Ecomuseo a Vernole. La protesta degli ambientalisti

 

L’inaugurazione è prevista per domani, ma in quella stessa zona, la Regione ha concesso l’Autorizzazione Unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica della potenza di 22 MW

Sarà inaugurato sabato 11 dicembre, l’“Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra” di Acquarica di Lecce (Vernole), che nasce intorno al progetto di indagini archeologiche svolte dall’Università del Salento a partire dal 1996 in località Pozzo Seccato. Il programma della giornata prevede, alle ore 9.30, un incontro presso il Castello di Acaya dal titolo “Raccontare il paesaggio”. Dopo i saluti del sindaco di Vernole Mario Mangione, del Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del sindaco di Lecce Paolo Perrone, del Rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia e di Teresa Cinquantaquattro, Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia, interverranno il professor Francesco D’Andria dell’Università del Salento e l’assessore all’Assetto del Territorio della Regione Puglia Angela Barbanente. Alle 11.30 è prevista una visita al Laboratorio dell’Ecomuseo e alla fattoria messapica di Pozzo Seccato, ad Acquarica di Lecce. L’ecomuseo La riqualificazione del paesaggio culturale del Salento è divenuto negli ultimi anni un tema di grande attualità. Il Sesa (Sistema ecomuseale salentino) nasce dalla volontà di stimolare il processo di crescita e maturazione della società civile salentina rispetto alla cultura del paesaggio per il diritto alla bellezza dell’ambiente di vita dei cittadini, nell’intento di applicare sperimentalmente quanto previsto nella Convenzione Europea del Paesaggio. È in questa cornice di riferimento che sono nati e si stanno sviluppando i cantieri ecomuseali e i musei diffusi del Salento, in un sistema a rete sul territorio che vede coinvolti gli enti pubblici come la Regione Puglia, la Provincia di Lecce, diverse amministrazioni comunali e l’Università del Salento assieme alle comunità interessate dai processi partecipativi avviati. Queste nuove formule museali per la conoscenza e valorizzazione del patrimonio materiale ed immateriale prodotto dalle comunità locali prende il nome di ecomuseo. L’ecomuseo è un processo dinamico con il quale una comunità conserva, interpreta e valorizza il proprio patrimonio in funzione dello sviluppo sostenibile. Il processo ecomuseale avviato nel Salento si basa su tre obiettivi principali: 1. promuovere nei cittadini una maggiore e più consapevole conoscenza del patrimonio locale, restituendo valore ai luoghi della vita quotidiana e con esso alle persone che abitano il paesaggio e sono chiamati a custodirlo; 2. educare i cittadini e i giovani ad aver cura del paesaggio attraverso semplici metodi di lettura e interpretazione delle criticità e dei punti di forza del proprio territorio, capaci di far scattare processi di autostima nelle comunità locali; 3. coinvolgere i cittadini nelle scelte e nelle decisioni sulle trasformazioni del paesaggio, indicando ai leader locali la strada più idonea per uno sviluppo sostenibile che punti a migliorare la qualità della vita delle loro comunità. L’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra L’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce nasce intorno al progetto di indagini archeologiche svolte dall’Università del Salento a partire dal 1996 in località Pozzo Seccato. Qui è stata messa in luce una vera e propria masseria fortificata risalente alla fine del IV secolo avanti Cristo, completamente circondata da un grande muro di fortificazione, largo poco meno di quattro metri, in pietre a secco, foderato all’esterno da una cortina di grandi blocchi di calcare squadrati. All’interno è stato portato alla luce un edificio residenziale con ambienti dedicati alla vita quotidiana (sala per il ricevimento degli ospiti, cucina, dispensa e altro) e altri vani per le produzioni artigianali. Nella parte centrale, l’edificio era provvisto di una torre a due piani che permetteva di osservare il territorio circostante fino al mare, lontano meno di cinque chilometri. Un altro grande vano lungo 16 metri e largo circa otto doveva avere la funzione di granaio per la conservazione delle derrate agricole prodotte nei campi circostanti. Le più recenti indagini, condotte dall’équipe dell’Università del Salento diretta dal professor Francesco D’Andria, hanno permesso di mettere in luce anche il lato meridionale della fortificazione, che prima non era conosciuto. L’insediamento si presenta quindi con una pianta quasi quadrata (lati di metri 72 x 65) e copre una superficie di poco inferiore a 1,5 ettari. Il completamento dei lavori permette oggi la fruizione dell’area archeologica da parte del pubblico, con l’allestimento di un percorso di visita corredato da pannelli esplicativi. L’insediamento antico è immerso in un paesaggio rurale che conserva ancora integri i suoi caratteri originali: muri a secco, pagghiare, aie, uliveti, strittule, che formano il tessuto in cui la comunità locale ha vissuto fino a pochi decenni addietro. Su tutto domina la pietra che emerge dal terreno sotto forma di roccia affiorante, e che il paziente lavoro di generazioni e generazioni di contadini ha regolarizzato fino a formare un disegno che pervade ogni angolo di territorio. Le proteste degli ambientalisti In riferimento all’Autorizzazione Unica concessa dalla Regione Puglia alla Tarifa Energia Srl, per costruzione ed esercizio di un maxi impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica della potenza di 22 MW, per ben 11 mega torri d’acciaio e pale rotanti, ben più alte di 100m (e opere e infrastrutture connesse come “cavidotti, elettrodotti, cabine di trasformazione, strade, sbancamenti, sradicamenti di alberi, spiegamenti, cementificazioni, trincee di scavo di chilometri e chilometri”) da realizzarsi nei territori di Castrì di Lecce e Vernole (località Campana e Filandra), per Save Salento e Forum Ambiente e Salute è necessario approntare tutti quelli atti giuridici, (ricorsi, esposti, ecc.) e politici urgenti, per fermare quest’impianto eolico ad altissimo impatto sull’ambiente, che lede diritti alla salute, alla qualità di vita e al rispetto del paesaggio sanciti dalla Costituzione Italiana. “Ma ciò che ha destato più sconcerto – dicono – è che il prossimo 11 dicembre, proprio nel Comune di Vernole, nel castello del borgo di Acaja, in pompa magna, l’Assessore Regionale all’Assetto del Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente, presenterà il progetto dell'”Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce”, frazione di Vernole, un’iniziativa dal titolo “Raccontare il paesaggio”, patrocinata dal Comune di Vernole e dalla Regione Puglia. coloro che interverranno, in qualità di relatori al convegno di sabato, come la dottoressa Teresa Cinquantaquattro della Soprintendenza per la Puglia o il professore Francesco D’Andria dell’Università del Salento – ci chiediamo – sanno già di tutto ciò, o ne sono all’oscuro?! I cittadini, le stesse persone, che con amore si sono dedicate e si stanno dedicando al progetto del museo del paesaggio, sono state messe al corrente di questa assurda contraddizione in termini?. Un altro ecomuseo in Puglia, che rischia di diventare, ancor prima di nascere, (o forse è stato patrocinato dalla Regione Puglia con quell’intento velato), una tomba, luogo intellettuale della memoria, del ricordo, muro del pianto del bel paesaggio naturale e rurale, che nei prossimi mesi sarà devastato, stuprato, violato, snaturato, industrializzato fino all’inverosimile, da iniziali 11 mega-torri eoliche d’acciaio ben più alte di 100m, in un territorio quasi totalmente pianeggiante”. La Determinazione Articolo correlato Pale eoliche fra Castrì e Vernole (8 dicembre 2010)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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