell’operazione “Affinity”, portata al termine dagli agenti della Squadra mobile di Lecce il primo dicembre del 2009. Nel corso dell'operazione furono eseguite trentuno misure cautelari in carcere. Undici di loro hanno scelto il giudizio ordinario. L'inchiesta portò alla luce un vasto traffico di droga che aveva come basi logistiche alcune delle discoteche e dei luoghi più frequentati della costa del Salento. Per gli imputati le accuse a vario titolo riguardano l'associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostane stupefacenti e la detenzione di armi (nel blitz fu sequestrato anche un fucile a pompa, due pistole con matricola abrasa, numerosi proiettili e alcuni caricatori per armi semiautomatiche). Secondo l'accusa, all'interno dell'associazione, un ruolo di vertice sarebbe stato occupato da alcuni esponenti della cosiddetta “Lecce bene” e da alcune donne. Le pene più severe sono state formulate per i presunti promotori e organizzatori dell'associazione: Antonio De Virgori e Antonia De Dominicis (il terzo, Ivan De Rinaldis, alias Schiacciatina, ha scelto il rito ordinario). Per entrambi la richiesta dell'accusa è stata di 24 anni. Pene severe, 14 anni, sono state invocate anche per Francesco Calogiuri ed Errico Sinistro. Dodici anni, invece, per Massimiliano Bracale, Pierangela Damiano, Nicola Immorlano, Andrea Mancarella, Marianna Rizzo, Antonio Stanelli e Giovanni Verardi. Le prossime udienze si terranno l'undici e il diciotto ottobre e l'otto novembre dinanzi al gup Alcide Maritati. la sentenza è attesa per il 15 novembre. Il 17 dicembre scorso, il Tribunale del Riesame aveva anato le ordinanze di carcerazione per “mancanza dei gravi indizi di colpevolezza” nei confronti di Marianna Rizzo, Marcello Ingrosso, Sabrina Citiso, Andrea Mancarella. Nonostante ciò, il Pm ha comunque deciso di lasciare inalterato il quadro accusatorio. 2 dicembre 2009 – Traffico di eroina e cocaina. 31 arresti Avrebbero gestito il traffico e lo spaccio di eroina a Lecce, a Gallipoli ed altri paesi del Salento. In manette, ieri, sono finiti in 31; ritenuti dalla Squadra mobile e dal pm Angela Rotondano, i componenti di una organizzazione a gestione familiare nella quale avrebbe avuto un ruolo di primo piano la “Lecce bene”. Al vertice della piramide sarebbero stati infatti i leccesi Ivan De Rinaldis e Sabrina Citiso; ruolo di primo piano avrebbero inoltre avuto le donne, tra le quali Gabriella De Dominicis, moglie di Massimo Signore, pluricondannato per droga. Ma il traffico di stupefacenti non si sarebbe fermato ai confini del capoluogo salentino; li avrebbe varcati tramite i rapporti della cellula madre con quella, altrettanto importante, presente nella città di Gallipoli e vicina al boss Rosario Padovano, in carcere dal 24 ottobre per essere stato il mandante dell’omicidio del fratello Salvatore (“Nino bomba”). Pare tuttavia che non vi fossero altri rapporti tra l’organizzazione malavitosa ed altri esponenti della Sacra corona unita. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite su ordine dal gip Maurizio Saso. Tutti gli indagati rispondono di associazione finalizzata al traffico di droga: avrebbero fatto parte di un gruppo ben organizzato e con ruoli ben definiti. // Tutti i nomi A capo dell'organizzazione ci sarebbero stati Ivan De Rinaldis, figlio di una famiglia di imprenditori benestanti, ed il suocero Antonio De Vergori; Gabriella De Dominicis avrebbe invece avuto il ruolo di principale fornitrice della droga. Subito dopo ci sarebbero stati Sabrina Citiso e Damiano Carrieri, poi Mirko De Vergori e Gaetano D'Elia, rispettivamente figlio e genero di De Vergori. A Lecce, incaricati dello spaccio sarebbero stati Giovanni Verardi, Francesco Calogiuri, Enrico Sinistro, Marianna Rizzo, Antonio Sileno ed il marocchino Azedine Abida. A Gallipoli Maria Perrone, Roberto Cortese, Luigi Maggio, Michel Greco e Gianluca Marzo. Nel Sud Salento, Pietrangela Damiano di Ruffano. A Nardò, Gianluca De Marco, Roberto Rizzo e Luigi Manca; a Sternatia ed a Zollino Pantaleo Filieri e Palmiro Calò. A San Pancrazio (Brindisi) Azzurra Totaro ed Antonio Stanelli. Altri appartenenti all'organizzazione sarebbero stati Nicola Immorlano, Massimiliano Bracale, Giuseppe Caputo, Pantaleo Filieri, Marcello Ingrosso, Andrea Mancarella.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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