Consultori: chieste le dimissioni di Fiore

Sanità. Per l'opposizione di via Capruzzi, l'assessore cancella la volontà del consiglio regionale che si è opposto alla riduzione delle strutture

Il centrodestra chiede le dimissioni dell'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore, ritenuto responsabile di “cancellare la volontà del Consiglio regionale sui consultori”. Il 16 novembre scorso fu approvato in aula un ordine del giorno emendato dall'Udc con il quale si chiede di revocare la delibera della giunta di centrosinistra del 15 marzo, che prevede una riduzione dei consultori e la possibilità di escludere medici e ostetriche obiettori. Nel frattempo i medici obiettori hanno vinto un ricorso presentato al Tar di Puglia. 29 novembre 2010 – Consultori: il ridimensionamento? Una proposta seria Il 16 novembre, con 33 voti favorevoli (Pdl e Udc) 19 contrari (centrosinistra) e uno astenuto, il centrodestra regionale ha battuto per due volte la maggioranza su un ordine del giorno presentato dalle opposizioni contro l'approvazione della “Riorganizzazione della rete consultoriale pugliese”. Il centrodestra ha chiesto la revoca della delibera che riduceva il numero dei consultori. Per Rocco Palese, capogruppo Pdl, “i cattolici hanno fatto la differenza”. Pubblichiamo, in merito, una riflessione del consigliere regionale dell'Idv, Patrizio Mazza. “Alcuni giorni fa, in Via Capruzzi, in Consiglio Regionale, si è tenuta 'la sagra dei social clerical opportunisti'. Tutti erano invitati, ma non tutti hanno aderito alla sagra in cui, tradizionalmente, si ritrovano dichiarati cattolici, pseudo cattolici, dichiarati socialisti e pseudo socialisti, accomunati da uno spirito di opportunismo politico, per me da apprendere rapidamente perché altrimenti – dicono costoro – non concluderò niente di buono e non sarò mai definito 'politico', titolato alla loro stregua. Costoro, che evidentemente si ritengono più capaci, sono riusciti a mettere in ridicolo una seria proposta del nostro assessore Fiore relativa al ridimensionamento dei consultori. Mi occupo di sanità da oltre 35 anni, i consultori esistono da molti meno anni e, a dire la verità, non sono mai venuto a conoscenza che abbiano rivoluzionato qualche cosa, o abbiano inciso grandemente nelle decisioni sanitarie di qualcuno. I consultori hanno effettuato un supporto assistenziale laddove c’era qualcuno un po’ più dedicato. Senza a togliere all’istituzione che concettualmente potrebbe anche essere corretta come punto di ascolto e consiglio per chi ha problemi, ma in realtà questi ultimi sono spesso stati manifestazione di ramificazioni della politica, e pertanto cari proprio a coloro che in tali ramificazioni poggiano il proprio consenso. L’avere un medico obiettore in seno al consultorio che faccia da contrappeso al cosiddetto strapotere di chi obiettore non lo è fa molto “clerical”, ma sottolineo come sia più un fatto che soddisfi la coscienza ma non sia di sostanza. Il fatto stesso che ricorrano ai consultori meno del 15% delle donne in animo di aborto ne è una riprova. Resta inequivocabile il messaggio che la politica deve comunque dar prova di presenza anche quando il problema reale non sussiste. E’ per questo che anche a livello nazionale assistiamo più a teatri che a sostanza, ed è per questo che poi si inseriscono coloro che non sono clerical dichiarati, non sono socialisti dichiarati, non sono 'dichiarati' insomma, ma che sottobanco fanno le prove d’autore. Costoro non dichiaratisi nel voto comunque vogliono essere autori di qualcosa; magari con la precisa imbeccata di qualcuno e forse tanto per assicurarsi il futuro con questo qualcuno, essi mandano un messaggio chiaro, trasversale, un po’ come usa fare la mafia quando vuol preavvertire. In tutto questo noi, neofiti della politica, guardiamo senza capire e poi, per cercar di capire, chiediamo a destra e a manca il perché di tutto ciò che accade e si stagliano le ipotesi più variegate, ma c’è una base comune che viene detta dai più: questa è la politica! Politica fatta dietro le quinte, non dichiarata, finalizzata a mantenere gli equilibri di potere e a romperli quando se ne ravvisa uno emergente, in barba alle necessità della gente. I consultori, sono