Soleto si ribella: via la Colacem dal Salento

Comitati e associazioni invitano le popolazioni alla grande manifestazione che si terrà domenica 12 dicembre. Parteciperà anche il presidente Gabellone

L'intera cittadinanza alza il capo e dice: “Basta!”. Comitati e associazioni invitano le popolazioni alla grande manifestazione che si terrà domenica 12 dicembre per opporsi a richiesta del cementificio Colacem di ottenere dalla Provincia di Lecce l'autorizzazione “altamente lucrosa”, dicono gli organizzatori, per bruciare rifiuti. Gli studi epidemiologici diffusi dalla Lilt (Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori) hanno evidenziato come i dati di mortalità per tumore registrati nella città di Soleto e nei comuni limotrofi (Galatina, Noha, Aradeo, Collemeto, Sogliano Cavour, Corigliano d'Otranto, Cutrofiano, Maglie) sono sensibilmente più alti che nel resto del territorio: “guarda caso si scopre facilmente che si tratta degli esatti comuni dell'hinterland del cementificio Colacem. Per questo motivo domenica mattina la città di Soleto, il suo sindaco, lo stendardo comunale e tutta la cittadinanza scenderanno nelle vie del paese, per una grande manifestazione dall'eloquente titolo 'Lasciateci Respirare!”. L'appello alla massima partecipazione viene esteso a tutti gli altri Comuni vicini colpiti e a tutti i cittadini del Salento “affinché si uniscano domenica alla gente di Soleto per esprimere, tutti insieme, la forte indignazione per un regime politico-imprenditoriale che ha anteposto gli interessi dei privati a quelli pubblici di tutti noi, al diritto alla salute e alla libertà di vivere in un ambiente sano e bello”. Come segno di riappropriazione del proprio territorio si snoderà un corteo per le strade della cittadina, che percorrerà tutta la strada extramurale con una prima sosta simbolica all'intersezione con la via per Sogliano Cavour dominata dall'inquietante spettro del fumoso camino di Colacem. “È da quel camino che ormai da molti anni vengono emessi, nell'attività di cementeria, quei fumi che hanno avvelenato l'aria e compromesso conseguentemente la salute di tutti, per produrre quel cemento, per la più parte esportato lontano dalla nostra terra e per la produzione del quale la terra salentina è stata cavata, dilaniata, svuotata e cariata all'inverosimile”. Come gesto simbolico, durante questa sosta, i cittadini faranno ondeggiare nell'aria i rami di ulivo portati con loro nel corteo, in segno di speranza, saggezza e vita “per un futuro finalmente pulito e sano, scevro, nel territorio, da qualsiasi attività inquinante, libero da quella, ormai, intollerabile cementeria, che già tanti dolori ha comportato, e lo sa bene la gente di Soleto, che ben prima che giungessero gli strumenti tecnologici degli enti preposti al controllo, i quali, già nel 2006, han dimostrato lo sforamento dei limiti di legge per diversi inquinanti emessi, sapeva istintivamente, percependolo nei propri polmoni nelle propri trachee, nei propri bronchi con colpi di tosse e capogiri, con percezioni di odori nauseabondi di fumo denso e acre e ceneri nell'aria, quale fisiologica nocività accompagnasse quella torre, simbolo della nuova colonizzazione, questa volta industriale, che stringeva, e vuole ancora stringere, nella sua morsa il nostro territorio. Una morsa fatta di ricatti occupazionali, menzogne pseudo-scientifiche e immense campagne di opinione, di eco-lifting e di consenso ad ogni livello. Rami d'olivo, perché gli olivi e la natura salentina, con la sua ricca biodiversità, selvatica e domestica, possano tornare a crescere dove, oggi, svettano gli impianti inquinanti che avvelenano il nostro Salento, e/o ne deturpano il paesaggio, come, ad esempio, gli assurdi lager dei pannelli fotovoltaici, mortificandone l'economia locale vera, che deve tornare ad essere focalizzata sull'artigianato sulle produzioni silvo-agro-pastorali biologiche, sul turismo destagionalizzato, e