quindi un pretesto, per far le prove di rottura degli equilibri. Se si fosse discusso seriamente, si sarebbe convenuto che i consultori funzionano poco e male, innanzitutto per la fascia oraria in cui operano: l’apertura solo di mattina è limitante per chiunque lavori o faccia altro esclusivamente di mattina. Si sarebbe dovuto semmai parlare di come farli radicare di più nel territorio, magari con maggiore coinvolgimento dei medici, anche ospedalieri, se necessario, ma evidentemente non è questo che la politica dei social clerical opportunisti vuole perché, in definitiva, un consultorio se funzionasse toglierebbe un ruolo alla politica: almeno a quella basata sugli equilibri di potere”. 16 novembre 2010 – Consultori: maggioranza battuta a via Capruzzi Con 33 voti favorevoli (Pdl e Udc) 19 contrari (centrosinistra) e uno astenuto, il centrodestra regionale ha battuto per due volte la maggioranza su un ordine del giorno presentato dalle opposizioni contro l'approvazione della “Riorganizzazione della rete consultoriale pugliese”. Per leggere una sintesi della vicenda, cliccare qui Rocco Palese, il capogruppo in consiglio per il Pdl chiede che la delibera n. 735 del 15 marzo 2010 (e anata con una sentenza del Tar di Puglia il 15 settembre scorso) sia definitivamente revocata. La richiesta è stata formulato nella conferenza stampa convocata da Pdl, Puglia prima di Tutto e I Pugliesi per Rocco Palese subito dopo la conclusione del Consiglio regionale. “E' il sintomo evidente – dice Palese – che la maggioranza attraversa disagi diffusi, mentre per quanto ci riguarda è la dimostrazione di come, i cattolici impegnati in politica, siano coerenti con i loro valori. Stiamo lottando da cinque mesi per ottenere il riconoscimento delle nostre posizioni che sono state peraltro anche condivise da una sentenza del Tar”. “Ora – conclude Palese – Vendola e la sua giunta osservino fedelmente quanto il Consiglio regionale ha stabilito ed entro fine anno proceda alla revoca della delibera”. D'Antini: “bocciata la volontà della Regione sulla riduzione dei consultori “La bocciatura in Consiglio regionale evidenzia una netta spaccatura politica oltre che ideologica tra Vendola, la giunta e la maggioranza consiliare”, dichiara l’assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità della Provincia di Lecce, Filomena D’Antini Solero. “La Provincia di Lecce già con delibera consiliare n. 23 del 21.06.2010 aveva espresso contrarietà sulla delibera di giunta regionale 735 del 15 marzo scorso, relativa alla nuova rete consultoriale, con cui si prevedeva in provincia di Lecce la riduzione dei consultori da 47 a 19 e la creazione di 19 punti di accoglienza. Una delibera che non poteva e non può essere condivisa da chi, con buon senso, ha a cuore la salute e il benessere dei cittadini”. “Tale riduzione avrebbe penalizzato, di fatto, fortemente anche la provincia di Lecce, dove i consultori familiari presenti su tutto il territorio provinciale hanno un ruolo strategico per ciò che riguarda le azioni di sostegno psico sociale afferenti alla famiglia e ai minori e, al contempo, rappresentano un utile strumento per ridurre i disagi giovanili, delle donne vittime di violenza, dei minori abusati e degli immigrati emarginati”. “Tale riduzione avrebbe depotenziato di fatto quella rete esistente tra i consultori, i tribunali ordinari e minorili e le amministrazioni locali, a scapito ancora una volta dei cittadini, disattendendo le aspettative di chi nel consultorio, e mi riferisco specie alle fasce deboli e a chi non può permettersi prestazioni sanitarie e psico sociali a pagamento, ha sempre trovato un punto di riferimento ricevendo gratuitamente sostegno psico sociale e assistenza ginecologica”. “Ed è proprio per quest’ultima che il Tar Puglia, nei giorni scorsi, ha bocciato la delibera di giunta regionale sui consultori, nella parte in cui si prevedeva l’impiego di personale medico ginecologico e ostetrico esclusivamente non obiettore di coscienza, dando vita di fatto agli abortifici sociali”. “La riduzione dei consultori e l’apertura degli abortifici sociali”, conclude l’assessore D’Antini Solero, “di fatto, non è piaciuta a nessuno”. 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