d'eccellenza, sull'eco-sostenibilità legata al virtuoso ciclo dei rifiuti basato sulla differenziazione spinta ('Strategia Rifiuti Zero'), al risparmio energetico, e alla riconversione delle fonti di approvvigionamento energetico secondo la filosofia dell'auto-produzione e auto-consumo in loco con piccoli impianti di energia solare, dopo aver però guarito le ferite che al nostro territorio sta portando la follia speculativa della 'Green economy industriale', fermando la costruzione delle mega-torri eoliche simboli massimi dell'illegalità, e dell'antiecologia, e spostando i pannelli fotovoltaici, criminosamente ubicati sui nostri suoli, sui tetti delle strutture recenti; tutte attività queste virtuose sulle quali fondarsi”. Questa è la richiesta che parte da Soleto “per il totale reimpiego di quelle unità lavorative oggi impegnate, anche a danno della loro stessa salute, nella nociva attività cementiera che rischia di essere addirittura incrementata dalla scelta aziendale di bruciare anche i rifiuti, accanto ai combustibili fossili, già normalmente impiegati (Carbon Pet); scelta che non ha alcuna spiegazione tecnico-ingegneristica, ma, bensì, soltanto economica, legata alle perverse iper-incentivazioni statali concesse alle industrie che bruciano rifiuti, una pratica, questa, che in Italia, follia delle follie, è stata fatta rientrare tra quelle della cosiddetta Green Economy”. Da lì, il corteo farà tappa a Largo Osanna, dove, ai piedi della antica colonna sacra (sormontata da una croce litica, e che da il nome il largo stesso, “Culonna de l'Osanna”), saranno deposti dalla gente rami di ulivo, un cuscino di fiori e fiori vari, in memoria dei tanti 'caduti' in questa guerra silenziosa, contro il più subdolo dei nemici: l'inquinamento. Sarà quindi lasciata parola ai sindaci dei Comuni intervenuti, ai rappresentanti della Provincia, ai cittadini e ai comitati del Salento. Scopo principale della manifestazione sarà spiegare alla Provincia di Lecce, Ente ultimo preposto alla negazione dell'autorizzazione a Colacem per bruciare rifiuti, “che la Città di Soleto, unita nel ricordo dei cari scomparsi, non consentirà in alcun modo, che si possa compiere questo ulteriore oltraggio chiamato 'incenerimento dei rifiuti', pratica aberrante, non solo per le emissioni nocive che “inceneriscono il nostro Futuro”, ma, anche, per l'offesa a ogni virtuosa politica ecologica di differenziazione dei rifiuti”. Da Soleto, infine forte è l'appello perentorio che sarà lanciato ad Arpa, Agenzia Regionale per la Prevenzione e l'Ambiente, e alla Asl (Azienda Sanitaria Locale), perché si oppongano con tutte le forze, nella sede del prossimo tavolo tecnico, che sarà convocato in Regione, sulla questione Cdr Colacem, “affinché si accerti, la connessione tra la già nociva attività svolta nel cementificio Colacem, (il cui simbolo stilizzato è un lupo che semi-apre le fauci dentate!), classificato come opificio insalubre di prima classe, e le morti per neoplasie varie e altre malattie, in particolare all'apparato respiratorio, registrate con particolare incidenza proprio nell'hinterland dello stabilimento. Un dovere professionale istitutivo civile e morale cui Arpa e Aal non possono sottrarsi pena il venir meno della loro stessa natura d'esistere”. Con grande gioia si è appresa, da parte degli organizzatori, la notizia della conferma all'invito per la presenza alla manifestazione, del Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, già firmatario in campagna elettorale di un documento sottopostogli dal Forum Ambiente e Salute per il massimo impegno a difesa dell'ambiente e del paesaggio salentino e a favore invece dei rimboschimenti e di una riconversione economica del territorio secondo quella filosofia ecologica focalizzata su quelle attività identitarie secondo quanto sopra esposto.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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